Alimentazione

L’allevamento del bestiame produce il 51% delle emissioni di gas serra dovute alle attività umane

muccaDeriva dall’allevamento del bestiame il 51% delle emissioni di gas serra dovute alle attività umane.

Lo sostiene un articolo pubblicato dal Worldwatch Institute, che rivede decisamente al rialzo uno studio effettuato due anni fa dalla Fao secondo il quale le emissioni provenienti dall’allevamento si limiterebbero (si fa per dire…) ad inquinare più del traffico.

La strada che ora si cerca di imboccare per contenere il riscaldamento globale è la diminuzione delle emissioni di gas serra da parte delle fabbriche, delle auto e delle centrali che producono energia. Se lo studio del Worldwatch Institute vede giusto, stiamo seguendo la strada sbagliata.


Il World Watch Institute arriva a queste clamorose conclusioni individuando quattro punti su cui bisognerebbe correggere lo studio della Fao di due anni fa, secondo il quale dall’allevamento deriva l’emissione di 7,5 tonnellate di gas serra all’anno.

Il primo punto mi sembra il più debole. il bestiame emette ogni anno 8,7 milioni di tonnellate di anidride carbonica semplicemente respirando, e questo la Fao non lo aveva calcolato. Si potrebbe obiettare che tutti gli esseri viventi respirano. così come tutti i vegetali assorbono anidride carbonica.

Lo studio però sostiene che gli animali d’allevamento sono diventati così tanti da superare le capacità della Terra di “neutralizzarli” attraverso la fotosintesi clorofilliana.

Secondo punto, l’uso del suolo. Il Worldwatch Institute corregge al rialzo le stime della Fao, dicendo che bisogna tener conto anche delle foreste scomparse nel corso del tempo per far posto a pascoli e colture foraggere.

Se tutte quelle foreste esistessero ancora, esse assorbirebbero 2,6 milioni di tonnellate di anidride carbonica all’anno. Questa anidride carbonica resta invece nell’atmosfera: e anche la sua presenza va imputata al bestiame.

E poi c’è il metano, un gas serra 25 volte più potente nell’anidride carbonica, che entra nell’atmosfera in seguito ai processi digestivi dei ruminanti. L’articolo del Worldwatch Institute ne rivede al rialzo l’ammontare e lo “traduce” nella quantità di anidride carbonica che produrrebbe lo stesso effetto serra: 5 milioni di tonnellate all’anno da aggiungere ai calcoli della Fao.

Infine, lo studio del Worldwatch Institute rivede al rialzo anche le stime della Fao anche per quel che riguarda i capi di bestiame presenti sul pianeta (sarebbero circa 50 miliardi) e aggiunge al conto tutte le emissioni legate alla filiera dell’allevamento: altri 5,5 milioni di tonnellate di anidride carbonica all’anno.

Il totale generale è pari a 32,5 milioni di tonnellate di anidride carbonica all’anno. Il 51%, appunto, di tutta quella che entra nell’atmosfera in seguito alle attività umane.

L’articolo pubblicato dal Worldwatch Institute: l’allevamento del bestiame produce il 51% delle emissioni di gas serra dovute alle attività umane

Foto Flickr

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ott  09
26
alle 12:13
da maria

Ultimo commento:

di AntonioBigEyes il 01/1/70

vannuccino delira sempre di più..ma devo dire che mi mancava...


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5 Commenti to “L’allevamento del bestiame produce il 51% delle emissioni di gas serra dovute alle attività umane”

  1. david c. dice:

    fagioli e piselli al posto della carne?

  2. david c. dice:

    50 miliardi di vacche? con le dovute proporzioni, in italia ce ne dovrebbero essere 600 milioni, se seno dieci per persona……..i soliti zeri in piu’?

  3. maria dice:

    I capi di bestiame non sono solo vacche: anche maiali, pecore, capre, galline e quant’altro. Anche a me lì per lì è sembrato un numero spropositato: ma a ben rifletterci…

  4. federico vannucci dice:

    E poi c’è il metano, un gas serra 25 volte più potente nell’anidride carbonica, che entra nell’atmosfera in seguito ai processi digestivi dei ruminanti. L’articolo del Worldwatch Institute ne rivede al rialzo l’ammontare
    .
    Bèh, temo che questo “rialzo” (da 23 a 25!) sia semmai emblematico dell’”onestà” intellettuale, per non dire della pretestuosità, di articoli come questo…
    .
    In ogni caso sembra che voi (animalisti) vegetariani per motivi etici non vogliate proprio intendere, da quell’orecchio!
    .
    Ogni problema è semmai e comunque riconducibile alla “rimessa in circolo” dell’anidride carbonica “riesumata” dalle fonti fossili.
    Ma, per questo, temo che l’umanità darà fondo fino all’ultima riserva di queste stesse fonti fossili!
    .
    Se poi questo determinerà la morte del pianeta, come dire, con un paradosso: chi vivrà vedrà
    .
    Intanto segnalo che mancano meno di 80 mesi al “punto del non ritorno” (a patto di inversioni di tendenza che probabilmente non ci saranno nemmeno fra 80 di anni, anzichè di mesi!), per cui questo pianeta inesorabilmente… abbrustolirà!!!

  5. AntonioBigEyes dice:

    vannuccino delira sempre di più..ma devo dire che mi mancava…

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