Viaggio nel Bangladesh che sta finendo sott’acqua per i cambiamenti climatici

Un reportage dal “ground zero” dei cambiamenti climatici.
La descrizione del Bangladesh che sta finendo sott’acqua con i suoi 153 milioni di abitanti pigiati in un territorio grande due volte l metà dell’Italia, o poco più.
Un giornalista del Belfast Telegraph ha viaggiato fra le persone che stanno perdendo raccolti e la possibilità di dissetarsi ai pozzi a causa della risalita dell’acqua salata.
Persone che dalla riva del mare gli mostrano, laggiù, quel che emerge della più alta cima di un albero. Sotto quell’albero c’era la loro casa.
Qualche dato più preciso.
Il Bangladesh si trova esattamente fra l’incudine e il martello dei cambiamenti climatici. Fra i ghiacci dell’Himalaya che si sciolgono e l’oceano che cresce di livello.
L’isola più grande del Bangladesh, Bhola, ha perso metà della superficie negli ultimi dieci anni, inghiottita dal mare. I grandi fiumi – Gange, Brahmaputra – sono gonfi e tumultuosi per lo scioglimento dei ghiacciai: l’erosione sta aumentando del 40%.
La temperatura è cresciuta costantemente, negli ultimi quarant’anni, nel Golfo del Bengala e gli uragani sono diventati del 39% più frequenti e più violenti: il 2007 è stato l’anno record. Le inondazioni provenienti dal mare si sono triplicate negli ultimi vent’anni, e rendono sterile la terra.
Il Belfast Telegraph ha anche un’intervista con un climatologo locale, Atiq Rahman, convinto che le previsioni dell’Ipcc sull’innalzamento dei mari siamo sottostimate.
Convinto, anche, che senza ombra di dubbio i cambiamenti climatici in corso siano innanzitutto opera dell’uomo: l’effetto serra, l’anidride carbonica emessa nell’atmosfera bruciando combustibili fossili.
Quando i bambini che nascono ora saranno vecchi, sostiene, il 70-80% del Bangladesh, compresa la capitale Dacca, non avrà più l’aspetto attuale e non sarà più terra da abitare.
Il climatologo Atiq Rahman rivolge una frase secondo me significativa al giornalista del Belfast Telegraph: vuoi far capire agli occidentali gli effetti che le loro abitudini hanno sul Bangladesh? Obbligali a prendere con sè una famiglia del Bangladesh per ogni 10.000 tonnellate di anidride carbonica emesse in atmosfera.
Sul Belfast Telegraph viaggio nel Bangladesh che sta finendo sott’acqua per i cambiamenti climatici
Leggi Le isole Kiribati chiedono l’evacuazione a causa dei mutamenti climatici
Foto Wikipedia
da maria
Ultimo commento:
di federico vannucci il 01/1/70
Grazie Aldo, ti sono davvero debitore!
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giugno 25th, 2008 at 08:47
Il Bangladesh sta finendo sott’acqua anche per effetto di una sconsiderata politica locale di sviluppo, che sta portando alla distruzione delle foreste e allo stravolgimento della morfologia del territorio. Chi scrive è una giornalista appassionata di Bangladesh e che ha fatto (e spera di continuare a fare) molti viaggi in Bangladesh. Una delle cose più mostruose (a livello ambientale e sociale) che sta avvenendo in quel Paese è il boom dell’allevamento industriale del gambero. Il bangladesh è uno dei principali esportatori a livello mondiale, ma per costruire le vasche destinate all’allevamento sono stati distrutti ettari ed ettari di foresta e tutto questo continua…
giugno 25th, 2008 at 12:47
Scusate, ma qui mi sembra che si stiano “dando i numeri”…
Sì: anche perchè, a prescidere da ciò che accadrà fra 100 anni o giù di lì, *oggi come oggi* il cosidetto “innalzamento dei mari” per effetto dei possibili “cambiamenti climatici” è nella sostanza *non apprezzabile* (qualche cm?)!!!
Quindi, tutto ciò che viene imputato *oggi*, anno 2008, a questo stesso “innalzamento”, è a tutti gli effetti una *mistificazione*, o meglio una vera e propria PANZANA!
Sicuramente, a situazioni come questa, vanno semmai trovate altri tipi di spiegazioni (come appunto quella del commento che mi precede)…
giugno 25th, 2008 at 14:08
mi viene in mente la rana e l’acqua bollente.
Se butti una rana nell’acqua bollente questa salterà via, ma se metti una rana nell’acqua fredda e poi scaldi, la rana rimarrà li fino a morire bollita.
Vedo tante di quelle analogia fra rane e uomini…
giugno 25th, 2008 at 17:02
c’è un errore nel testo.
L’Italia è grande 2 volte il Bangladesh. non viceversa.
questo dato nonf a che aggravare l’analisi dell’articolo. ovviamente…
Bravo Diego! sono d’accordo.
uomini e rane……..
giugno 25th, 2008 at 17:10
Hai ragione, Kanu. Ho corretto. Grazie
giugno 26th, 2008 at 09:44
post: “Quando i bambini che nascono ora saranno vecchi, sostiene, il 70-80% del Bangladesh, compresa la capitale Dacca, non avrà più l’aspetto attuale e non sarà più terra da abitare.”
Questo cosa consiglierebbe, in primis? Ma no, proporre una drastica riduzione della natalità , coatta se necessario, è un tabù dei più radicati, un tabù che nei più determina d’ufficio la sospensione del senso critico. Il senso critico, quando attivo, suggerisce che quel tabù, impropriamente spacciato per alto ideale umanitario ha portato, sta portando e porterà una quantità crescente di persone a fare vita grama e a patire condizioni in altrettanto crescente deterioramento.
Ovviamente, gli stessi principi che sto riferendo al Bangladesh valgono anche per l’Italia. (Mamma mia, che ho mai scritto!)
giugno 26th, 2008 at 13:29
Perferttamente d’accordo, Aldo.
Ma un’altra cosa: come *diavolo hai fatto, a scrivere in grassetto*?!!!
P.S.: se mi sveli il “segreto”, son disposto a … *pagare*!!!
giugno 26th, 2008 at 19:27
Per scrivere in grassetto, apri una parentesi angolare (il segno “minore”, a sinistra sulla tastiera), aggiungi una “b” e chiudi la parentesi angolare precedentemente aperta (il segno “maggiore). Scrivi il testo che desideri compaia in grassetto. Per interrompere la scrittura in grassetto apri una nuova parentesi angolare, aggiungi un carattere “/”, una “b” e poi richiudi la parentesi angolare. Et voilà ! Puoi ottenere il corsivo sostituendo una “i” alla “b”. Credo (ma non ho mai provato) che si possa anche sottolineare usando una “u” al posto della “b”.
Chiedo scusa per il fuori tema, ma così mi sento altruista.
giugno 27th, 2008 at 12:06
Scusate l’OT, ma…funzionaaa!!!!
Grazie Aldo, ti sono davvero debitore!