Clima

Lotta ai cambiamenti climatici, il “banchiere illuminato” Stern scrive al Governo italiano

nicholas sternRicordate Nicholas Stern, il “banchiere illuminato” autore del Rapporto Stern sulle conseguenze economiche dei cambiamenti climatici?

Ebbene, Stern ha preso carta e penna e ha scritto al Governo italiano, pregandolo di assumere una politica nazionale ed internazionale che promuova tagli alle emissioni di anidride carbonica, il gas dell’effetto serra. E poi ha rilasciato un’intervista a Panorama.

La differenza di vedute fra Stern e il Governo italiano è assimilabile a quella che passa tra acquasanta e diavolo. Ed è per questo che gli interventi di Stern fanno notizia.

E’ noto che il presidente del Consiglio Berlusconi ritiene che occuparsi di cambiamenti climatici sia cosa inutile come una messa in piega a un malato di polmonite. Inoltre la maggioranza di centro destra ha approvato una mozione che nega l’effetto serra, come se la realtà dei fatti potesse essere modificata da un voto parlamentare.

Ebbene, in vista del G8 che si terrà a L’Aquila Stern prova a “convertire” il Governo italiano. Stern ha calcolato che il Pil planetario scenderà del 5-20% entro il 2050 a causa dei cambiamenti climatici.

Per evitarlo, bisognerebbe investire ora l’1% del Pil nel contenimento delle emissioni di gas serra e nella lotta ai cambiamenti climatici.

Nell’intervista a Panorama, non ancora on line ma anticipata da Repubblica, Stern dice che “L’Italia deve aiutare la gente a guardare oltre i propri interessi ristretti e pensare a quelli dei figli e nipoti”.

Nell’appello al Governo italiano, pubblicato anch’esso da Repubblica, Stern scrive che a L’Aquila “l’Italia ha un’occasione storica per promuovere politiche basate su dati scientifici concreti e principi economici sensati, per un mondo a basso tenore di carbonio che sia più sicuro, più pulito e più sostenibile”.

Stern è banchiere, e Berlusconi si vanta di essere imprenditore. Chissà se starà a sentire almeno uno che, come lui, parla il linguaggio dei soldi.

Da Repubblica l’appello di Stern, il “banchiere illuminato”, al Governo italiano per la lotta ai cambiamenti climatici

Ancora da Repubblica, l’intervista di Stern a Panorama

Foto Flickr

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lug  09
3
alle 10:31
da maria

Ultimo commento:

di &raquo Le Maldive convocano il summit dei Paesi più poveri e più minacciati dai cambiamenti climatici - Gregambiente il 01/1/70

[...] convocano il summit dei Paesi più poveri e più minacciati dai cambiamenti climatici Foto...


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13 Commenti to “Lotta ai cambiamenti climatici, il “banchiere illuminato” Stern scrive al Governo italiano”

  1. federico vannucci dice:

    Certo che l’Ambiente è una bella “puppa”: ed almeno su questo punto, è assolutamente incontrovertibile che il “signor” Stern abbia avuto … l’occhio lungoo!
    Ma, addirittura, il “cavallo” Ambiente riesce persino a “dar da mangiare” a gente come la ns Maria, fulgido esempio di “competenza” tanto che … ogni 3×2 non riesce nemmeno a fare correttamente 2 conti in croce!
    .
    P.S. Ribadisco un concetto che sembra davvero assoutamente ostico a voi adepti (al punto che viene il dubbio se voi ci siate o ci siete: comunque brutto segno in ognuno dei 2 casi!).
    Che la CO2 da fonti fossili venga immessa in 10, 100, 1000 o 10000 anni, non fa ha in realtà quelle grosse differenze che voi adepti andate millantando: quindi, o le risorse fossili si lasciano intonse come sono, od ha davvero poco senso star a flagellare gli attributi con le vs proposte di “risparmio”. Comprese quelle dell’esimio e “raggiante” Mr. Nicholas Stern!!!

  2. maria dice:

    Federico, io su Blogeko non ci mangio, te lo assicuro. E il fulgido esempio te lo rimangi tu al più presto. Grazie.

  3. david c. dice:

    Ti faccio i miei complimenti Maria per questo blog che giudico davvero bello.
    Ti confesso che pero’ mi sono un po’ stufato di sentire notizie negative, e niente che si posso fare per contrastarle.
    Daccordo, potrei ridurre tendenzialmente a zero la mia impronta ecologica, ma quando vedi il comportamento di certa gente che potrebbe fare molto per cambiare le cose, e non fa nulla, anzi rovina quel poco che era stato deciso, ti cascano i bracci.
    Belli sono gli interventi di federico vannucci, un esempio di come ragiona certa gente. Delle volte si capisce perchè le cose vanno male, sentendo interventi di questo tipo.
    C’è gente che per pigrizia non fa nessuna previsione, nessun programma per il futuro. Vanucci va ancora oltre, non riconosce il pericolo, vive alla giornata, probabilmente convinto che tutto dovrebbe proseguire per il meglio come adesso.
    Mi ricordano molto i lemuri che corrono verso la loro fine, e probabilmente si sentono al sicuro tra di loro, perchè tutti fanno la stessa cosa.Se la fanno tutti deve essere sicuramente giusta!

  4. federico vannucci dice:

    Se tu non ci mangi Maria, allora sei davvero da far Santa, come la tua ben più nota e famosa ononima!
    O, quantomeno, da rispettare in quanto imolatasi ad una “causa” per la quale, pur non condividendone io una virgola, ti sia riconosciuto l’immane sacrificio, dato che è pure “a gratis”…
    P.S.: capisco che farei meglio a badare agli affari miei, ma sarei proprio curioso di sapere … “come” mangi (con quel che costano le verdure, poi)!

  5. federico vannucci dice:

    Solo un appunto, David: col CIUFOLO che tu “potresti ridurre tendenzialmente a zero la mia impronta ecologica”.
    .
    Tu, anche se ti fa comodo non considerarti tale, sei un “cittadino occidentale” la cui “impronta ecologica” è condivisa per oltre il 90% con tutti gli altri cittadini occidentali tuoi pari!
    Tu, per quanto puoi far “bene”, potresti al limite (e sarebbe comunque impossibile!) limitare la TUA impronta ecologica del 10%!
    .
    Certo che si fa presto ed è comodo riversare tutte le PROPRIE responsabilità sul “vannucci di turno”, mondandosi così la coscienza (ma non di certo… le mani!) dei propri “misfatti”, ma di tutto quello che comporta la “Civiltà”, nel bene e nel male ed anche in termini di “impatto ambientale”, ne sei assolutamente corresponsabile ed in maniera largamente maggioritaria…
    .
    Ma anche questo, al pari dei “tempi” delle emissioni di CO2 fossile, è un concetto che sembra non poter trovare “cittadinanza” fra voi adepti…

  6. Maurizio T. dice:

    A quanto pare il sig. Vannucci si rifiuta di pensare, anche minimamente, a ridurre i proprii consumi, adducendo il pretesto che ciò sarebbe inutile. A parte il fatto che, seguendo codesto modo di pensare, sempre più nodi vengono al pettine, ad esempio:

    http://mondoelettrico.blogspot.com/2009/07/cambiamenti-climatici-nuovo-studio.html

    (ossia l’aumento della concentrazione di CO2 nell’atrmosfera produce un feed-back positivo, vedi anche: http://it.wikipedia.org/wiki/Clatrato_idrato), lo scarico delle responsabilità personali ci ha portato al punto in cui siamo: picco del petrolio, global warming, crisi idrica, sovrappopolazione, etc

    Egli potrebbe però pensare di iniziare, da solo o con altri adepti, un percorso di risparmio certamente vantaggioso, e non scevro di soddisfazioni:

    http://www.ecoblog.it/post/8648/vibratore-ecologico-senza-batterie

  7. federico vannucci dice:

    A quanto pare, il signor maurizio ha una teoria tutta sua (e/o quantomeno condivisa con gli altri adepti) riguardo ciò che faccio e penso io.
    Guardi, signor maurizio: siccome sono convinto che a lei faccia piacere pensar questo, la lascio molto volentieri alle sue convizioni!
    .
    Immagino d’altronde che il signor maurizio non intenda seguire il consiglio risparmiarsi quel tipo di battute, che più che altro qualificano chi le fa, piuttosto che coloro ai quali vengono rivolte…

  8. federico vannucci dice:

    A proposito, sig. Maurizio: io più che non pensare a ridurre i consumi miei, trovo ridicolo che ci sia qualcuno che pensa PRIMA alla pagliuzza degli altri, piuttosto che alla trave propria.
    Ma capisco che per gli adepti sia molto difficile riuscire a cogliere questo genere di “sottigliezze”…

  9. loris dice:

    una domanda d’obbligo che mi faccio e che vorrei stendere, io come cittadino cosa sono in grado di fare per ridurre le emissioni ?.
    come posso sensibilizzare chi mi è accanto?
    vorrei tanto che si crease sulla rete una sensibilizzazione che premiasse le aziende le attività che vanno nella giusta direzione e penalizzzasse chi va in direzione contraria.
    non servono contrapposizioni e necessario aiutarci a superare i nostri personalismi, egoismi.
    sono sicuro che il futuro sarà migliore

  10. maria dice:

    Ridurre le emissioni, Loris, significa semplicemente consumare meno: dietro a tutto ciò che acquistiamo c’è un processo produttivo che comporta emissioni.

    Ma a cosa serve che consumiamo di meno tu, o io, o chi passa di qui e legge? Secondo me ciò che un singolo individuo può fare con uno stile di vita light serve essenzialmente all’individuo stesso. Vivere light, cercando la sobrietà ed i consumi davvero necessari, non è penitenza: secondo me si sta molto meglio. Inoltre aiuta a sottolineare la propria identità, cioè il fatto che non si appartiene alla massa omologata dei consumatori. Tuttavia in sè e per sè è ben poco utile al pianeta.

    Però ciò che un singolo individuo può fare tiene viva la speranza di contagiare chi gli sta intorno a cercare uno stile di vita più soddisfacente, e tiene anche viva la speranza di arrivare un giorno o l’altro ad un’impostazione collettiva delle strutture sociali che consideri l’uomo in quanto tale, e non come un consumatore e un produttore.

    Questa, almeno, è la mia risposta alla domanda di Loris. Se qualcuno he ha una migliore…

  11. Rinaldo Sorgenti dice:

    VUOI ANCHE TU ESSERE UN “FIANCHEGGIATORE” DELL’INGANNO?
    IO NO, ANZI!

    Talvolta si scrive su argomenti di particolare interesse senza conoscerne a fondo i presupposti di merito.
    L’effetto potrebbe apparire comunque “prezioso” ma, nel caso specifico, gli articoli apparsi sui giornali in questi giorni alimentano solo “beffa od inganno”: scegliete voi il termine più appropriato, se non entrambi, come conseguenza l’uno dell’altra.

    Si legge molto del problema delle quote di emissione e degli oneri a carico del nostro Paese. Alcuni di questi articoli fingono di ignorare quali possano essere le ragioni che stanno alla base del problema e nella loro “beffarda magnanimità” ci ricordano solo che, comunque, ora dobbiamo pagare, senza però spiegarci (e forse anche capire) il perché.

    Un necessario ed innato “senso di giustizia”, ancor più giustificato dal fatto che tale “inganno” ha una valenza penalizzante almeno doppia (se non tripla), perché penalizza un Paese ed i suoi cittadini nell’illusione di un teorico vantaggio ambientale, (perché solo illusoriamente servirebbe a mitigare o nascondere le vere ragioni di merito) ci porta a reagire. Ci spieghiamo meglio dicendo: “in punto di giustizia” gli italiani sarebbero da premiare in virtù della loro “virtuosità ambientale” (ndr minori emissioni pro-capite rispetto a tutti i cugini europei) ma, dato che siamo stati “generosi ed ingenui” ad accettare nel 1998 un’allocazione largamente impropria e penalizzante per l’Italia, ora ci fanno pagare anche gli interessi.

    Verrebbe però naturale pensare che, in una materia tanto globale come quella delle emissioni di CO2, vi possa essere un arbitro, un giudice imparziale che intervenga ad esaminare le carte, i numeri e che poi, democraticamente, ristabilisca la verità.

    Invece, la realtà rischia di essere affossata e c’è chi, forse masochisticamente (?) si diletta a sostenere o nascondere il colpevole della beffa, il che, se non avesse dei risultati economici e quindi sociali di particolare incidenza, potremmo anche generosamente accettare come una volta si faceva con l’acquisizione di un’indulgenza per la vita che verrà!

    Tornando quindi alla “ragione”, dopo il “profondo sonno” disturbato dagli incubi di una “cattiva coscienza” dovremmo, invece, ribellarci a tale masochistico impulso e pretendere che giustizia sia per tutti, anche per i generosi ed allegri italiani.

    Infatti, da uno studio realizzato lo scorso anno dalla S.S.C. (Stazione Sperimentale per i Combustibili – Ente Pubblico Economico di Ricerca nel settore) e portato all’attenzione delle cariche istituzionali risulta, inconfutabilmente, che l’ITALIA fu ed è PENALIZZATA con l’attribuzione di circa 100 milioni di tonn/anno di quote di emissione di CO2 in meno di quelle che proporzionalmente ci sarebbero spettate per metterci allo stesso livello MEDIO dei nostri cugini europei ed in particolare di Germania, Gran Bretagna e Francia.

    Tutto questo (la beffa, appunto) qualcuno ci ricorda (Comitato di Gestione del Protocollo di Kyoto) che costerà al cittadino italiano almeno 550 milioni di euro nel 2009 e 840 milioni di euro/anno nel prossimo triennio (2010-2012) quando invece dovrebbe diventare un lauto introito (compensativo della “virtuosità” industriale italiana) di valore addirittura doppio rispetto alle cifre citate. La somma algebrica dà 9.210 milioni di euro, derivata da un potenziale credito di 6.140 milioni di euro contro, invece, un probabile esborso di 3.070 milioni di euro!

    Voi pensate che con tale cifra si potrebbe pagare una squadra di capaci avvocati e giuristi che impugnino il “misfatto” alla Corte di Giustizia Europea dell’Aja? Chi scrive pensa proprio di sì.

    Come “prova del 9” di quanto diciamo sopra, domandatevi voi stessi perché l’Italia dovrebbe essere costretta a pagare questo “tesoro” (3.070 milioni di euro), semplicemente esaminando il “Mix delle Fonti energetiche” dei 5 maggiori Paesi UE per produrre l’elettricità che consumano a casa loro: (dati IEA 2007 e Terna/WEC)

    Paese Carbone Nucleare Gas
    metano Olio combustib. Idroelettrico Geotermico Eolico/
    solare Altro
    Germania 47% 26% 12% 2% 4% — 5,1% 3,9
    Gran Bretagna 38% 19% 36% 2% 2% —
    1,1% 2,5%
    Francia 5% 78% 4% 1% 11% — 0,5% 0,5%
    UE 27 32% 30% 21% 4% 9% 0,1% 3% 0,9%
    ITALIA 14% — 50% 15% 14% 1,8% 1,3% 3,9%

    E l’Italia dovrebbe essere costretta a ……. “spegnere o NON realizzare” gioielli tecnologici alimentati a CARBONE, come Civitavecchia TVN o Porto Tolle (al top della tecnologia mondiale), solo perché chi ci ha governati nel passato ha voluto fare il …. “primo della classe”ma, ….. senza aver prima studiato? Dov’è la logica: il carbone (ed il nucleare) è dunque “cattivo” solo per noi?

    Ma la speranza, si dice, sia l’ultima a morire, sempreché ci si risvegli da questo lungo “sonno della giustizia”. Parliamone allora!

    Rinaldo Sorgenti

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