I criteri per i siti nucleari, più scorie per tutti. La ‘ndrangheta e l’ex centrale nucleare di Caorso
Più scorie per tutti. Mentre il Governo approva definitivamente i criteri per la scelta dei siti nucleari, mi piace tornare a parlare dei rifiuti radioattivi della vecchia stagione nucleare italiana chiusa per referendum negli Anni 80.
Lo smaltimento dei rifiuti provenienti dall’ex centrale di Caorso sarebbe nelle mani della ‘ndrangheta. Lo dice Gianni Lannes, giornalista investigativo (razza in via di estinzione), che in un’intervista ad Articolo 21 annuncia anche nuovi documenti a proposito della “farsa sulle navi dei veleni che il Governo ha voluto definire un caso chiuso“.
Ricordate? Già il Financial Times collegò la nave dei veleni di Cetraro alle scorie della vecchia stagione nucleare italiana. Adesso l’Italia produrrà nuove scorie senza aver mai digerito quelle vecchie. E a questo proposito…
Le rivelazioni annunciate da Lannes sul relitto di Cetraro derivano, dice, da sue ricerche d’archivio in Italia e Inghilterra. Afferma che milioni di tonnellate di rifiuti tossici prodotti dall’Italia (e non solo) giacciono affondate nel Mediterraneo in oltre 180 navi dei veleni.
E oltre alle navi, dice, “ci sono centinaia di container imbottiti di rifiuti radioattivi che da oltre trent’anni escono dall’Eni, dall’Enel, dall’Enea, dalla Montedison e via di seguito”.
A proposito della nave di Cetraro ha compiuto indagini negli “archivi storici nella banca dati Lloyd’s di Londra, dell’Aimo, l’unico strumento che codifica la nave aldilà del nome che porta, e del Ministero della Difesa e della Marina Militare”.
Lannes dice che il caso non è affatto chiuso, checchè ne dica il ministro Prestigiacomo. Che il relitto non può essere quello del Catania affondato durante la Prima guerra mondiale. Non può esserlo per il semplicissimo motivo che il Catania rimase in attività fino al 1943, come risulta, dice, dai documenti da lui scoperti.
Sui fondali di Cetraro, è la sua conclusione, ci sono due navi: non una. Ricorda la differenza fra le coordinate delle rilevazioni eseguite da ministero e Regione Calabria, la mancata comparazione fra i due video e dice che “il Governo sta mentendo”.
E sempre a proposito della vecchia stagione nucleare italiana, Lannes racconta di essere riuscito ad entrare senza subire controlli nell’ex centrale nucleare di Caorso, “potevo essere un kamikaze, mi sono limitato a scattare delle foto”.
“Ho scoperto e documentato che la centrale, grazie ad un contratto di appalto per lo smaltimento dei rifiuti radioattivi, è in mano alla ditta Ecoge srl dei Mamome di cui abbiamo notizia nel primo rapporto della Dia del 2002 che riferisce i nomi delle famiglie attraverso cui si ramifica la ‘ndrangheta in Lombardia e Liguria”.
“Perché la gestione dei rifiuti contaminanti di Caorso è affidata per contratto d’appalto alla ‘ndrangheta?”
Più scorie per tutti. Benvenuti nella nuova stagione nucleare italiana.
Su Articolo 21 l’intervista a Gianni Lannes: le navi dei veleni, l’ex centrale di Caorso e la ‘ndrangheta
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da maria
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di Marea nera nel Golfo del Messico, ecco perchè non si userà la bomba atomica. Video. « green makers group il 01/1/70
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febbraio 11th, 2010 at 15:03
a proposito di “nuova stagione nucleare italiana” , mi permetto di linkare questo sito di Greenpeace:
http://www.greenpeace.it/nuclearlifestyle/
saluti
aprile 25th, 2010 at 18:17
[...] me, è da inquadrare in una prospettiva che riguarda il futuro. Il provvedimento del Governo per la scelta dei nuovi siti nucleari prevede infatti compensazioni economiche per i Comuni che ospiteranno gli [...]
aprile 27th, 2010 at 18:34
[...] I criteri per i siti nucleari, più scorie per tutti. La ‘ndrangheta e l’ex centrale nuc… [...]
giugno 22nd, 2010 at 15:59
[...] I criteri per i siti nucleari, più scorie per tutti. La ‘ndrangheta e l’ex centrale nuc… [...]