Interrogazione sui siti delle centrali nucleari. Prima delle elezioni non li diranno neanche sotto tortura
Niente da fare. Il Governo non vuol rivelare i siti delle centrali nucleari prima delle elezioni regionali. Sa benissimo che gli italiani non le vogliono. O almeno, non le vogliono vicino a casa.
Ieri alla Camera il Governo ha risposto ad un’interrogazione che chiedeva in sostanza di dire dove si intendono costruire le centrali nucleari. L’elenco ufficioso è stato diffuso in due versioni.
Ha risposto senza minimamente sputare il rospo. Eppure, come ebbe a dire in un’intervista l’amministratore delegato dell’Enel, la lista dei siti esiste ma prima del tempo debito non sarà rivelata “neanche sotto tortura”.
Bell’ipocrisia. Così il gregge elettorale troverà i siti nucleari nell’uovo di Pasqua, dopo le amministrative. Ma veniamo all’interrogazione.
E’ stato l’onorevole Realacci a domandare al Governo se “ha idea” di quali saranno i siti per il nucleare. Nella sua interrogazione ha ricordato le, diciamo, controindicazioni del nucleare di cui spesso ho parlato anch’io: i costi elevati, la sicurezza, i problemi causati dalle scorie, il fatto che il prezzo dell’energia elettrica prodotta dall’atomo non è competitivo senza consistenti finanziamenti pubblici. Cioè senza i soldi spillati dalle tasche dei contribuenti.
Si è dimenticato di dire che le centrali nucleari costituiscono un pericolo per la salute anche quando non si verificano incidenti.
Ma tant’è. La risposta del Governo non compare ancora sul sito della Camera. L’ha messa on line Repubblica. Neanche s’è scomodato il ministro per lo Sviluppo Economico Scajola, al quale erano rivolte le domande: ha parlato il ministro per i Rapporti col Parlamento Elio Vito.
Ha parlato producendo solo fumo elaborato nelle volute proprie del burocratese. Ha detto in sostanza che al Governo tocca solo il compito di dare il vialibera al criteri per individuare i siti, e che poi non sarà lui a sceglierli: si limiterà a valutare (a benedire, se preferite) le richieste degli operatori interessati a costruire le centrali nucleari.
Il ministro ha detto anche che i siti saranno valutati d’intesa con le Regioni. Balle, nel senso che il parere degli enti locali conta come il due di coppe quando non è briscola: in caso di mancata intesa, decide il Governo. Proprio su questo punto si fonda il ricorso alla Corte Costituzionale contro il nucleare presentato da molte Regioni.
E comunque, prosegue la risposta del Governo, allo stato attuale “non è possibile” dire dove saranno le centrali nucleari e le ipotesi in proposito sono “frutto di preoccupazioni ingiustificate e premature”.
Lo sanno benissimo che gli italiani si preoccupano. Proprio per questo il Governo è già pronto ad imporre le centrali nucleari con la forza ma , ipocritamente, non vuole rendere pubblici i siti prima delle elezioni. Sarà il caso di ricordarsene, al momento di andare a votare.
Dal sito della Camera l’interrogazione di Realacci sui siti delle centrali nucleari
Da Repubblica la risposta del Governo all’interrogazione sui siti nucleari
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da maria
Ultimo commento:
di I verdi contro Berlusconi e le sue bugie sul nucleare. | Politica Italiana il 01/1/70
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gennaio 14th, 2010 at 21:20
Avete detto bene, “il gregge elettorale” perchè tanto la massa di pecore che danno il voto a questa gente e li farà vincere ci sarà comunque.
Saluti
marzo 21st, 2010 at 11:06
[...] saranno le future centrali nucleari? Prima delle elezioni regionali non lo diranno neanche sotto tortura, ma i Verdi hanno diffuso l’elenco dei siti che, dicono, sono già stati [...]
marzo 21st, 2010 at 11:45
[...] saranno le future centrali nucleari? Prima delle elezioni regionali non lo diranno neanche sotto tortura, ma i Verdi hanno diffuso l’elenco dei siti che, dicono, sono già stati [...]