Bandiere blu anche alle spiagge di sei Comuni non in regola col trattamento delle acque reflue
Aggiungo un altro ingrediente alla polemica sulle bandiere blu rilasciate alle spiagge. Hanno ricevuto il marchio di qualità anche quelle situate in sei Comuni non in regola con il trattamento delle acque reflue. Nell’identica situazione cinque approdi turistici.
Significa che lì la depurazione degli scarichi fognari non viene effettuata come dovrebbe. Non c’è bisogno di spendere tante parole su dove vavanno a finire gli scarichi…
Le bandiere blu sono rilasciate dalla Fee, Foundation for Environmental Education. Quest’anno hanno ricevuto il riconoscimento 231 spiagge italiane, e 61 approdi turistici.
I criteri con cui sono state scelte le spiagge? Qualità delle acque, qualità della costa, servizi e misure di sicurezza, educazione ambientale, come si legge sul sito della Fee.
La sorpresa è venuta fuori quando ho incrociato, con pazienza (credetemi!) certosina, l’elenco dei Comuni in cui si trovano le spiagge a bandiera blu con l’elenco dei 178 Comuni non in regola con le norme europee di trattamento degli scarichi reflui. E’ stato reso pubblico dall’Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori), ed è costato all’Italia il deferimento alla Corte Europea.
I centri balneari in questione sono
Massa Lubrense (Campania)
Finale Ligure (Liguria)
Pozzallo, Ragusa, Menfi (Sicilia)
Piombino, Follonica (Toscana)
Ed ecco l’elenco degli approdi turistici a bandiera blu che fanno capo a Comuni non in regola con gli scarichi. Per la precisione, qui non viene presa direttamente in considerazione la qualità delle acque. Contano invece qualità dell’approdo, servizi e misure di sicurezza, educazione ambientale ed informazioni.
Porto Sole (Sanremo), Imperia Mare (Imperia, Liguria)
Marina di Capri (Capri, Campania)
Marina Hannibal (Monfalcone), Lega Navale Italiana (Trieste, Friuli Venezia Giulia)
L’Aduc nota che la regione con il più alto numero di bandiere blu, 17, è la Liguria, in cui ci sono ben 19 Comuni e aggregazioni urbane inadempienti al trattamento delle acque reflue urbane.
“Non si tratta solo di un puntiglio burocratico, ma anche ed essenzialmente di salute pubblica – scrive l’associazione – Le acque reflue non trattate possono essere contaminate da batteri e virus dannosi, contengono quantità notevoli di nutrienti come l’azoto e il fosforo che possono contaminare le acque dolci e l’ambiente marino favorendo la crescita eccessiva di alghe che soffocano le altre forme di vita (eutrofizzazione)”.
Su Repubblica le spiagge con le bandiere blu
Le bandiere blu 2010 sul sito della Fee
Dall’Aduc l’elenco dei 178 Comuni italiani non in regola con le norme europee per il trattamento delle acque reflue
Ancora dall’Aduc le bandiere blu della Liguria e la vignetta
da maria
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di Marea nera nel Golfo del Messico. Nuovo video con il getto di petrolio che zampilla dal blowout preventer « green makers group il 01/1/70
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maggio 17th, 2010 at 16:50
[...] fonte:blogeko [...]
giugno 9th, 2010 at 19:30
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