Acque, Diritti umani e altre storie

Nel 2030 la domanda globale d’acqua supererà del 40% la disponibilità

goccia d'acquaNel 2030 probabilmente la domanda globale d’acqua supererà del 40% la disponibilità effettiva.

Lo dice un rapporto della McKinsey & Co (una società di consulenza manageriale) commissionato da grandi aziende che consumano moltissima acqua.

Sui dati probabilmente c’è poco da discutere. Visto il pulpito da cui viene la predica però secondo me c’è parecchio da discutere sulla soluzione proposta: far pagare l’acqua. E’ una questione su cui tenere occhi ed orecchie ben aperte: in Italia, lo sapete, la gestione dell’acqua potabile è stata privatizzata poco tempo fa.

Il rapporto si intitola “Charting our water future” ed è stato commissionato da Coca-Cola, Nestle (acqua in bottiglia), SAB Miller (birra), Syngenta (agroindustria) e World Bank,

Dunque, alla luce della crescente competizione per assicurarsi l’acqua – cui già ora non ha accesso oltre un miliardo di persone – nel 2030 la domanda supererà l’offerta del 40%.

Del resto, si potrebbe aggiungere, il genere umano già ora sfrutta la metà di tutta l’acqua dolce disponibile e ci vuole una gran quantità d’acqua per produrre i beni di uso più comune.

L’acqua presa in considerazione non è tanto (non è solo) quella degli acquedotti, ma quella di fiumi, sorgenti e falde sotterranee, utile a scopi agricoli e industriali.

Quale è la via d’uscita prospettata dai gruppi d’affari? Andare oltre il facile rimedio (così lo chiamano) di considerare l’accesso all’acqua un diritto umano. Così l’acqua verrà pagata per quel che vale, e non sarà più sprecata.

Nelle interviste pubblicate da Green Biz a commento del rapporto, il presidente di Nestle Peter Brabeck-Letmathe parla di un diritto all’acqua limitato alle necessità più basilari: 25 litri a testa al giorno. Il resto, chi lo vuole lo paga.

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità ce ne vuole il doppio – circa 50 litri a testa al giorno – per raggiungere un soddisfacente livello di igiene.

L’acqua è un bene prezioso da non sprecare per riempire piscine e innaffiare campi da golf: non ci piove. Ma se passa la soluzione prospettata dal rapporto, le grandi aziende – che possono pagare – riusciranno con ogni probabilità ad avere tutta l’acqua che vogliono.

Se anche i comuni mortali avranno un soddisfacente accesso all’acqua, beh, questo mi pare invece tutto da vedere.

Su Green Biz nel 2030 la domanda globale d’acqua supererà del 40% la disponibilità

Charting our water future

Foto Flickr

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nov  09
30
alle 11:12
da maria

Ultimo commento:

di Colonialismo idrico. I Paesi ricchi prosciugano le riserve d’acqua di quelli poveri « green makers group il 01/1/70

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5 Commenti to “Nel 2030 la domanda globale d’acqua supererà del 40% la disponibilità”

  1. &raquo Scarsità di acqua e uso insostenibile delle riserve idriche. Lo Yemen sarà a secco fra 15 anni - Gregambiente dice:

    [...] l’altro giorno di acqua e della sua possibile scarsità futura. Lo Yemen ci sta già arrivando. C’è la possibilità che nel giro di 15 anni la città di [...]

  2. &raquo Scarsità di acqua e uso insostenibile delle riserve idriche. Tumulti in India per la potabile razionata - Gregambiente dice:

    [...] I tumulti per l’acqua sono una novità: ne scrivo perchè (anche se magari non pare) tutto il mondo sta usando acqua ad un ritmo insostenibile. Infatti il problema indiano va al di là della scarsa pioggia contingente. L’acqua è [...]

  3. Scarsità di acqua e uso insostenibile delle riserve idriche. Tumulti in India per la potabile razionata | Libera! Libera! dice:

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  4. I Paesi ricchi prosciugano riserve d’acqua di quelli poveri dice:

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