Caccia più lunga, emendamento correttivo del ministro Prestigiacomo. Che però non la abolisce
Il ministro dell’Ambiente Prestigiacomo ha presentato un emendamento per correggere il testo approvato dal Senato che rende possibile allungare la stagione di caccia agli uccelli.
Credete che il ministro voglia almeno ripristinare le vecchie date entro le quali è possibile imbracciare la doppietta? Errore. Non c’è la minima traccia di questo.
Aveva detto di essersi tanto arrabbiata, il ministro Prestigiacomo, per il voto del Senato. Aveva parlato di “colpo di mano”. In realtà ora ingoia con somma buona grazia il rospo servitole dai cacciatori .
Il comunicato stampa recita: “il Ministero dell’Ambiente punta ad eliminare la possibilità delle Regioni di definire deroghe al calendario venatorio, specie dei volatili, senza sottostare alla validazione vincolante da parte dell’Istituto per la Ricerca e Protezione Ambientale (Ispra)”.
Traduzione: le Regioni approvino pure una stagione di caccia lunga quanto vogliono, basta che l’Ispra le autorizzi.
E se l’Ispra non autorizza? Facilmente la cosa può essere archiviata alla voce: chissenefrega. Se è solo per quello, infatti, l’Ispra ha dato un inascoltato parere negativo all’emendamento su cui si è basato il testo approvato dal Senato.
La protezione della fauna dovrebbe essere una delle preoccupazioni principali del ministro Prestigiacomo. Lei invece tende a sgomberare il terreno dai lacci e lacciuoli che ogni tanto costringono a tenere la doppietta appesa al muro.
Riesce a fare proposte migliori (non ci vuole molto…) perfino Vittoria Brambilla, ministro del Turismo.
Ha preparato anche lei un emendamento al testo sulla caccia. Dice chiaramente che la stagione venatoria dev’essere compresa tra il 1 settembre e il 31 gennaio, esattamente come ora.
Le norme sulla caccia sono state riprese in mano perchè l’Europa chiede di vietare esplicitamente l’impallinamento degli uccelli durante riproduzione e migrazione.
Il risultato finora è stata la caccia senza limiti. In questa situazione, tornare alla vecchia legge sarebbe una vittoria per l’ambiente. ll che è tutto dire.
Il comunicato stampa: il ministro Prestigiacomo annuncia un emendamento al testo votato dal Senato sulla durata della stagione di caccia
Sull’agenzia Asca l’emendamento del ministro Brambilla per ripristinare i vecchi limiti della stagione di caccia
Foto Flickr
da maria
Ultimo commento:
di ampegadi marettimo il 01/1/70
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febbraio 3rd, 2010 at 21:08
[...] SICURI? – Anche se c’è chi fa notare che tra l’emendamento della Prestigiacomo e quello annunciato dalla Brambilla ci sarebbero [...]
febbraio 16th, 2010 at 12:44
IL MINISTRO DELL’AMBIENTE ED I VERI PROBLEMI DELLE ISOLE EGADI
Si è appreso che il Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo ha convocato di recente una riunione per discutere delle problematiche legate all’approvvigionamento energetico delle isole minori. Alla riunione, presieduta dal capo della segreteria tecnica del ministero, Luigi Pelaggi (peraltro anche direttore dell’Area marina Protetta delle sole Egadi), hanno partecipato tra l’altro tutti i sindaci delle isole minori.
Il ministro Prestigiacomo, da quello che è emerso, considera prioritario “alimentare ad energia pulita le isole Egadi” e vorrebbe far divenire “un laboratorio di efficienza energetica l’arcipelago grazie ad un progetto di AzzeroCO2 che sarebbe già stato finanziato dal Ministero dell’Ambiente.
Si legge che “…il progetto prevede uno sviluppo delle fonti rinnovabili a basso impatto sul territorio, in modo da preservare le isole dell’arcipelago dal punto di vista naturalistico e di promuovere al tempo stesso l’autosufficienza ed il risparmio energetico…. Il piano di interventi messo a punto da AzzeroCO2 per le tre isole prevede l’utilizzo di diverse tecnologie: impianti fotovoltaici e solari termici, generatori ed oli vegetali, un progetto di mobilità sostenibile che prevede biciclette a pedalata assistita, motorini elettrici, colonnine e pensiline fotovoltaiche per la ricarica dei mezzi.
COMMENTO DI AMPEGADI MARETTIMO: Il Ministro Prestigiacomo evidentemente non conosce i VERI problemi delle isole Egadi. Il suo Ministero, consapevole che sull’arcipelago insiste l’Area Marina Protetta più grande d’Europa, dovrebbe preoccuparsi ed occuparsi dello SMALTIMENTO DELL’ETERNIT presente in grandi quantità nelle isole dell’arcipelago; farebbe meglio a realizzare un serio progetto per l”AUTOSUFFICIENZA IDRICA dell’arcipelago, prevedendo e finanziando opere di canalizzazione delle sorgenti esistenti soprattutto nell’isola di Marettimo (l’isola invece viene rifornita di acqua trasportata da navi provenienti da Napoli e Palermo); dovrebbe preoccuparsi di contribuire a risolvere i problemi legati alla FATISCENZA DELLE STRUTTURE PORTUALI , soprattutto a Levanzo e Marettimo la cui insicurezza ha determinato lo spopolamento delle isole dai loro abitanti e continua a determinare gravi disagi alla popolazione per la difficoltà di attracco dei mezzi di trasporto (aliscafi e traghetti) anche in condizioni meteo marine non particolarmente avverse; il Ministero dovrebbe occuparsi, sollecitando anche l’amministrazione comunale, di far realizzare gli impianti di depurazione di cui le isole di Marettimo e Levanzo sono sfornite e la cui mancanza contribuisce all’inquinamento di vaste zone di mare, dove insiste la riserva marina; dovrebbe attenzionare la problemativa relativa ai mezzi di trasporto, ormai fatiscenti e risalenti agli anni settanta (i vecchi aliscafi emettono fumi e gas che inquinano l’ambiente). Di tutto questo e di altro ancora, nell’interesse del bene comune, si dovrebbe preoccupare il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.
invece cosa fa il Ministro? Finanzia un progetto che “prevede lo sviluppo di fonti rinnovabili a basso impatto sul territorio”: gli impianti fotovaltaici e solari termici integrati nell’architettura del luogo e del paesaggio”. Perchè tutto questo se ad esempio l’isola di marettimo è già autosufficiente dal punto di vista energetico? Perchè il Ministero dell’Ambiente non considera PRIORITARI gli interventi che potrebbero contribuire a migliorare la qualità della salute e della vita degli abitanti dell’arcipelago e la cui realizzazione avrebbe un sicuro impatto positivo sulle attività turistiche? Si vuole spendere e sperperare il danaro pubblico per REALIZZARE DELLE CATTEDRALI NEL DESERTO e favorire lobby ed i loro business?