La plastica non è indistruttibile ma si decompone in mare rilasciando sostanze pericolose
C’è una buona notizia: al contrario di quanto si pensava, la plastica non è indistruttibile e si decompone quando finisce in mare. E c’è una pessima notizia: decomponendosi, la plastica rilascia sostanze tossiche. Con le quali, ovviamente, viene a contatto la vita marina.
La scoperta è stata annunciata durante il meeting dell’American Chemical Society. Il pensiero ovviamente corre al vortice dei rifiuti, la zona del Pacifico grande più della Francia dove il gioco delle correnti raduna la plastica proveniente da tutto il mondo: e il mare somiglia a un minestrone di monnezza. I dettagli.
Lo studio sulla decomposizione della plastica è stato presentato dal giapponese Katsuhiko Saido. Alla Nihon University ha simulato in laboratorio le condizioni che si verificano in mare.
Si credeva che, in seguito all’azione del sole e delle onde, la plastica si limitasse a spezzarsi in frammenti. Invece Katsuhiko Saido ha constatato che si decompone: il polistirene inizia a farlo nel giro di un anno.
Il polistirene è un materiale comunissimo, probabilmente il secondo materiale plastico più usato dopo il polietilene. Serve ad esempio come schiuma per gli imballaggi, e per fabbricare per le “carrozzerie” di computer ed elettrodomestici.
Decomponendosi, il polistirene rilascia in mare sostanze fra cui il gli stireni, cancerogeni, e il Bisphenol A (detto anche Bpa o bisfenolo), che può disturbare le funzioni ormonali e riproduttive.
Queste sostanze, dice il ricercatore giapponese, sono rilevabili alla concentrazione di parti per milione. E vengono, ovviamente, a contatto con la vita marina.
Cosa succede a chi mangia pesci rimasti a contatto per tutta la vita col Bisphenol A e con simili schifezze? Lo studioso giapponese non indaga. Non è questo l’oggetto della sua ricerca, d’altra parte. Io però non posso fare a meno di chiedermelo…
Il comunicato stampa rilasciato durante il meeting dell’American Chemical Society: la plastica non è indistruttibile ma si decompone in mare rilasciando sostanze pericolose
Foto Flickr
da maria
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di maria il 01/1/70
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agosto 21st, 2009 at 20:29
Samo nel paradosso perche vogliamo la tecnologia sviluppata che ci dia una mano nel lavoro, nella vita,per avere più confort e vantaggi quando è possibile,ma al contrario è pure illusionismo vivendo così paghiamo in termini di salute,che non aiuta è posta parecchi problemi come dire:-la botte piena o la moglie ubriaca-le due cose non vanno di pari passo.Faccio presente che i rimedi ci sono per annullare al danno delle sintetiche ,possono dare risultati sodisfacenti,uno fra tutti è la possibilità di rientroduzione della coltivazione agricola:la nostra vecchia “CANAPA SATIVA”,può dare un valido contributo al disastro del polistirene,è totalmente riciclabile,cioè le sue componenti si riciclano in altri settori senza buttare via niente,spazia dalla carta ai carburanti,medicinali,mobili,auto,vernici(tutto eco),tessuti,ecc.Il suo rapporto quantità uso è pari al servizio di ben oltre 50.000 articoli.Per avere maggior informazioni andate sul sito “ASSOCANAPA” il sito è fatto molto bene troverete una vasta aerea di prodotti costruiti con la CANAPA.
agosto 22nd, 2009 at 10:45
Purtroppo la notizia non è buona per niente… quando l’ho letta ho pensato al provvedimento che il nostro Paese avrebbe dovuto adottare dall’anno prossimo sul divieto di dare i sacchetti di plastica per contenere la nostra spesa. mi pare di aver capito che il termine è stato procrastinato. voi ne sapete qualcosa? quando posso cerco di non farmi dare i sacchetti ma nonostante ciò li uso per la spazzatura e ne ho sempre in sovrannumero. come se ne esce? speriamo in qualche maniera. grazie!
agosto 22nd, 2009 at 14:22
Non c’è nulla di nuovo in ciò: nulla è eterno. Come è altrettanto provato che la plastica rilasci sostanze pericolose per decomposizione e lisciviazione: il problema della discariche nasce anche da questi fenomeni.
agosto 23rd, 2009 at 16:50
Lo studio è giusto e la diffusione di questa notizia è sacrosanta. Ma che la plastica in mare finisse nel catena biologica e quindi nei nostri piatti sembra scontato.
Da ambientalista non demonizzo la crescita tecnologica ed economica e nemmeno il consumismo, ma è ridicolo farci prendere in giro dalle imprese che per massimizzare i profitti ci fanno credere che non esistono tecnologie per non inquinare. Certo, non esistono tecnologie che non comportino costi aggiuntivi riducendo i profitti e indebolendosi nella concorrenza, risulta piu conveniente disinformare e sregolarizzare. Credo sempre che assumere atteggiamenti ambientalisti oltre che salvare l’uomo prima che il pianeta e la natura, lascia abbastanza spazio non solo allo sviluppo sostenibile, ma anche all’arricchimento, alle futilità e ai comfort a cui non vogliamo rinunciare.
agosto 25th, 2009 at 18:05
[...] La plastica non è indistruttibile ma si decompone in mare rilasciando sostanze pericolose, da Blogeko; [...]
settembre 4th, 2009 at 23:55
Alessandra, il termine è rimasto. Solo che non sono arrivati i decreti attuativi con le sanzioni.