I marchi che commercializzano bestiame allevato distruggendo la foresta. Amazzonia, che macello
Un po’ di Amazzonia nelle scarpe. Un altro po’ nella scatoletta di carne che è nella dispensa, e un altro po’ ancora nel divano del salotto.
Greenpeace ha effettuato indagini per capire dove finiscono carne e pelli del bestiame allevato abbattendo illegalmente la foresta amazzonica. I risultati sono nel rapporto “Amazzonia che macello”.
Per quanto riguarda l’Italia, fra gli ultimi anelli della catena commerciale ricostruita da Greenpeace ci sono marchi come la carne in scatola Simmenthal, i divani Chateaux d’Ax, le scarpe Geox e Adidas.
Fino a pochi anni fa si disboscava illegalmente l’Amazzonia per coltivare la soia con cui ingrassare il bestiame. Ora questo problema pare molto ridimensionato. Però la foresta amazzonica viene tagliata o incendiata per far posto direttamente ai pascoli. E questo avviene ad un ritmo impressionante.
Secondo Greenpeace sparisce un ettaro di Amazzonia ogni 18 secondi. E l’Amazzonia è il polmone del pianeta. Inoltre incendiando la foresta finisce nell’atmosfera l’anidride carbonica – il gas dell’effetto serra – che gli alberi assorbono.
Proprio a causa della deforestazione il Brasile è quarto nella classifica dei paesi con le maggiori emissioni di anidride carbonica. A livello planetario, la deforestazione causa il 20% delle emissioni di anidride carbonica.
“Amazzonia che macello” ricostruisce come i giganti brasiliani della pelle e della carne – Bertin, JBS, Marfrig – vengono regolarmente riforniti da allevamenti che hanno tagliato la foresta ben oltre i limiti consentiti dalla legge.
Fra i fornitori di Bertin, JBS, Marfrig ci sono anche fattorie che utilizzano forme illegali di lavoro schiavile e occupazione di riserve indigene.
Il rapporto ricostruisce poi le vie che carne e pellame provenienti da Bertin, JBS, Marfrig percorrono nel commercio globale.
Per quanto riguarda l’Italia, i punti d’arrivo non sono solo Simmenthal, Geox, Adidas e Chateaux d’Ax. Ci sono altri marchi noti come Cremonini (punti di ristorazione “Chef Express”) e il gruppo Natuzzi (Divani & Divani).
La sintesi italiana del rapporto di Greenpeace “Amazzonia che macello”
Slaughtering the Amazon, la versione completa in inglese
Foto Flickr
da maria
Ultimo commento:
di Le tribù amazzoniche hanno bloccato i decreti per sfruttare la foresta » Silvia Raggi il 01/1/70
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giugno 16th, 2009 at 15:02
[...] E’ finita con una vittoria degli indigeni la ribellione delle tribù peruviane contro i decreti governativi che consentirebbero uno sfruttamento indiscriminato dell’Amazzonia. [...]