Nucleare, la rivolta delle Regioni. Quindici (su 20) approvano un documento che contesta il Governo
Si estende la rivolta delle Regioni contro il nucleare. Quindici (su 20) hanno approvato un documento che contesta il provvedimento approvato in dicembre dal Governo sui criteri per la scelta dei siti che ospiteranno le centrali.
Il documento si aggiunge al ricorso alla Corte Costituzionale presentato da 11 Regioni contro la scelta nucleare.
Il documento delle 15 Regioni contesta in sostanza il fatto che il provvedimento governativo di dicembre impedisce alle Regioni stesse di intervenire sulle decisioni in materia di nucleare; non fa menzione del destino delle scorie rimaste dalla stagione nucleare chiusa negli Anni 80; prevede per le centrali nucleari una Valutazione di impatto ambientale strategico (VAS) limitata agli impianti, senza tenere conto della loro localizzazione.
E’ stato promosso da Basilicata, Calabria, Emilia-Romagna, Umbria, Lazio, Puglia, Liguria, Marche, Piemonte, Molise e Toscana, le stesse Regioni che hanno impugnato la legge sul ritorno al nucleare davanti alla Corte Costituzionale.
Successivamente ha ricevuto il sostegno anche da parte di Veneto, Campania, Sardegna e Sicilia.
Significa che i tre quarti delle Regioni contestano le scelte del Governo in materia di nucleare. deriscono alla ribellione anche Regioni governate dal centrodestra.
Del resto, gli italiani sono in maggioranza contrari al nucleare (soprattutto se è dietro l’angolo di casa), in primavera ci sono le elezioni amministrative e soltanto successivamente il Governo svelerà i siti destinati ad ospitare le centrali.
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Foto Flickr
da maria
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