Animali e specie protette

Gli squali diventano creme di bellezza e zuppe. Divieto di commercio per salvarli dall’estinzione

squaloSi affaccia finalmente la prospettiva di una più efficace protezione per gli squali (almeno: per alcuni di essi), che negli ultimi anni sono messi alle corde dalla pesca eccessiva.

Gli squali si mangiano, ebbene sì, anche in italia; servono per fabbricare scarpe e creme di bellezza allo squalene; sono l’ingrediente base della zuppa di pinne di squalo che entusiasma i palati orientali.

La proposta di restringere il commercio internazionale di alcune specie di squali è all’ordine del giorno della prossima riunione del Cites (Convention on International Trade in Endangered Species) che si terrà in marzo in Quatar.

L’Unione Europea ha chiesto alla commissione Cites di di proteggere lo smeriglio o vitello di mare, dalle carni particolarmente pregiate, mentre gli Stati Uniti e la Repubblica di Palau (oceano Pacifico) hanno sottoposto alla commissione la proposta di restringere il commercio internazionale di squali longimani e squali martello, i più richiesti per la zuppa di pinne.

L’alto valore commerciale delle pinne porta spesso alla pratica del cosiddetto finning, consentito ai pescherecci europei. Si cattura l’animale, si tagliano le pinne e lo si ributta in mare, mandandolo incontro a morte sicura e lenta.

Le norme europee consentono infatti di calcolare il numero degli squali pescati esclusivamente a partire dal peso delle pinne portate a terra. Peso, non numero. Inoltre il calcolo avviene con molta generosità.

Con questo sistema, le pinne di tre squali finiscono per valere come prova della cattura di uno squalo solo.

La commissione Cites, oltre che di squali, dovrà occuparsi del commercio internazionale di avorio e dovrà pronunciarsi sulla richiesta avanzata dal Principato di Monaco di vietare il commercio internazionale del tonno rosso del Mediterraneo, che si è pericolosamente rarefatto per soddisfare la passione dei giapponesi verso il sushi.

Su Agence France-Presse proposto il divieto di commercio internazionale per salvare gli squali dall’estinzione

Foto Flickr

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ott  09
23
alle 09:57
da maria

Ultimo commento:

di federico vannucci il 01/1/70

Ecco perchè lo evito, anche se non mi metto a giudicare chi lo fa – a differenza di altri “s...


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4 Commenti to “Gli squali diventano creme di bellezza e zuppe. Divieto di commercio per salvarli dall’estinzione”

  1. The Vagabond dice:

    Era ora, speriamo le nuove norme si dimostrino efficaci.
    .
    Osservazione: i “palati orientali” sono spesso quelli di noi occidentali sedotti dalle cucine esotiche.
    .
    Da ex-vegetariano, ritengo abbastanza demenziale e non-etico cibarsi di animali selvaggi e in via di estinzione quando abbiamo già una ampia scelta dalla nostra tradizione.
    .
    Tra l’altro vorrei sapere chi mi garantisce la qualità su un prodotto particolare come la pinna di squalo servitami in un ristorantino cinese.

  2. Allibita dice:

    sono allibita dal commento precedente….
    cosa vuol dire da ex vegetariano ritengo demenziale e non etico cibarsi di animali selvaggi? …. perchè ritieni sia etico mangiare gli animali nostrani? spero che da vegetariano tu sia passato a vegano per poter affermare una cosa simile perchè altrimenti saresti molto poco coerente… poichè non è etico mangiare qualsiasi animale, non solo i selvaggi/in via d’estinzione…

  3. The Vagabond dice:

    No, da vegetariano sono tornato a reintegrare, senza eccedere (diciamo: un piatto di bresaola 2 o 3 volte la settimana, acciughe o sardine una volta la settimana) la carne nella mia dieta e, ti dirò, vivo meglio. Ho cominciato per il bisogno di re-integrarmi dopo una malattia. Naturalmente cerco di scegliere in modo al più accurato di quale carne cibarmi: niente tonno rosso, niente gamberetti, se per qualche occasione speciale scelgo filetto o salsiccia la compro dalla fattoria dietro casa mia, etc…
    .
    Mangiare un animale “nostrano” produce un impatto ambientale, e non è qualcosa di immorale. Mangiare un animale selvaggio ed esotico (brodo di tartaruga, pinne di squalo, ecc..) non solo produce un impatto maggiore dovuto alla cattura e al trasporto, ma compromette equilibri ecologici e soprattutto non aggiunge nulla al mio fabbisogno proteico, è solo superflua ingordigia. Ecco perchè lo evito, anche se non mi metto a giudicare chi lo fa – a differenza di altri “soloni”…

  4. federico vannucci dice:

    Ecco perchè lo evito, anche se non mi metto a giudicare chi lo fa – a differenza di altri “soloni”…
    .
    Che dire di più?
    Io sento di … voler bene a quest’uomo!!!
    .
    E sarebbe stata forse la mia unica occasione di trovare un Vegetariano davvero rispettoso del suo prossimo se solo … non fosse un ex!

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