Il centrodestra ripristina la commercializzazione di lampadine ed elettrodomestici a scarsa efficienza
Eravate rimasti anche voi che con il 2010 non sarebbe più stato possibile commercializzare lampadine ad incandescenza, per favorire la diffusione delle lampadine a risparmio energetico?
Errore. Tuttora così vogliono le norme europee, ma la maggioranza di centrodestra ha approvato nella Commissione Industria del Senato un emendamento che cancella sia questa novità sia il divieto di vendere, sempre dal 2010, elettrodomestici di classe energetica inferiore alla A.
Insomma, vogliono che continuiamo a consumare più energia del necessario. E a pagare conseguenti bollette dell’elettricità che, attraverso il Cip6, foraggiano gli inceneritori. I dettagli.
La notizia dell’emendamento approvato in Commissione Industria del Senato per mantenere in vita dopo il 2010 sia le lampadine ad incandescenza sia gli elettrodomestici di classe inferiore alla A viene dal blog degli Ecologisti Democratici.
Sottolineano che la norma va in controtendenza sia rispetto alle indicazioni dell’Unione Europea sia rispetto alla “rivoluzione verde” di Obama che, negli Stati Uniti, punta decisamente sull’efficienza energetica e sulle fonti rinnovabili di energia.
Dicono anche che l’abolizione del divieto penalizza l’industria italiana. Essa infatti è all’avanguardia nei modelli di elettrodomestici ad alta efficienza: “il divieto a vendere lavatrici, lavastoviglie e frigoriferi di vecchia generazione rappresenterebbe infatti per le nostre imprese un oggettivo vantaggio competitivo”.
Non so voi. Io non li faccio così sprovveduti, gli esponenti del centrodestra. Secondo me questo divieto non è una svista, un infortunio, un autogol rispetto agli interessi delle imprese italiane. Tutt’altro.
Ritengo piuttosto che questo sia un altro, chiarissimo passo nella direzione che piace a questo Governo: tutto fa Pil, compresi i consumi inutili e i soldi in più che cacciamo fuori per le bollette dell’elettricità ; l’importante è costringere i consumatori a spendere, l’importante è pompare i soldi fuori dalle loro tasche, affinchè da potenziali risparmi si trasformino in profitti.
Profitti destinati, in questo caso, sia alle compagnie elettriche sia agli inceneritori, attraverso i Cip6 che paghiamo insieme alle bollette dell’elettricità .
In quest’ottica non importa se si fa del male alle nostre tasche e all’ambiente. Non importa se la politica opposta, cioè una svolta in direzione di una maggiore sobrietà , sarebbe l’unica cosa in grado di salvare sia noi sia il pianeta.
No, non è stata nè una svista nè un autogol, la faccenda delle lampadine e degli elettrodomestici. Date retta: a pensar male si fa peccato, ma spesso si azzecca.
Dal blog degli ecologisti democratici il centrodestra ripristina la commercializzazione di lampadine e elettrodomestici a scarsa efficienza
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da maria
Ultimo commento:
di simone il 01/1/70
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aprile 24th, 2009 at 15:47
non e’ proprio sbagliato dare la possibilita’ di acquistare le lampadine ad incandescenza.
pensate alla lampadina del vostro forno…che ci mettiamo?
alla lampadine del frigo..che ci mettiamo?
alle lampadine delle scale…che ci mettiamo?
insomma,e’ vero che consumano,ma ancora non c’e’ una reale alternativa per tutte le esigenze.
aprile 24th, 2009 at 17:50
Sono daccordo con ex_nico; preciso che non sono di destra, quindi non difendo la loro posizione, ma se non ho letto male nell’articolo si parla di spese di smaltimento. Ebbene, le lampade a basso consumo contengono mercurio ed hanno un costo di smaltimento ben più costoso! E ricordate che questa ultime non sono adatte da mettere in quei posti dove la lampadina si accende e si spegne di continuo (come ad esempio in u8n corridoi, in un bagno, ecc…) perchè la loro “vita” si riduce notevolmente… Quindi mi sento di dire che trovo la scelta di questo governo (specifico in questo argomento) non del tutto sbagliata…
aprile 25th, 2009 at 08:32
è possibile usare x casì estremi ove le lampada a incand hanno 1 vantaggio le + innovative a LED.
aprile 25th, 2009 at 09:26
Bèh, insomma! Che esagerazione criticare questa scelta che lascia, comunque, una libertà di scegliere il tipo di illuminazione o il tipo di eletrodomestico, piuttosto che un altro. Oramai le persone sono già abbastanza informate su questo argomento e possiamo tutti constatare che, in genere, le persone prestano attenzione all’acquisto di apparecchi di classi alte sul risparmio. Ad esempio, possedendo lampadari veneziani, per me è “doveroso” installare lampade ad incandescenza che sono nella loro giusta collocazione. Sarebbe un “delitto” -e un orrore- dover installare solo lampade a basso consumo solo perché ci dovrebbe essere questa normativa così stoltamente restrittiva. Oppure, abitando in climi umidi, devo ricorrere -nelle mezze stagioni- all’asciugatrice che non è sicuramente di classe “A”, ma di una inferiore. Dunque, secondo questa nuova normativa non potrei nemmeno utilizzare questo elettrodomestico che mi è utile e necessario. E poi, pagando io i miei consumi e non altri, perché dovrei essere impedito a consumare? Allora, invece che attaccarsi scioccamente e strumentalmente a queste normative sulle “lampadine e sulle classi” che sono veramente misere, perché non ci si impegna a risolvere i ben più grandi e drammatici problemi, come gli sprechi ed inquinamenti energetici eccessivi di industrie e degli sprechi civili comunali, gli orrori degli scarichi di liquami abusivi che, ancora oggi, funestano la nostra natura e salute? Allora sì, risolti prima questi nodi cruciali, potremo poi, pensare anche se bandire o meno anche le lampadine e le classi B, C, etc, etc.. Il polo chimico di Marghera, a esempio, è un mostro in mezzo ad una laguna delicata e ,forse, oramai compromessa. Ma qui, per ovvie questioni di differenti interessi economici e sociali, queste industrie degli orrori non vengono bandite per salvaguardare la salute di tutti gli abitanti e dell’ecosistema. Come sempre, due pesi e due misure.
aprile 26th, 2009 at 12:56
Mi sta bene tutto, ma incominciamo ad imporre prodotti di qualità , perché se devo cambiare tre volte all’anno le lampadine a risparmio energetico perché si guastano, dove sta il mio beneficio? Ed ancora: Perché molti uffici pubblici (e non) hanno le luci (non a risparmio energetico) perennemente accese? Se si temono intrusioni, ricordo che esistono i sensori, i quali accendendo la luce segnalano le presenze.
Insomma, signori dirigenti, smettete di chiederci l’elemosina e incominciate ad usare il cervello.
aprile 27th, 2009 at 00:48
Mi sembra che ci sia troppo stupore per una notizia del genere.Dovremmo avere imparato che è l’economia che fa la politica e non il contrario,i governi a turno si adeguano alle esigenze della classe dominante, che a noi profani possono a volte rimanere oscure in alcune sfaccettature, o comunque sembrare irragionavoli.
Sulla questione in particolare, sono d’accordo sul fatto che effettivamente le lampadine ad incandescenza hanno ancora una utilità per quanto riguarda gli usi sporadici, ma che a lungo termine chiaramente diventino gravose per i consumi energetici. Fino ad oggi in ogni caso, la massa della gente non ha sviluppato una coscienza ecologica così lungimirante da calcolare con cura dove installare lampadine di un tipo o di un altro.
Su un’altro fronte sono convinto che se la ricerca fosse un pò più libera dalle catene del profitto, si potrebbero trovare anche altre alternative che, non essendo del settore non riesco ancora ad immaginare.
Naturalmente è utopistico, in una società assoggetata alla dittatura del capitale la scienza non può non esserlo.
aprile 27th, 2009 at 02:21
Salve sapreste darmi il link da cui hanno preso l’informazione gli ecodem nel loro forum ? ho guardato nel sito del senato alla commissione industria ma guardando i resoconti delle sedute non sono riuscito a trovare informazioni in merito, grazie
aprile 27th, 2009 at 10:54
Che succede, Maria?
Sarà perchè non vedo i “soliti” nick, sarà perchè questa volta la hai “sparata” un po’ troppo grossa, sarà perchè la gente incomincia ad averne le scatole piene di questo “ambientalismo”… Ideologico(!), ma sembra proprio che la Ragione possa avere il suo momento di gloria persino su di un Blog “refugium pecatorum” di Verdi, Sx Radicale ecc…
aprile 27th, 2009 at 12:14
Prima di criticare, penserei a quali sono i costi di produzione, recupero, stoccaggio e smaltimento dei componenti costituenti le tanto agognate lampade a risparmio energetico; si noterà come il bilancio energetico totale sia a loro sfavore:se considero l’acquisto di una macchina ibrida, devo considerare il processo totale di costruzione nel bilancio energetico e nel caso di lampadine invece no?l’ambientalismo spicciolo e spesso impreciso di alcuni articoli, mi lascia( e non sono il solo mi pare) alquanto perplesso.
aprile 27th, 2009 at 13:50
Cambiare una lampadina con una che consuma meno della metà è un passo semplice ed elementare che ognuno di noi può fare. Se milioni di persone cambiassero anche solo 1 lampadina il risparmio in termini di emissioni inquinanti sarebbe elevatissimo.
Spesso il “benaltrismo”, ossia in poche parole il “che cambia se lo faccio io, sono ben altri i problemi”, impera quando si tratta di modifiche piccole, semplici e personali.
curioso anche il fatto che si considera “libertà ” il poter scegliere uno strumento inquinante al posto di uno meno inquinante… curioso concetto di libertà , che invece io accosterei a, non so, vivere in un Paese senza condannati in via definitiva in Parlamento o a vivere in un Paese dove i giornalisti non siano servi del proprietario delle reti televisive/presidente del consiglio.
saluti
aprile 27th, 2009 at 19:55
“[...] Perché molti uffici pubblici [...]”
Perché “paga lo stato…” In tanti “luoghi” è faticoso persino premere un interruttore…
Riprendendo il primo intervento, in un forno da cucina -che se non sbaglio può superare i duecento gradi centigradi- penso che allo stato attuale soltanto una lampada ad incandescenza possa sopravvivere…
aprile 27th, 2009 at 23:47
Davide, quali sono i costi di produzione e smaltimento delle lampade a risparmio energetico?
aprile 28th, 2009 at 00:16
Milioni di persone utilizzano le lampade a basso consumo. Le persone sono grandi e vaccinate e sanno farsi i conti in tasca. La nostra buona parte già la facciamo, in fatto di risparmio. Trovo molto interessante l’intervento del Sig. Davide (aprile 27th, 2009 at 12:14 ) in cui si sofferma sui reali costi -credo a lungo termine- di produzione, recupero, stoccaggio e smaltimento delle lamapade a basso consumo che, a quanto pare, non vengono considerati da questo “ambientalismo spicciolo e spesso impreciso” dei suoi sostenitori. Ma se la miopia non fa vedere bene, l’ottusità mentale proprio per nulla. Se ci si aggrappa a queste miserie per sostenere, sempre e comunque, logiche e politiche -per partito preso- del tutto miopi che non considerano la realtà , non si va da alcuna parte. Libertà è anche nelle piccole cose, anche nel poter scegliere un prodotto piuttosto che un altro, sostanzialmente indifferente sugli effetti reali dell’inquinamento; altrimenti finiremmo con la logica sovietica e la tragica realtà di soli pochi anni fa, in cui puoi scegliere -dopo una attesa in coda di un paio d’ore- due soli tipi di scarpe: o nero o marrone; la misura che vuoi tu non c’è, ti devi arrangiare. Ripeto: lottiamo contro gli orrori che continuano a spandere gli iniqui contro la natura e contro di noi, con scarichi abusivi e pure legalizzati -vedere Marghera e molti altri casi- ma forse qui si toccano nervi scoperti, perché non si vedono levate di scudi. Per quanto riguarda la libertà -tanto agognata, quanto improbabile- di vivere in un Paese ove non vi sia una casta politica di ogni fede e colore che comanda malamente, questo è altro argomento che credo andrebbe discusso in altra sede, non quella delle lampadine.
aprile 28th, 2009 at 00:58
insomma, a conti fatti, dall’estraz delle mat prime allo smaltimento, immette più gas serra in atmosfera una lamapadina ad incandescenza oppure una fluorescente?
io chiedo..
aprile 28th, 2009 at 10:31
x Fede:
evidentemente abbiamo due concetti di libertà diversi: il mio non attribuisce alla libertà l’aggettivo “improbabile” quanto piuttosto quello di “fondamentale” e non associa la libertà al colore delle scarpe. Comunque concordo sul fatto che non sia un tema da trattare su questo blog ma in altri lidi.
x Simone:
credo che per rispondere alla tua domanda, che trovo molto interessante, sia necessario una analisi di ciclo di vita dei due tipi di lampadine in esame. Analisi lunghetta… magari se giri sul web trovi qualcuno che si è già occupato dell’argomento.
Se trovi qualcosa di interessante lo posteresti qui sul blog?
grazie. ciao
aprile 28th, 2009 at 10:57
Probabilmente non mi sono espresso bene, proverò di nuovo: è ovvio che la tanto agognata LIBERTA’ nel nostro Paese è fondamentale- su questo non dovremmo neanche discutere- ma credo proprio che sia improbabile raggiungerla. E solo una questione di realismo.
Poi, ripeto, la vita comune di molti di noi -e non intendo di quelli facenti parte della CASTA- è fatta anche di piccole libertà che, se ci venissero impedite pure queste, allora saremmo proprio fritti. Io credo, invece, che poter scegliere la propria giustaa misura delle scarpe, piuttosto che il colore, non sia una cosa da poco.
aprile 28th, 2009 at 11:02
Comunque, a parte le discussioni su sottigliezze come le lampadine, le calssi A++++ e via discorrendo, siete almeno tutti d’accordo che dovremmo combattere con forza l’orrore dell’inquinamento abusivo e pure legalizzato? Non ci immaginiamo nemmeno quante verdure -che acquistiamo al supermercato- provengono da coltivazioni zeppe di elementi inquinati e tossici. Penso sia una realtà già conosciuta, però non al punto da conoscerne realmente la gravità . Non ne saremo mai informati.
aprile 29th, 2009 at 09:45
Partendo dagli spunti di Fede (ma non sei Emilio, vero?) e di altri mi pare assodato che la coscienza ambientale è spesso usata alla stregua di una foglia di fico che copre interessi diversi; come dire che sì, insomma, l’ambiente va bene, ma solo se c’è un ritorno. E poi le nostre recenti vicende ci insegnano che in Italia l’unico valore che conti sia il profitto e il danaro (siamo cioè molto lontani dall’ambientalismo consapevole e “condiviso” dei paesi del nord Europa). E proprio partendo da qui vorrei capire davvero quale interesse agisca dietro la proroga. Mi pare che un presidente imprenditore/operaio/massaia/capotreno/vigiledelfuoco perda, con il rinvio dell’applicazione della normativa europea, un’occasione per accontentare le imprese produttrici di elettrodomestici che si vedrebbero favorite dall’ennesimo decreto-rottamazione. Dunque ci dovrebbe essere un interesse concorrente. Le aziende di produzione energetica? Mah, sarebbe antistorico continuare a puntare sui consumi: ormai sono posizioni di retroguardia che solo un governo miope potrebbe sostenere. Non so, vorrei capirne di più…
Ma tornando al tema: di solito sono avverso, per formazione e per carattere, ai divieti e alle proibizioni; più che vietato, allora, andrebbe “scoraggiato” l’uso di apparecchi meno “virtuosi”. In effetti, un lampadario veneziano con le ampolle a basso consumo andrebbe condannato per “lesa maestà ”; e che dire dei reostati (o potenziometri) che regolano le intensità luminose dei nostri punti luce? Da quel che so, sono incompatibili con le lampade che si vorrebbero imporre per legge. Insomma, si potrebbe mantenere un regime di “coabitazione”, magari imponendo sulle lampade ad incandescenza un’accise da reinvestire nella salvaguardia ambientale. Non so, è un’idea per salvare capra e cavoli (decidete voi chi sia la capra e chi il cavolo…).
Ah, prima di chiudere con queste osservazioni minimaliste (e un po’ anguste, ne convengo) vorrei dire che le obiezioni di Fede non possono essere accusate di “benaltrismo”: rientrano in quanto dicevo più sopra sulla coscienza ambientale. Appare quanto meno contraddittoria una legislazione rigida e severa con l’utente “ultimo” rispetto al colpevole lassismo che riscontriamo quando si toccano gli interessi dei pochi e potenti Attila contemporanei…
aprile 29th, 2009 at 14:36
cmq, vietarne la vendita non mi sembra una gran cosa. in uno sgabuzzino una lamp ad incandescenza ci può stare. poi è anche vero che ci sono alternative.
ho letto su un pdf dell’enea che dove si accende spesso la luce, ma per poco tempo, sarebbe meglio usare le lamp alogene, mi sembra..
ci sono poi anche i led che non sono male.
http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_op_svil_sost/Op05.pdf
qua cè scritto tutto.