Energie

Energia dal mare con il Pelamis

Mentre nel nostro paese si discute a non finire di rigassificatori e gas, importato a caro a prezzo, di carbone per centrali elettriche dismesse, carbone che non abbiamo, ma se anche lo avessimo meglio farne a meno, di impianti eolici che vanno bene per portarci le scolaresce e di solare che nel paese del sole non si sa cosa sia, gli scozzesi, come tanti altri del resto, t’inventano, e fanno funzionare, il Pelamis. Un salsiciotto, così lo chiamano vezzosamente, che grazie alle onde del mare produce energia elettrica senza disturbare la flora marina o i cetacei che, al contrario, sostengono gli assertori del progetto, beneficerebbero di zone interdette alla navigazione trovandosi, di fatto, in riserve protette giocoforza dai salsiciotti.

Condividi:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google
  • OKnotizie
  • Technorati
  • Wikio
nov  07
5
alle 11:01
da mstramazzo

Ultimo commento:

di Francesco il 01/1/70

Finalmente qualcosa di sensato, come le centrali eoliche, etc.. Però ho un dubbio: se il vento n...


Visualizza / Lascia un commento


Altro sull'argomento


4 Commenti to “Energia dal mare con il Pelamis”

  1. Aldo dice:

    Bella trovata, se davvero funzionerà. Rimane l’insormontabile scoglio della scala: se un impianto da 20km2 (e sono già tantini) può davvero “alimentare una città come Edinburgo” (meno di 500.000 abitanti), allora per fornire energia a 60.000.000 di Italiani servirebbe assemblare la bellezza di 9600 km2 di impianti. Poco meno di 100×100 km di impianti ad alta tecnologia. Considerando che il Mediterraneo è meno “aperto” del Mare del Nord e che la forza dei marosi è probabilmente minore, temo che la scala sarebbe ancor più vasta. Fattibile, dunque? Boh? A spanne verrebbe da rispondere di no. Non con numeri tanto elevati.

  2. Aldo dice:

    Mi correggo: i km2 di impianti necessari sarebbero circa 2400, ovvero poco meno di 50×50 km di impianti ad alta tecnologia. Nella foga del calcolo ho confuso qualche dato. Lo scoglio della scala è quattro volte più piccolino, ma rimane comunque un bello scoglio.

  3. Anonimo dice:

    Hai ragione che lo “scoglio” da superare non è poca cosa ma chi ben comincia è a metà dell’opera ….

  4. Francesco dice:

    Finalmente qualcosa di sensato, come le centrali eoliche, etc.. Però ho un dubbio: se il vento non “tira”, se il mare non è “agitato”, non diminuisce di molto laffidabilità e la resa del sistema adottato? Perchè il sole (che sorge sempre finora) e che può essere al massimo “velato” che è il metodo più sicuro da adottare è ancora così indietro?
    Scusate lo sfogo. Grazie

Lascia un Commento