Alimentazione

Proposta di legge per i menu vegetariani e vegani nelle mense. Gli onorevoli presi per la gola

crostiniDorme da tempo in Parlamento una proposta di legge che rende obbligatoria nelle mense l’offerta di pasti vegetariani e vegani accanto a quelli preparati con carne e altri prodotti animali.

La produzione di carne inquina e toglie cibo agli affamati. Però difficilmente la ristorazione collettiva offre piatti senza carne. Per svegliare la proposta di legge in letargo e accelerare il dibattito, alla Camera è stata organizzata una conferenza stampa; a seguire, il ristorante di Montecitorio ha messo a disposizione degli onorevoli un menu vegetariano.

E che menu! Mica la pasta e fagioli che rappresenta l’alternativa low cost ecologica ed etica alla carne. Sentite cosa hanno mangiato.

Hanno aperto il menu vegetariano offerto al ristorante della Camera un carpaccio d’anguria con panissa di ceci e salsa all’aceto balsamico e un gazpacho di verdura con crostini di melanzane. Come primi, lasagne con bolognese di formaggio vegetale e pesto di basilico; e riso arrostito con porcini e zucca, salsa allo zafferano.

Per secondo, valdostana di seitan e zucchine con maionese di mandorle e verdura al forno. Il dessert: bavarese di mele con salsa ai lamponi e biscotto di carruba.

Spero che il modo in cui gli onorevoli sono stati presi per la gola non metta in ombra i meriti della proposta di legge. Prevede che nelle mense scolastiche e aziendali e nei bar convenzionati per offrire servizio mensa debba essere sempre possibile avere pasti sia vegetariani sia vegani.

L’alimentazione vegetariana è quella che si limita a scartare la carne. Quella vegana fa anche a meno di qualsiasi prodotto animale: uova, latticini, miele.

Non si tratta solo di evitare a milioni di animali da macello una vita indegna e una morte crudele. Per produrre un chilo di proteine animali servono da tre a 10 chili di proteine vegetali: le mucche mangiano granaglie, non erba.

Gli affamati nel mondo ormai sono un miliardo. Credo che la loro situazione migliorerebbe se montagne di cibo non venissero utilizzate per produrre un paio di bistecchine.

Oltre che fame, una consistente fetta del genere umano ha sete. Ma per produrre un chilo di carne di manzo si impiegano 15.000-70.000 litri d’acqua: tanta ne serve per crescere il cibo con cui viene nutrito l’animale.

Infine il clima. Dal punto di vista dell’effetto serra, la carne è peggio dei Suv. La Fao ha calcolato che le emissioni di gas serra legate all’allevamento del bestiame sono analoghe a quelle prodotte dal traffico.

Attraverso carpaccio e gazpaco, e giù giù fino alla bavarese, tutti questi concetti sono ora affidati alla digestione degli onorevoli. Auguro loro che avvenga senza impedimenti.

La proposta di legge per i menu vegetariani e vegani nelle mense

Dal sito della Lav (Lega anti vivisezione) gli onorevoli presi per la gola. Il menu vegetariano al ristorante della Camera

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ott  09
20
alle 09:02
da maria

Ultimo commento:

di veganarchist il 01/1/70

Federico i tuoi interventi denotano una profonda ignoranza, capisco perfettamente che la tua manc...


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21 Commenti to “Proposta di legge per i menu vegetariani e vegani nelle mense. Gli onorevoli presi per la gola”

  1. federico vannucci dice:

    Certo che voi vegetariani per motivi etici siete proprio “forti”: ma quante ne raccontante…
    .
    Questa poi le passa tutte:
    Gli affamati nel mondo ormai sono un miliardo. Credo che la loro situazione migliorerebbe se montagne di cibo non venissero utilizzate per produrre un paio di bistecchine.
    .
    Sèeee, aspetta e spera: ma insomma, io sono sicuro che non ci credi nemmeno tu…

  2. C.Zecca dice:

    Sebbene mangiare poca carne sia positivo da moltissimi punti di vista, il fatto che i cereali e le leguminose non destinate all’alimentazione bovina che potrebbero sfamare altre centinaia di milioni di Sapiens non è certo nello spazio della soluzione, anzi, passerebbe subito allo spazio del problema.
    Già ora la popolazione di Sapiens è molto oltre la sostenibilità e non è certo il caso di alimentare un ulteriore aumento della sua consistenza numerica che urge, anzi.
    Tra le altre cose, se destinassimo territori agricoli per produrre alimenti per umani invece che per bovini, l’aumento dei primi porterebbe, come conseguenza, l’aumento del consumo di carne e una nuova spirale viziosa.
    Si tratta di una pseudo soluzione che peggiora il problema.

    1 – è necessario che il numero di Sapiens decresca fino alla soglia dell’impronta ecologica 1 o inferiore sia localmente che a livello planetario
    2 – è necessario prima arrestare il disboscamento e la distruzione del territorio naturale e selvatico e poi, quelle aree, invece di destinarle all’agricoltura per umani, devono essere restaurate ecologicamente e restituite al selvatico, al bosco / foresta.

  3. maria dice:

    Anch’io credo che sia necessaria una diminuzione della popolazione umana, C.Zecca. Però mi pare, come dire?, totalmente fuori luogo affidare il compito alla fame…

  4. C.Zecca dice:

    La fame è conseguenza di politiche scellerate (economia di scambio piuttosto che di sussistenza / uso), delle distorsioni dovute al non-localismo / globalizzazione (cibo e prodotti a km centinaia e migliaia) alla programmazione ideologica al consumismo di massa, a credenze religiose ed inculturali che alimentano numericamente la massa strabiliante che partecipa a pratiche gravemente insostenibili.

    Il conflitto tra agricoltura e selvaticità (wilderness) è antico come la storia, ci sono migliaia di casi.
    Ricordo che alcuni secoli fa, ad esempio, la pianura Padana era una meravigliosa zona di selvaticità, migliaia di km quadrati di boschi primigeni, di zone umide, di acquitrini etc.
    La crescita numerica dei Sapiens e la loro ingordigia ha fatto sì che tale patrimonio ecologico, di bio diversità fosse prima drasticamente ridotto per l’agricoltura, e poi, dal dopo guerra in poi, semplicemente annullato per cementificazione di centinaia di migliaia di ha del territorio. Ora c’è la periferia padana e ambienti alienati degradati, mostruosi e completamente morti, cementificati, come la conurbazione TS-TO pedemontana alpina, decine e decine di km di capannoni, inceneritori, autostrade, infrastrutture, acciaierie, ipermercati e gigamercati, villette, fabbriche, parcheggi, outlet, bowling e dozzine di altre robba inutile e speculativa del genere.
    Questa è la dinamica antiecologica.
    20000 bipedi in pianura padana, con tali risorse non potranno mai avere fame, perché esse sono abbondanti per ciascuno di essi.

    Fame / agricoltura / consumo di territorio / ingordigia / insostenibilità / crescita esponenziale demografica… sono tutti aspetti correlati.
    Si va infine a livello culturale, fino all’antropocentrismo, ben apologizzato dalle pseduoreligioni patriarcali.
    Andate moltiplicateve e soggiogate…
    Ecco i risultati.

    La decrescita su tutti i fronti, demografia inclusa, o avverrà per adesione del genere umano o sarà imposta dai meccanismi di equilibrio e di retroazione con i quali la Natura ha sempre controllato le specie più nocive.
    Se si tratta di Sapiens, diminuiranno per libera scelta altrimenti, se si tratta di stupidi, come quasi sempre avviene, diminuiranno per imposizione e non sarà affatto gradevole.

    E’ per mille milioni di motivi che è necessario decrescere anche la superficie dei campi e restaurare le zone selvatiche, riforestare e rinaturalizzare decine di milioni di ettari nel mondo e ciò è possibile solo se si decrescerà al miliardo e mezzo che gli scienziati ritengono sostenibili, rispetto ai consumi reali attuali..
    Utilizzare i campi destinati all’alimentazione di animali ai prodotti per umani è una misura paliativa, è una non soluzione che contribuisce in 2a istanza, ad un aumento della specie, e si ricasca di nuovo nella spirale antiecologica nella quale stiamo affondando.
    La scimmia nuda, insomma, deve fare molti passi indietro.

  5. federico vannucci dice:

    Nella sostanza e nel concetto (cioè, fatte salve alcune quisquiglie, peraltro di non grande importanza: e magari solo per un problema di brevità di esposizione), mi sento di condividere pienamente questa analisi di C.Zecca!
    .
    Vorrei peraltro porre enfasi sul fatto che, essendo quello dell’alimentazione davvero l’ultimo dei problemi in quanto “impatto ambientale” della ns specie, un “passaggio” a vegetarianesimo (che quindi in teoria potrebbe essere “sostenibile” per alimentare un numero di Sapiens molte volte superiore all’attuale!), potrebbe essere in realtà decisamente più DEVASTANTE rispetto all’attuale ns dieta non … ideologica (od onnivora che dir si voglia)!
    .
    Insomma, una volta di più si dimostra che i vegetariani per motivi etici (definibili quali animal-(NON)ambientalisti), più che avere a cuore le sorti del Pianeta e dell’Ambiente, in realtà si limitano a PROPAGANDARE un’Ideologia di peraltro dubbia qualità…

  6. C.Zecca dice:

    Un articolo apparso ieri sul Corriere (non su Carta o su il Manifesto, non lo trovo ora, dovrei ravanare di più) citava che la produzione di carne produce più gas climalteranti del traffico.
    La produzione estensiva ed intensiva di carne fa danni, questo è noto. Il caso della deforestazione in Brasile, per fare carnazza per i merdburgher USA&getta è uno dei casi più lampanti.
    Infatti, la stupidaggine (alquanto diffusa negli USA e da questi propagata al resto del pianeta) del consumismo alimentare alias carnivoro (mangiare tanta carne tutti i giorni sia bello sano godevole smart etc). è proprio una stupidata. Non cambia molto cambiando (in)cultura: le masse arabe che preparano il cous cous al montone 3 volte il necessario (per uno strana idea della “ospitalità” da gran signori noi ciabbiamo tanto cibo, qui a Bologna si dice sboroni) e ne buttano via i tre quarti fanno gli stessi danni.

    Cmq, per rimanere terra-terra, ritengo proprio sbagliato il ragionamento
    passiamo al vegetarianesimo perché esso è più efficiente ovvero richiede (ca 1 decimo) della superficie agricola quindi a parità di superifici possiamo produrre più cibo quindi possiamo sfamare più popolazione.

    La popolazione deve calare e non aumentare per mille motivi tra i quali la maggior disponibilità di cibo dovuto alla diffusione del vegetarianesimo.

    In questi ragionamenti si omette sistematicamente la necessità di aumentare il territorio selvatico esente da presenza umana (o con essa molto scarsa). Si omette che la qualità del vivere è strettamente correlata allo spazio vitale / territorio personale Lebensraum (in Svezia o in Norvegia si vive da dio, nella costipazione partenopea, nei formicai metropolitani, a Honk Kong, nel delirio delle megalopoli un po’ meno, nella periferie padane sempre_in_coda ad alta antropizzazione un po’ meno.
    Si omette che ci sono consumi incomprimibili che aumentano all’aumentare della popolazione, se siamo in 60 milioni a farci una breve doccia perché siamo ecologici e sobri e perché fa un caldo marcioallucinante consumeremo mille più volte dell’acqua necessaria a farci la doccia in 60000 ecologici e sobri…, servono 1000 dighe in più, ci saranno 1000 emungimenti di falda etc…)

    Il problema del vegetarianesimo non si porrebbe se in italia fossimo 60K e 700M nel mondo e sapessimo (e si sa) che per vivere bene, sostenibilmente, piacevolmente ed edonisticamente (come si sa) è necessario mangiare poca carne (una o due volte la settimana).

  7. federico vannucci dice:

    Bèh, ma il problema è un altro!
    .
    Il problema è essenzialmente … IDEOLOGICO!
    .
    I vegetariani per motivi etici, che in genere (cioè non tutti, ma… la maggior parte sì!) sono quelli che spergiurano che “la vivisezione (Ricerca Scientifica) è tutta una buffonata”, e sono quindi contro lo “sfruttamento animale” a prescindere.
    .
    Ecco che, logicamente, poi ogni scusa è pretestuosamente buona per … “portare acqua al loro mulino”!!!
    .
    In verità a ’sta gente gli importa assai dell’ambiente, degli animali e/o del quieto vivere: essi sono semplicemente ossessionati da quello che pensa e fa il loro prossimo, manifestando insofferenza ed intolleranza quando questo prossimo non la pensi come loro!!!
    .
    D’altronde solo ad un adepto può venire in mente di risolvere i problemi planetari di impatto ambientale della ns specie, attraverso la semplice conversione ad una dieta … ideologica!

  8. federico vannucci dice:

    Ah: e non è nemmeno vero che il passaggio integrale dell’umanità a veganesimo sia tutta quella panacea che i soliti … interessati ANIMALISTI vorrebbero dare a bere!
    .
    L’alimentazione degli animali “da reddito”, infatti, non si basa certo ESCLUSIVAMENTE su derrate alimentari che potrebbero essere “dirottate” per l’alimentazione umana!
    .
    L’agricoltura e l’industria alimentare producono tanti di quei prodotti (ad iniziare dagli scarti di lavorazione) che costituiscono probabilmente la grande maggioranza di quelli destinati ad alimentazione animale, e che rimarrebbero quindi sostanzialmente non utilizzati (od al più male utilizzati) per l’alimentazione umana!
    .
    Quindi le soluzioni del problema non sarebbero esclusivamente limitate al passaggio ad una dieta … IDEOLOGICA, ma semmai ad un più razionale utilizzo delle risorse: che passando da un consumo più “consapevole” di alimenti di derivazione animale, potesse “ottimizzare” al meglio le risorse per produrre questi stessi alimenti animali.
    .
    E senza davvero nessunissimo bisogno di alcuna … dieta Ideologica

  9. C.Zecca dice:

    Mah
    Capisco cosa tu intenda
    In ogni caso, di ideologico nel nostro corpo e nella sua fisiologia c’è ben poco. Il nostro tubo digerente non è fatto per la carnazza. Lo sanno anche i sassi della strada che una consumo di carne che non sia quel poco che è salutare, fa malissimo e genera un tot di patologie a medio lungo termine.

    Oggi la dieta carnivora è invece sì ideologica-pigrica-commerciale.
    Spaghetti e bistecca è un non sense completo, oltre che un abbinamento mediocre se non terribile dal punto di vista gastronomico e culinario.
    Vai in scuole, mense, etc. e la carne è al centro dell’80% dei piatti, dovrebbe costiruire l’ingrediente del 15% dei piatti.

    Ormai, trovare un piatto di verdure o una pietanza a base di legumi, ad esempio è un’impresa.
    C’è la tendenza all’omologazione dei menù.
    Vai in una trattoria del Varesotto, in una dell’Urbinate o a mangiare in Ciociaria, c’è la solita solfa trita e ritrita di filetto al pepe verde, tagliata, grigliata… due palle allucinanti, veramente squallido. La trippa? coniglio? che fine ha fatto l’oca e la guancia del maiale? il lampredotto?
    Che barba che noia che noia che barba.
    Veramente, anche per quanto riguarda i piatti di carne, il 95% della tradizione gastronomica italiana è persa.
    Per non parlare di ciò che non è carne e che ha costituito il 90% dell’alimentazione quotidiana per milioni di anni.
    Zero, o poco più.

  10. The Vagabond dice:

    Sig. Zecca,
    Quando ero vegetariano, non ho trovato alcuna difficoltà a reperire piatti vegetariani in ristoranti/pizzerie/mensa. Un pò più difficile negli autogrill o bar delle stazioni, ma diciamo che non è nemmeno frequente passarci. Ho amici carnivori (la maggior parte), ma ho conosciuto diversi vegetariani, segno che è tutt’altro che un’impresa.
    .
    L’uomo è onnivoro come i grandi primati da cui discendiamo, possiamo cibarci di carne e del resto lo facemmo dagli albori della nostra razza, personalmente su di me ho riscontrato un beneficio tant’è che ho abbandonato il vegetarianesimo. Certo non bisogna esagerare, e soprattutto scegliere la carne giusta. Anche la dieta vegetariana ha i suoi contro, in termini “monetari” (speculazioni sui biologici) e “ambientali” (tofu e seitan restano industriali, mango e avocado non vengono certo dall’Emilia…)!

  11. The Vagabond dice:

    Tra l’altro… trovandomi costretto a comprare pane a cassetta… contenente olio di palma (tutte le marche ho visto contengono “oli vegetali”)… non mi reputo x questo aspetto meno impattante o più etico di un “carnivoro” tout-court!

  12. C.Zecca dice:

    Per quanto mi riguarda, io ho capito che la digestione di un pasto vegetariano è più leggera e che l’abbinamento carboidrati-carne è assai pesante.
    Poiché la carnazza me mi piace e talvolta pure parecchio, dopo periodi più o meno lunghi in cui non ne mangio o ne mangio pochissima, mi vien una gran voglia di arrosti, cotechini, salsicce e brasati, ogni tanto mi prendo uno sfizio e mi faccio una bella sbaffata.

    Non c’è solo il fatto di reperire piatti non carnivori, c’è anche un discorso di variazione dei menù e dei tipi di ingredienti.
    Per mangiare vegetariano ce la fai, ma se l’85% dei piatti contengono carne o pesce, l’85% della variabiltà dei menù riguarda piatti con carne o pesce.
    Insomma, rischi di mangiare sempre spaghetti ajo ojo oppure riso al pomodoro, c’è l’uno o l’altro, zio stracchino, una volta vorresti due penne alla zucca, o una crema di piselli, o … niente, il menù vegetariano rachitico non lo consente.
    Ovviamente ci sono dei locali in cui c’è una varia ristorazione vegetariana ma… direi che sono una stretta minoranza.
    Non mi pare di dire una stramberia se dico che, fermandosi a caso in 10 posti lungo la strada in un percorso più o meno lungo, i piatti vegetariani si contano sulle dita di una mano.

    Anche l’olio di palma è una sciagura ambientale e salutistica (zeppo di grassi saturi).
    C’è una regola molto semplice e molto efficace: cibo locale a km_zero, ingredienti di stagione, biologici, lavorazione artigianale di qualità.
    L’olio di parma è alieno alla ns cultura alimentare.
    Potrei aggiungere qualche articolo, girato nel nostro gas (gaS Pioppe) sulla depravazione (non saprei come chiamarla altrimenti) nella filiera delle farine-pani industriali.
    La maggior parte delle persone mangia del pane che è veleno e non lo sa.
    Se prendi del pane fatto come dio comanda, alla fine risparmi pure, perché non lo butti, lo usi fino all’ultimo grammo, ha una durabilità e un grado di conservazione fino a due settimane, non butti baguette nel… “legmame per pali” il giorno dopo, ne mangi di meno perché essendo ricco di tutti i principi nutritivi ti sazia prima.

  13. The Vagabond dice:

    Però vedi, se mangi km 0 e frutta-verdura di stagione siamo da capo… scarsissima variabilità! E con i biologici, mi spiace, li compravo, poi ho capito che o te li coltivi tu (e mica puoi farlo tutto l’anno) o ti prendono per il naso… E se finiamo messi così noi che siamo mediterranei, figurati gli scandinavi…

  14. federico vannucci dice:

    Mah, C.Zecca.
    .
    Se su altri punti mi trova più che concorde, mi sembra che le sue conoscenze alimentari siano non poco infarcite di luoghi comuni!
    .
    Cerchiamo di fugarne subito uno, quello più grande: che il consumo di carne sia dannoso al ns organismo!
    .
    In verità noi siamo biologicamente “programmati” proprio per poter “sopportare” delle quantità di carne anche piuttosto rilevanti!
    .
    I popoli primitivi, i cacciatori-raccoglitori, hanno “forgiato” la ns biologia in centinaia di migliaia di anni, e proprio su elevati consumi di carne: tanto è vero che nessuno è allergico alla carne!!!
    .
    Purtroppo con la carne (cioè con i prodotti animali), noi ingeriamo tantissime sostanze che sono tutt’altro che benefiche per la ns salute.
    .
    Già i processi di cottura producono innumerevoli tossici, sia per gli eventuali grassi “di cottura”, sia per quelli contenuti nella carne stessa.
    Ed è nei tessuti adiposi che già si depositano sostanze tossiche di ogni tipo, accumulate dagli animali attraverso la loro alimentazione.
    .
    Dal problema dell’accumulo di sostanze tossiche non sono affrancati neppure i vegetali, nè quelli di cui noi stessi ci nutriamo, nè a maggior motivo quelli con cui vengono nutriti gli animali destinati alla ns alimentazione.
    .
    Un animale (erbivoro) nutrito a cereali (se non quando a farine animali e/o “gonfiato” con altra robaccia), davvero non è poi il massimo per la ns alimentazione! Conterrà alti livelli di grassi, e di nemmeno buona qualità!
    Un animale erbivoro dovrebbe esser nutrito ad erba fresca (+ insetti nel caso di onnivori quali il pollame), ovviamente in ambiente il meno possibile inquinato da sostanze tossiche, per poter poi essere utilizzato in maniera massimamente benefica per la ns alimentazione: avrà fra le altre cose livelli decisamente inferiori di grasso (l’accumulo di grasso è regolato dall’insulina, la quale è a sua volta prodotta per la digestione degli zuccheri/amidi: infatti i cereali “ingrassano”!), meno grassi=meno accumulo di sostanze tossiche, ed avrà anche una certa percentuale di grassi Omega-3 e CLA (oltremodo benefici per la ns salute!) che un animale nutrito a cereali non può avere.
    .
    Insomma: queste stesse considerazioni rendono implicita la limitazione al ns consumo della … carne “moderna” (ma non certo per la carne in sè!), e “consigliano” di sfruttare maggiormente l’alimentazione che surroghi la carne stessa (legumi+cereali), oltre che quel vasto consumo di frutta-verdura le quali, in particolar modo la prima, ha costituito la base alimentare di quei cacciatori-raccoglitori prima citati ed ai quali deve esser riferita la ns biologia di onnivori…
    .
    Tutto ciò, ovviamente, con buona pace dei vegetariani per motivi etici che, oltre a spergiurare che “la vivisezione è tutta una buffonata”, additano la “nocità” della carne quale responsabile di ogni male per la ns salute e per il Pianeta…

  15. C.Zecca dice:

    x The Vagabond:
    La variabilità è nel corso delle stagioni è fondamentale dal punto di vista salutistico, visto che sono solo … 20M di anni che mangiamo di stagione e qundi i nostri corpi si sono evoluti per magnà cavoli d’inverno, erbe cicorie in primavera, zucchine in estate, zucca d’autunno etc etc. (qui semplifico, ovviamente).
    Mangiare 360 giorni all’anno pomodoro o ciiegie o albicocche o tonno o … è pessimo ed una depravazione garantita dal consumismo supermercatistico c’è sempre ogni tipo di cibo (di plastica) a_prescindere che è un non-sense da tutti i punti di vista.
    C’è anche un discorso di impoverimento delle varietà: in Italia, c’erano 400 varietà di carciofi, 250 di fagioli, dozzine di mele, etc.
    Ora queste varietà si sono perse e pochi (5 varietà quando va bene) coprono il 90% del mercato.
    Hai voglia di stufarti di mangiare fagioli, ne puoi variaire una varietà al giorno, se ce ne fossero ancora…

    Biologiche prese per il naso…
    Ovviamente l’economia speculativa dei furbastri tente a posare le sue zampacce anche sul bio, tanto più esso aumenta di fatturato…
    Io sono cinico fino in fondo e ti dico che anche col convenzionale ti pigliano per il naso: frodi truffe e sofisticazioni alimentari sono all’ordine del giorno.
    Il meccanismo dei gas e della filiera corta, che significa e controllo diretto e conoscenza (è probabile che una persona con la quale esiste un rapporto solidale, umano, che campa vendendo a te, che ti conosce, abbia interesse a trattarti bene, a curare il rapporto economico, invece di sfruttarlo una-tantum e poi via…), tenta di cambiare approccio e di ristabilire fiducia-controllo e farlo con raziocinio.
    Ovviamente, se la mentalità è quella del ti frego appena possibile, peraltro alquanto diffusa nell’itaglietta del fesso-chi-onesto, non ci sono leggi e protocolli che tengano, ti fottono cmq.

    x Federico Vannucci:
    > il consumo di carne sia dannoso

    Il consumo eccessivo di carne
    E in quell’aggettivo, eccessivo, ci sono mille fattori dipendendenti da caratteristiche personali ed ambientali.

    C’è un libro interessante, di Peter D’Adamo, Alimentazione su misura, nel quale l’autore evidenzia le relazioni tra gruppi sanguigni e relativi stili alimentari.
    Ad esempio, il gruppo sanguigno prevalente in Italia, lo 0+ (zero positivo) tollera male i latticini, meglio la carne.

    Leggo e condivido le osservazioni sui problemi inerenti l’allevamento, modalità ed inquinamento che degradano la qualità di vita degli animali, la loro alimentazione e pure ciò che è il prodotti, ovvero carne spessi di qualità mediocre se non pessima e pure le osservazioni sull’importanza di variare il più possibile l’alimentazione.

    Io ne mangio saltuariamente, di buona qualità di tanto in tanto mi faccio una scorpacciata perché mi piace.
    Mi accorgo dell’acidificazione, della pensatezza delle associazioni con carboidrati e che i pasti vegeratiani sono più leggeri.
    Quindi parte di ciò che ho trovato in letteratura trova conferma sperimentale nella mia persona che è ciò che ritengo importante.

  16. federico vannucci dice:

    Bèh, i latticini NON hanno contribuito alla ns evoluzione biologica, NON erano a disposizione nell’alimentazione dei cacciatori-raccoglitori! Sono entrati molto più tardi nella ns evoluzione, quando ci siamo trasformati in agricoltori-allevatori, è questo è un periodo recente e davvero breve della ns storia ed evoluzione biologica!
    Insomma, noi non siamo stati “programmati” per il consumo di latticini: le intolleranze e le allergie al riguardo, ne sono un emblematico esempio!
    .
    Mentre con la carne non ci sono problemi di sorta, nè di intolleranza, nè tanto meno di allergie!
    Alcuni problemi possono semmai sorgere negli ABBINAMENTI alimentari con la carne: abbinare la carne ai cereali, ad esempio, non è proprio il massimo…
    I cereali si abbinano semmai magnificamente ai legumi, costituendo questo abbinamento un vero e proprio surrogato della carne!
    La carne deve semmai essere abbinata ai carboidrati della frutta: in particolare la frutta acida (agrumi) e l’ananas, frutto semiacido che contiene enzimi che ne aiutano la digestione…
    Mangia la carne in maniera corretta, e ti accorgerai che non è certo più “pesante” dei pasti vegetariani: anzi…
    Senza considerare che i pasti meramente vegetariani, salvo appunto particolari abbinamenti, non possono fornire i principi nutritivi della carne.

  17. Dario dice:

    Ma i terreni coltivati a destinazione animale potrebbero divenire a destinazione umana se la domanda di carne diminuisse?

  18. Dario dice:

    a Federico: “Senza considerare che i pasti meramente vegetariani, salvo appunto particolari abbinamenti, non possono fornire i principi nutritivi della carne.”

    e i legumi?

  19. gaetano dice:

    X Federico

    Qua mi pare che l’integralista sia tu. Tu ke non vuoi lasciare libertà di scelta a ki va a mangiare in una mensa, tu ke vorresti fare selezione della razza xkè siamo in troppi. Xkè non inizi a morire tu di fame così fai spazio? Eh no, tu vuoi vivere, vuoi ingozzarti come e quanto ti pare, vuoi la macchina, vuoi la lavatrice, vuoi tutto. La selezione naturale deve essere fatta sui quei 4 disgraziati che vivono nel sud del mondo vero? La prossima volta taci, idiota!

  20. Ombretta dice:

    Qui mi pare che si perda di vista il nocciolo della questione. Ossia la possibilità e il DIRITTO di scegliere cosa mangiare nei luoghi pubblici. Discutere se sia giusto o meno essere vegetariani, se la carne faccia bene o male è retorico ormai.
    Fatto sta che se io sono vegetariana non è giusto che venga “ghettizzata” e costretta a mangiare solo pasta e insalata fuori casa.
    E per intenderci, Federico, a parte per i vegan che possono avere carenza di vitamine b, la diete vegetariana fornisce tutti i nutrienti fondamentali per la vita. Documentati.
    Che poi uno la scelga per etica, per questioni di salute, per religione o per quell’accidente di motivo che vuole, sono fattacci suoi.

  21. veganarchist dice:

    Federico i tuoi interventi denotano una profonda ignoranza, capisco perfettamente che la tua mancanza di argomentazioni e il tuo odio cieco per tutto ciò che è diverso ti impongono di buttarla in caciara, tuttavia resta il fatto che i vegetariani/vegani di tutto il mondo hanno il diritto di scegliere cosa mangiare e cosa no. Sei libero di prostrarti alla logica capitalista dello sfruttamento degli animali non umani ma non puoi pretendere che tutti gli altri agiscano come sei stato programmato a fare.

    Gli esseri umani sono liberi di fare delle scelte, io ho scelto di essere vegan.

    * Vegan perchè mi rifiuto di sfruttare ed uccidere gli altri animali.

    * Vegan perchè sono contro la vivisezione e ogni tipo di sperimentazione sugli animali non umani. Avete fallito in tutto, sadici assissini, ecco cosa siete.

    * Vegan per combattere la società del capitale che sta avvelenando, consumando ed affamando questo pianeta unico.

    NON-CI-UNIFORMIAMO

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