L’esperimento ora in corso per modificare artificialmente il clima ha sviluppi a sorpresa
Lo stanno facendo, ma le cose non vanno esattamente come era stato previsto. Ricordate l’esperimento? E’ un tentativo di mitigare il riscaldamento globale modificando artificialmente il clima; lo chiamano anche “fertilizzazione degli oceani”.
Si tratta di buttare grandi quantità di ferro nell’oceano per mettere in moto una reazione che dovrebbe assorbire dall’atmosfera una buona quantità di anidride carbonica, il gas dell’effetto serra.
Lo stanno facendo, dicevo. E la notizia che si è verificata una sorpresa viene proprio da uno dei ricercatori che guidano l’esperimento.
Rapido riassunto delle puntate precedenti. Il ferro buttato in mare funge da “concime” per stimolare la crescita di una gran quantità di fitoplancton, le alghe unicellulari che, come gli alberi, assorbono anidride carbonica.
La speranza è che le alghe, una volta esaurito il “concime”, muoiano e precipitino in fondo al mare portando con sè l’anidride carbonica.
Però ci sono delle incognite: ed è il motivo per cui l’esperimento per modificare il clima ora in corso, anche se guidato da scienziati, mi piace assai poco. E se le alghe invece di affondare marcissero in superficie, ad esempio?
L’esperimento si innesta su ricerche inglesi. Sul campo sono in azione i tedeschi dell’Alfred Wegener Institute (si occupa di ricerche relative al mare e ai Poli) e dal National Institute of Oceanography di Goa.
Pochi giorni fa gli scienziati hanno buttato in acqua 10 tonnellate di solfato ferroso al largo dell’isola della Georgia del Sud. Si aspettavano che le alghe si moltiplicassero dopo 10-15 giorni. Prima sorpresa: ne sono bastati quattro.
Ma non solo. Si è sviluppato un solo tipo di alga, le haptophyte. Lo zooplancton – animali microscopici e larve di organismi marini – sta mangiando queste alghe alacremente.
Risultato. L’anidride carbonica assorbita dalle alghe mangiate dallo zooplancton rimarrà nelle acque superficiali e non finirà nelle profondità marine, come invece si credeva che accadesse.
Tutto questo non era previsto, dice in sostanza uno scienziato intervistato da Dw-World: tuttavia ci sono più alghe di quante lo zooplancton ne possa mangiare, e bisognerà vedere cosa ne sarà di quelle che non vengono consumate nel banchetto.
Fin qui lo scienziato, che aggiunge una sola cosa: questi imprevisti giocano contro l’eventualità di una “fertilizzazione degli oceani” praticata su scala commerciale. Già , perchè ci sono imprese come la Climos pronte a investire in questo modo.
A quanto dice lo scienziato io però aggiungerei una cosa. Lo zooplancton che ora banchetta e prospera con le alghe cresciute in seguito all’esperimento è la base di tutte le catene alimentari degli oceani. Non è che ci saranno ripercussioni negli anelli superiori?
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Foto Flickr
da maria
Ultimo commento:
di Luigi Lucato il 01/1/70
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febbraio 16th, 2009 at 11:29
Non conoscono ancora i cicli del CLIMA
e giù a fare modifiche
poi le cose non vanno come avevano previsto
per forza sempre ad osservare una cosa per volta
è tutto l’insieme che si deve osservare, e questo è fuori
dai laboratori
intanto modificano … magari pagati…
e i danni chi li paga ?
era solfato di ferro mi sembra … l’acidità dell’oceano ?
poi se volevano sapere cosa succede bastava venire in adriatico a vedere le alghe rosse