Clima

In Antartide tentativo di modificare artificialmente il clima

terra

Modificare artificialmente il clima, in queste settimane provano di nuovo. A differenza dei precedenti tentativi di Planktos e Climos, se non altro stavolta non sono in gioco interessi commerciali. L’esperimento sarà infatti condotto da un gruppo di scienziati britannici.

Ma la cosa mi inquieta ugualmente. Vogliono innescare nell’oceano, a un tiro di schioppo dalla banchisa dell’Antartide, una reazione biochimica che dovrebbe sottrarre all’atmosfera dell’anidride carbonica, il gas dell’effetto serra e dei cambiamenti climatici.

Per me, è come se giocassero al “Piccolo chimico” usando il mare al posto delle provette. Sì, perchè saranno pur scienziati, ma nessuno sa come andrà a finire l’esperimento. Ed ecco di cosa si tratta.

Gli scienziati vogliono versare nel mare attorno all’isola della Georgia del Sud – un territorio britannico d’oltremare situato a sud dell’Argentina – molte tonnellate di solfato di ferro.

E dal ferro in mare, ecco come si arriverebbe alla cattura dell’anidride carbonica nell’atmosfera. In mare, dicono gli scienziati, nascerebbe un gran numero di alghe unicellulari, per le quali il ferro sarebbe un nutrimento, una sorta di concime.

La “fioritura” di alghe coprirebbe un’area così vasta da poter essere vista addirittura dallo spazio.

Le alghe unicellulari, o fitoplancton, come gli alberi effettuano la fotosintesi clorofilliana. Assorbirebbero quindi anidride carbonica, il gas dell’effetto serra che fa crescere le temperature sul pianeta.

Terminato il “concime”, le alghe morirebbero. Gli scienziati si aspettano che trascinino con sè l’anidride carbonica nelle profondità del mare. Ma potrebbero non andare affatto a fondo, e restituirla rapidamente all’atmosfera.

E poi – ma di questo non ho trovato traccia nello schema dell’esperimento descritto dagli scienziati inglesi – una volta morte le alghe si decomporrebbero. E potrebbero rilasciare nell’atmosfera protossido di azoto, un gas serra molto più potente dell’anidride carbonica.

E può darsi anche che la catena alimentare degli oceani, alla cui base c’è appunto il plancton, risulti seriamente perturbata. Ma anche di questo gli scienziati non parlano.

Dicono invece di aver scoperto che piccole particelle di ferro vengono rilasciate nell’oceano dagli iceberg che si staccano dalla banchisa antartica.

Più fa caldo a causa dei cambiamenti climatici causati dall’uomo, più si staccano iceberg, più cade ferro in mare. Gli scienziati ritengono che il loro esperimento sia semplicemente una replica ingrandita di una sorta di meccanismo equilibratore già insito in natura.

Sì, però le piccole particelle di ferro rilasciate dagli iceberg non causano mica una “fioritura” di alghe tale da poter essere osservata dallo spazio…

La soluzione più semplice sarebbe ridurre le emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera. Mi sembra anche la più saggia. E sicuramente, al contrario dell’esperimento con il ferro e le alghe, sarebbe anche priva di possibili effetti indesiderati.

Sul Daily Mail in Antartide tentativo di modificare artificialmente il clima

Foto Flickr

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gen  09
9
alle 07:51
da maria

Ultimo commento:

di stever il 01/1/70

ogni anno la notizia di voler fertilizzare col ferro il mare...per ora non è mai passata però !


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5 Commenti to “In Antartide tentativo di modificare artificialmente il clima”

  1. Geronimo dice:

    Beh, in linea di massima concordo con il tono di allarmato scetticismo del tuo articolo.
    Il principio di precauzione deve senz’altro guidare la ricerca scientifica, tanto più in un settore come questo così suscettibile di generare retroazioni catastrofiche.
    Però…però, la via d’uscita non può essere non fare nessuna ricerca; la ricerca scientifica deve andare avanti, e sarebbe assurdo che proprio su questo tema così scottante la comunità scientifica non provasse a studiare meccanismi, a cercare soluzioni, a darsi da fare insomma.
    L’importante è che dietro non ci siano interessi economici diretti, che la ricerca non sia guidata da questa o quella azienda; detto questo, i limiti alla ricerca secondo me è giusto che se li diano i ricercatori stessi, certo ascoltando anche ciò che si agita nella società civile.

  2. Ermange dice:

    Bah…non sono uno scenziato ma la cosa non convince molto nemmeno me. Vero è che ridurre le emissioni di anidride carbonica di per sè non basta però non vorrei che queste trovate scientifiche fornissero una scusante al mondo intero per non cambiare le attuali abitudini di consumo. Bisogna cambiare, comunque, anche se questo esperimento dovesse funzionare.

  3. federico vannucci dice:

    Forse Maria, dovresti mettere la tua immensa cultura (nonchè la tua suprema “consapevolezza” ed “intelligenza”), al servizio di questi poveri mentecatti di scienziati che, non avendo sicuramente abbracciato il veganesimo, non posson certo competere con la tua supremazia intellettuale…
    E poi tu hai una finanche migliore verità in tasca, chè sarebbe così semplice ed ovvio ridurre semplicemente le emissioni di CO2…
    Così, oltretutto, diventiamo tutti vegani, ciò che implica che come per magia le ns facoltà intellettuali riceveranno una decisa spinta verso la tua stessa “supremazia intellettuale”, e così via in un “circolo virtuoso” che finalmente riporterà sulla retta via questa derelitta umanità di a questo punto non più … carnivori, regime dietetico fonte di ogni limite intellettuale!!!

  4. Luigi Lucato dice:

    Solfato di Ferro
    il ferro lo mangiano le alghe
    e lo zolfo che fine fa … acidifica l’oceano ?
    poi le alghe unicellulari ( mica OGM tanto per aumentare l’efficenza) se le mangiano le balene e aumenta la produzione di metano …

    giocare con una natura che ancora non si capisce … può solo complicare le cose.

  5. stever dice:

    ogni anno la notizia di voler fertilizzare col ferro il mare…per ora non è mai passata però !

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