Pochi giorni fa il Governo ha indicato i criteri per l’ubicazione delle centrali nucleari. Chi se le ritroverà vicino a casa, sappia che costituiscono un rischio per la salute.

Aumentano le leucemie e i casi di cancro, almeno nei bambini. Non c’è bisogno di incidenti: capita attorno a tutti gli impianti, anche quando funzionano benissimo.

Lo dice la rivista scientifica Enrvonmental Health, che ha ripreso ed esaminato tutti gli studi effettuati in materia, ipotizzando anche quale potrebbe essere la causa.

L’articolo di Enrivonmental Health è stato pubblicato in settembre. Fra le ricerche che esso considera, è particolarmente famosa quella del 2008 commissionata dal Governo tedesco e conosciuta come KKK (Kinderkrebs in der Umgebung von KernKraftwerken, cioè “Cancro nei bambini nelle vicinanze degli impianti nucleari”).

La ricerca tedesca mostrava un significativo aumento di cancro (più 54%) e leucemie (più 76%) nei bambini con meno di 5 anni nel raggio di 15 chilometri dalle centrali nucleari.

Esistono anche ricerche molto più tranquillizzanti ed altre che hanno mostrato risultati analoghi. Tutte sono state prese in esame dall’articolo.

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Topi alimentati con mais Ogm subiscono danni alla salute. Lo mostra una ricerca francese che ha preso in esame tre varietà approvate anche in Europa per il consumo umano, oltre che per la mangimistica.

I mais transgenici in questione sono il Mon810, ilMon863 e il NK603. La ricerca, realizzata dalleUniversità di Caen e Rouen, è stata pubblicata sull’ultimo numero dell’International Journal of Biological Sciences.

Già uno studio dell’Ages, un’agenzia del Governo austriaco, aveva mostrato che il cibo Ogm è una potenziale minaccia alla fertilità. I francesi hanno individuato danni al fegato e ai reni.

Il mais NK603 è geneticamente modificato per poter tollerare l’erbicida ad ampio spettro Roundup. I mais Mon810 e Mon863 sono stati modificati per sintetizzare tossine Bt usate come insetticida.

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Nuova contaminazione radioattiva accanto al comprensorio nucleare di Saluggia, in provincia di Vercelli, che custodisce combustibile irraggiato proveniente dalle centrali nucleari di Trino Vercellese e di Garigliano.

L’Arpa Piemonte ha reso noto ieri di aver trovato nel sottosuolo Cesio 137 e Cobalto 60.

La contaminazione non rappresenta alcun pericolo per la popolazione, sottolinea l’Arpa. La sostanza comunque è che un tubo perde roba radioattiva. E la Dora Baltea scorre a circa 200 metro di distanza.

Del complesso di Saluggia fanno parte l’impianto Eurex-SO.G.I.N. all’interno del Centro ricerche dell’ENEA (ora è chiuso; effettuava il ritrattamento di elementi di combustibile irraggiato), il Complesso Sorin (produzione di preparati farmaceutici che contengono radioisotopi a breve tempo di dimezzamento e deposito temporaneo di rifiuti radioattivi solidi di II categoria) e il Deposito Avogadro.

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Il Governo ha posto la fiducia, la privatizzazione dell’acqua sarà approvata, pare proprio, oggi pomeriggio.

Dicono che la privatizzazione è imposta dall’Unione Europea. Balle. Tant’è che Parigi ha appena deciso di procedere alla ri-municipalizzazione dell’acqua.

Per chi volesse provare a mantenere pubblica l’acqua almeno nel suo Comune, ci sono le soluzioni proposte da padre Alex Zanotelli e da Domenico Finiguerra, sindaco di Cassinetta di Lugagnano. Ma andiamo con ordine.

La privatizzazione dell’acqua è contenuta nel decreto che assegna ai privati i “servizi locali di rilevanza economica”. Essi non potranno più essere gestiti da municipalizzate a prevalente capitale pubblico, come avvenuto finora.

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Non solo costi stratosferici. Presentano seri problemi di sicurezza le centrali nucleari Epr come quelle che si vogliono realizzare in Italia: è necessario rivederne un caposaldo progettuale. Ce li hanno spacciati come gioiellini di terza generazione…

Le autorità nazionali di Francia, Finlandia e Gran Bretagna, i Paesi europei che stanno realizzando o prevedono di realizzare centrali nucleari Epr, hanno pubblicato un comunicato congiunto. Rilevano che i sistemi di controllo e di sicurezza sono interconnessi: invece il secondo deve essere in grado di funzionare quando il primo va Ko.

Produce i reattori Epr la compagnia francese Areva, controllata dallo Stato. Oltre ai due che sta costruendo in Cina, ne sta realizzando uno in Francia a Flamanville: L’Enel collabora con una quota del 12%; il quotidiano francese Le Monde ha rivelato qualche tempo fa che nel cantiere di Flamanville vengono formati tecnici italiani in vista della costruzione degli Epr in Italia.

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Dal primo al 7 ottobre si svolge la Settimana vegetariana: eventi in tutto il mondo (alcuni anche in Italia) per invitare ad eliminare la carne.

Il nocciolo della questione secondo me è che il consumo di carne affama il mondo e danneggia l’ambiente. Nuoce agli esseri umani più poveri.

Ecco una rapidissima carrellata sui risvolti sociali e ambientali dell’allevamento del bestiame. La dedico a chi mette bistecche in tavola a pranzo e cena. Non gli chiedo di cambiare abitudini: solo di essere consapevole delle proprie azioni.

Innanzitutto, la carne affama il mondo. Le mucche vengono nutrite con granaglie, non con l’erba. Per produrre un chilo di proteine animali servono da 3 a 10 chili di proteine vegetali. Gli affamati sono in aumento, ma credo che la loro situazione migliorerebbe se non dovessero patire la concorrenza degli animali da macello.

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In undici anni ci siamo fumati l’Umbria. Nel senso che l’estensione di suolo consumata dall’urbanizzazione in Italia durante il periodo 1995-2006 risulta pari a 750.000 ettari. Sono stati inghiottiti da case, capannoni, svincoli, tangenziali al ritmo di oltre 68.200 mila ettari all’anno.

Paolo Berdini, urbanista, ha rifatto i conti dellacementificazione sulla base di dati molto più precisi di quelli da cui era partito il Wwf. Quest’ultimo aveva soltanto considerato i 3,5 milioni di ettari sottratti all’agricoltura negli ultimi 15 anni.

Berdini, invece, parte dalle licenze edilizie rilasciate dai Comuni, il cui numero è stato recentemente reso pubblico dall’Istat.

E, visti i suoi calcoli, io aggiungo un consiglio: non investite nel mattone. Non necessariamente per amore del pianeta, del verde e della natura. Parlo da un punto di vista meramente pecuniario: alla luce di tutto quel che inutilmente si costruisce, i prezzinon possono che crollare.

I dati sulle licenze edilizie resi pubblici dall’Istat non sono completi, nota Berdini. Molti Comuni li trasmettono in modo non sistematico, e l’abusivismo (com’è ovvio) sfugge totalmente.

Comunque, per quel che riguarda le costruzioni residenziali (ma sarebbe meglio chiamarle semplicemente case) all’Istat risultano nel 1995-2006 la bellezza di 8.897.959 stanze in edifici sorti ex novo, pari a 1.122.043.692 metri cubi.

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Vogliamo ricalcolare l’effetto del consumo di carne sull’ambiente e sul clima? L’ha fatto or ora Nathan Pelletier della Dalhousie University in Canada. Fa parte del crescente numero di scienziati che studiano l’impatto del cibo dal campo alla tavola.

Ebbene, è confermato: dal punto di vista dell’ambiente, mangiare carne è peggio che guidare un Suv. Ma chi apprezza gli arrosti ha una via d’uscita: l’impatto ambientale della carne di pollo è 10 volte minore rispetto a quello della carne di manzo.

Il punto è che la carne bovina è un cibo molto inefficiente da produrre. E poi, i processi digestivi dei bovini rilasciano nell’atmosfera metano, un gas serra molto potente.

Se si tiene conto sia di questo sia delle granaglie che un vitello mangia prima di essere pronto per il macello, a un chilo di carne bovina corrisponde l’emissione nell’atmosfera di una quantità di gas serra pari all’effetto di 16 chili di anidride carbonica.

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Siamo al “picco dell’acqua”. Anche se miliardi di persone non hanno ancora accesso all’acqua, il genere umano usa già la metà dell’acqua accessibile.

L’informazione viene dal Pacific Institute, che usa il termine “picco dell’acqua” nel suo rapporto biennale “The World’s Water” appena pubblicato.

E se il 50% dell’acqua ancora non sfruttata sembra tanto, attenzione, dice il Pacficic Institute: quel 50% sta a indicare il punto critico, già raggiunto in molte zone, in cui abusiamo della capacità del pianeta di ammortizzare le conseguenze del nostro consumo d’acqua.

Del resto, guardate la distribuzione dell’acqua sulla terra: ce n’è moltissima ma – sottratti oceani e ghiacciai – quella effettivamente utilizzabile è solo una frazione molto esigua.

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Il pianeta è in crisi: crescita della popolazione, cambiamenti climatici, deforestazione, inquinamento…

Sono gli effetti del postulato della crescita economica infinita. Eppure, lo si vede in questi giorni di crisi finanziaria e crollo delle borse, i potenti della Terra tremano all’idea che la crescita economica si interrompa, e sono disposti a tutto per evitarlo.

Il New Scientist dedica una serie di articoli a come l’economia sta uccidendo la terra.

C’è un bel grafico che riassume tutti i temi: non solo clima, anidride carbonica nell’atmosfera e crescita demografica, ma anche sfruttamento delle risorse idriche, numero dei veicoli a motore in circolazione, sfruttamento degli stock ittici… Tutto o quasi, insomma.

E poi ci sono contributi di pensatori ed economisti “eretici” rispetto al postulato della crescita economica infinita, il cui principale limite sta nel fatto che le risorse offerte dalla Terra non sono affatto infinite.

Oltre all’introduzione, che comunque è illuminante, è possibile leggere per intero gratuitamente un paio di articoli. Segnalo quello di Tim Jackson. Ci ho trovato finalmente scritto che, invece di comprare l’ultimo modello di apparecchio a risparmio energetico, sarebbe meglio evitare semplicemente di comprare.