Uliveti della Puglia messi a ferro e fuoco per fermare la malattia che li fa seccare

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I rimedi sono solo ferro (sotto forma di motosega), fuoco, insetticidi. Gli ulivi della provincia di Lecce stanno velocemente seccando – finora colpiti circa 8.000 ettari – a causa delle interazioni fra un batterio, alcuni funghi microscopici e diversi insetti. Ieri ha visitato gli uliveti leccesi Rodrigo Almeida, docente dell’Università di Berkeley e ritenuto uno dei massimi esperti mondiali della Xylella fastidiosa, il batterio trovato sulle piante malate. Le cronache riferiscono che è rimasto di sale sia per la rapidità con cui il male si propaga sia per i sintomi, che vanno al di là delle sue stesse conoscenze. Continua a leggere

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    Fukushima, alcune barre di combustibile erano danneggiate perfino prima del terremoto

    tepco fukushima barre combustibile nucleare danneggiate trasloco piscinaLa Tepco – il Paperoga atomico – ha colpito ancora. La società proprietaria della centrale nucleare di Fukushima con tre reattori in meltdown dal marzo 2011 sta per iniziare il trasloco più indispensabile e più temuto del mondo: spostare le oltre 1500 barre di combustibile usato alloggiate nella pericolante piscina di raffreddamento situata al terzo piano del reattore numero 4. Bisogna sfilarle una per una con il gancio di una gru dalla griglia che le mantiene perpendicolari, senza sforzarle e senza che si tocchino una con l’altra, sennò può innescarsi una reazione nucleare incontrollata.

    Ebbene: molti anni fa, ben prima del terremoto e dello tsunami che innescarono la crisi, la Tepco sbagliò alcune manovre. Da allora tre barre sono danneggiate. Una è piegata addirittura ad un angolo di circa 90°; altre due sono rotte.

    Recenti fotografie mostrano barre che sembrano inclinate nella piscina: oltre al terremoto, hanno sopportato anche le esplosioni che segnarono i primi giorni della crisi nucleare. Insomma il trasloco non si annuncia nè facile nè indolore. Continua a leggere

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      Arrivano morte a riva a grappoli. Strage di tartarughe nell’alto Adriatico

      strade di tartarughe nell'alto adriatico

      Nell’alto Adriatico è un’autentica strage. Causa? Mistero. Circa 165 tartarughe (di cui 15 nelle ultime ventiquattro ore) sono arrivate morte a grappoli in poco tempo sulle spiagge dell’Emilia Romagna e del Friuli: eppure le tartarughe Caretta caretta sono animali solitari, oltre che rari e ultra protetti. Nessuna tartaruga (a quanto se ne sa) è stata trovata sulle spiagge del Veneto, nessuna in Slovenia e in Croazia. Probabilmente venti e correnti hanno concentrato le carcasse su porzioni limitate di costa. Le spiegazioni sono varie ed opposte. Il fenomeno è così grave che poco fa l’Arpa Emilia Romagna ha emesso un comunicato stampa. Continua a leggere

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        Bevi Napoli e poi muori, i documenti on line dal 2011 che le autorità italiane hanno ignorato

        bevi napoli e poi muoriIn realtà si sapeva. Almeno il succo era on line e i politici nostrani non hanno fatto una piega. In coda alle dichiarazioni del boss pentito Carmine Schiavone sulla terra e sull’acqua della Campania avvelenate dagli sversamenti di veleni, l’Espresso oggi in edicola “rende noti i risultati inediti e sconvolgenti di una corposa ricerca richiesta dal comando americano di Napoli, eseguìta da primari laboratori di analisi sulla base di campioni di acqua, cibo, terreni, fumi raccolti lungo l’arco di due anni – dal 2009 al 2011 – su un’area di oltre mille chilometri quadrati” e “mai finora reso pubblico”. L’inchiesta è valsa all’Espresso la minaccia di azioni legali per procurato allarme.

        Non voglio togliere alcun merito ai servizi dell’Espresso. Dico però che almeno il succo di quella ricerca è stato messo on line nel 2011 sul sito della Marina statunitense a beneficio del personale di stanza a Napoli ed è tuttora linkato sull’home page del sito Terra dei Fuochi. E cercando bene sul web, si trovano anche anche le zone del Napoletano in cui la Marina statunitense raccomanda di non andare ad abitare. E’ una mappa meno dettagliata di quella messa on line dall’Espresso, ma c’è. La raccomandazione valeva per gli americani, ovvio. E gli italiani? Continua a leggere

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          Autostrada Valdastico Sud costruita sui rifiuti? Cani morti dopo aver bevuto vicino ai cantieri

          valdastico nord autostrada costruita sui rifiuti

          Le strade costruite sui rifiuti tossici, di cui ha abbondantemente parlato il pentito di camorra Carmine Schiavone nella sua deposizione recentemente desegretata, non sono affatto una specialità tipica della Campania. E’ di poco tempo fa la notizia che una perizia accerterà cosa c’è sotto l’autostrada Valdastico Sud, in Veneto (la “cugina” Valdastico Nord è nota a Blogeko): le indagini hanno portato a numerosi avvisi di garanzia e sono iniziate perchè almeno due cani morirono dopo aver bevuto vicino ai cantieri. Si sospetta l’impiego di scorie non bonificate. Poveri cani e povera Italia. Continua a leggere

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            Fukushima, trovati buchi nel reattore 1. L’acqua esce come da un rubinetto aperto

            da dove esce l'acqua radioattiva di fukushima

            Nessuno sa da dove vengono esattamente le 300 tonnellate di acqua radioattiva che ogni giorno entrano nell’oceano Pacifico da Fukushima, la centrale nucleare con tre reattori in meltdown. Oggi è stato reso noto un elemento importante. Un robot munito di telecamera ha individuato due buchi nella parte inferiore del “containment vessel”, il “guscio” del reattore numero 1: dai buchi esce acqua, uno sembra un rubinetto aperto.

            Il collage di immagini cerca di sintetizzare la situazione: è formato da sezioni verticali dei reattori in uso a Fukushima diffuse dalla Tepco, la società proprietaria della centrale nucleare. Vi viene mostrata anche la collocazione del combustibile nucleare fuso: ma è una collocazione solo presunta. In realtà non si sa dove si trovino i tre corium di Fukushima, e fino a che punto siano usciti dal “guscio” del reattore. Continua a leggere

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              L’ “unicorno asiatico” è ancora vivo. Fototrappola del Wwf ritrae un saola in Vietnam

              cattura

              Il saola, per gli zoologi Pseudoryx nghetinhensis, è grosso erbivoro così raro ed inafferrabile da meritare il soprannome di unicorno asiatico. La foto in bianco e nero, diffusa ieri dal Wwf e scattata da una fototrappola in Vietnam nel settembre scorso, certifica che esiste ancora: l’ultimo esemplare vivo fu visto nel 1999 in Laos. La foto a colori è uno dei pochissimi ritratti del saola adulto (© William Robichaud): le lunghe corna affusolate sono così ravvicinate che sembrano una sola. Dopo il “continua” altro materiale diffuso dal Wwf, compreso un video – forse l’unico – del saola: lo mostra, ahilui, prigioniero. Continua a leggere

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                Conferenza sul clima Cop19, lo sciopero della fame di Yeb Sano ha fatto scuola. Video

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                “E’ ora di pranzo ma noi non mangiamo“. Ha fatto scuola l’esempio di Yeb Sano, il delegato delle Filippine alla conferenza internazionale Cop19 sul clima apertasi ieri a Varsavia. E’ l’uomo con la sciarpa al centro della foto: ieri ha proclamato lo sciopero della fame finchè il consesso non prenderà decisioni concrete.

                Dopo il “continua” c’è il video con le lacrime e il discorso di Yeb Sano: legando i cambiamenti climatici all’aumento dei fenomeni meteorologici estremi come il tifone Haiyan che ha appena causato 12.000 morti nelle Filippine, egli ha chiesto al mondo di “fermare la follia” e ridurre le emissioni di gas serra, senza se e senza ma. Continua a leggere

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