Centrali nucleari, il ministro dell’Ambiente non è esautorato. Ma gli enti locali potranno solo subire
Il ministro dell’Ambiente Prestigiacomo non ha inghiottito il rospo. Il decreto legge correttivo del decreto legge anticrisi evita il suo esautoramento a proposito di scelte relative all’energia, compresa l’ubicazione delle centrali nucleari.
Resta però il completo esautoramento degli enti locali, che potranno solo subire le scelte venute dall’alto. Il ministro l’aveva sottolineato nella sua protesta. Adesso tuttavia non lo sottolinea più. Qualche dettaglio.
Il decreto legge anticrisi definitivamente approvato sabato dal Senato attraverso il voto di fiducia contiene, all’articolo 4, “misure urgenti in materia di energia”.
Queste misure prevedono che il Governo individui “interventi urgenti in materia di energia” (cioè costruzione di elettrodotti e di centrali, nucleari e non) da attuare attraverso commissari provvisti di poteri anch’essi “urgenti e straordinari”.
Significa appunto l’esautoramento del ministero dell’Ambiente e degli enti locali.
Il ministro Prestigiacomo ha protestato. E mentre il Senato votava il decreto anticrisi il Governo, sempre sabato, ha approvato un decreto correttivo del decreto anticrisi.
Bella contorsione, non vi pare? Il decreto correttivo si è reso necessario perchè altrimenti il Presidente della Repubblica non avrebbe promulgato il decreto anticrisi, in quanto incostituzionale. Non è il caso di esaminare qui le altre correzioni, fra cui le più importanti evitano una “stretta” ai poteri della Corte dei Conti.
In materia di centrali energetiche e reti per la distribuzione di energia, comunque, le correzioni ripristinano il “concerto” fra ministri dell’Ambiente, dell’Economia e della Semplificazione.
Resta il completo esautoramento degli enti locali. Resta il fatto che elettrodotti e centrali nucleari verranno varate da un commissario “con procedure d’urgenza”.
Potranno insomma fare quello che vogliono, senza vincoli di sorta e senza dover interpellare nessuno. Berlusconi aveva promesso che l’ubicazione delle centrali nucleari sarebbe stata decisa nell’ambito della conferenza Stato-Regioni e con il pieno accordo delle Regioni. Promessa non mantenuta.
Sul Sole 24 Ore centrali nucleari, il ministro dell’Ambiente non è esautorato
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da maria
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di The Vagabond il 01/1/70
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agosto 5th, 2009 at 10:33
Cara Maria, leggevo quanto segue in una intervista a Giuliacci.
Un tema di cui avevo già sentito parlare, ma di cui, forse per mio difetto, stranamente non ho mai letto niente in merito su questo blog… “ambientalista”!!
Si riferisce al nucleare per fusione, cioè quella forma di energia in grado di riprodurre la reazione che avviene nel Sole e nelle altre stelle?
Sì. E’ una forma di energia che ha bisogno, come carburante, solo di due elementi che si trovano nell’acqua, il deuterio e il trizio. Produce poche scorie, la cui radioattività si abbatte in periodi di circa 100 anni. Recentemente i paesi maggiormente industrializzati, Usa, Unione europea, Cina e India, hanno sottoscritto un accordo per la costruzione di una centrale termonucleare sperimentale nel sud della Franca, a Cadarache. Il progetto è stato chiamato ITER e prevede la fine dei lavori nel 2015. Credo che nel giro di 50 anni la fusione possa diventare una realtà in grado di risolvere, definitivamente, la fame di energia dell’uomo, senza modificare i delicati equilibri climatici del pianeta.
agosto 5th, 2009 at 10:44
Caro Federico, caschi proprio male. Intanto perchè del Progetto Iter avevo parlato a suo tempo. E poi perchè, forse non lo sai: ma l’Italia si è ritirata dal Progetto Iter. Dice che costa troppo.
agosto 5th, 2009 at 11:53
Compiaciuto del fatto di essere io in difetto piuttosto che mancamentoso questo Blog: però, insomma, una soluzione così, così … RIVOLUZIONARIA, non mi sembra che abbia ricevuto tante attenzioni (almeno in confronto alle menate che giornalmente ci propini)!
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Leggo poi di un “costo troppo alto” (ora non l’ho con te) per il progetto, nell’ordine dei 10 miliardi di euro: ma quale costo troppo alto, ma se questa è la cifra che annualmente in Italia dovremmo sborsare se volessimo risolvere il problema randagismo canino in base alle attuali Leggi!!!
Oddio: è anche vero che in questo caso il fine è quello di “foraggiare” certo Associazionismo Animalista, piuttosto che una logica e praticabile soluzione del problema…
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Però, notare l’assurdo: per sviluppare una tecnologia che potrebbe rappresentare il ns futuro energetico nisba, ma la stessa quantità di soldi, annuale, per mantenere vita natural durante tutti gli italici bastardini trovatelli, questa è cosa buona e giusta e che s’ha da fare!?!
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Mah, in che razza di “Repubblica delle banane” siamo ridotti a vivere…
agosto 5th, 2009 at 11:57
Io non scrivo menate, Federico. Che a te piaccia o no quel che scrivo, è un un altro paio di maniche: se non ti piace, leggi altro. Io non scrivo menate. Questa te la rimangi celermente, per piacere.
agosto 5th, 2009 at 12:06
Ah già : tu le menate non le scrivi.
Le riporti soltanto (ambasciator non porta pene?!) …
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P.S.: a proposito di “menate”, rileggendo il tuo post sul progetto ITER, ho notato il tuo “entusiasmo”, il tuo spontaneo “slancio”, nel commentare una tecnologia teoricamente (ed auspicabilmente) rivoluzionaria per i destini dell’Umanità !!!
agosto 5th, 2009 at 13:19
Maria,
Solo una osservazione riguardo a ITER: nel link che hai postato io non leggo di un’uscita formale dall’Italia da ITER (che è una organizzazione internazionale), ma solo di un report che giunge ad una conclusione peraltro prevedibile: progetto costoso e a lunghissimo termine. Preciso comunque che partner di ITER è l’UE, in cui l’Italia entra a pieno titolo.
E’ vero che anche da parte del mondo “nuclearista” sono critiche verso il progetto: con quello che costa, conviene puntare sul nucleare di II, III e IV generazione, mentre per il termine del progetto ITER le rinnovabili avranno raggiunto la maturità necessaria per soddisfare buona parte dei bisogni energetici dell’umanità .
agosto 5th, 2009 at 13:24
Sì Vagabond, ma pare proprio che da quel parere negativo della commissione sia scaturita la decisione di mollare
agosto 5th, 2009 at 13:51
Bisogna vedere cosa si intende per “mollare”: l’Italia non è un membro di ITER “a sè”, come Corea del Sud ed India per intenderci, ma come membro dell’UE.
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L’articolo che hai postato presenta qualche zona d’ombra piuttosto importante. Il deuterio è un isotopo dell’H, se vogliamo distillarlo dall’acqua “leggera” non possiamo procedere per metodi chimici ma per più “costosi” metodi fisici: un processo di arricchimento, insomma. Inoltre è richiesto anche trizio, altro isotopo dell’H, radioattivo (ma la sua radiotossicità è molto bassa rispetto ad altri isotopi) e che in qualche modo va “prodotto”.
Il processo non genera solo Elio (che in quanto gas nobile non si combina, quindi mi è oltremodo difficile pensare a “ceneri composte da nuclei di elio”) ma anche neutroni, pertanto è presumibile che qualche prodotto radioattivo per attivazione neutronica si formi.
Tutto questo non per “smontare” ITER, ci mancherebbe. E’ solo per evitare che il progetto sia strumentalizzato come alternativa al nucleare da fissione odierno e prossimo futuro.
agosto 13th, 2009 at 22:49
Per raggiungere la stabilità energetica a mio parere sono convinto che il sole è l’unico elemento energetico più sicuro è in abbondanza che si trova sulla terra,offre alla vita ci riscalda da la vita a tutti gli esseri umani,piante,animali ecc.e allora perché parlare di una tecnologia nucleare ormai al tramonto,per i suoi costi sempre maggiori,per il suo carburante che si stà raffinando molto velocemente,nessuno lo accetta né la tecnologia né le scorie nemmeno sottoterra, figuriamoci sé viaggiano in treno o in autostrada.Ho saputo che in Finlandia stanno costruendo una nuova centrale che per qualche oscuro motivo hanno subìto dei ritardi nella progettazione,che strano e subito sono lievitati i costi di oltre il 50% incredibile è questo dovrebbe darci il futuro energetico,la stabilità energetica…penso che per essere razionali ci vuole buon senso,Io sono propenso all’energia alternativa al solare termodinamico con apposite modifiche si raggiunge grandi possibilità di sviluppo,usare i pannelli Fv sui tetti,aumentare energia eolica anche quella domestica.
agosto 14th, 2009 at 14:06
Quella cui tu ti riferisci è la centrale nucleare di Olkiluoto, Nello. Ne ho scritto più volte. Puoi ricostruire gli eventi navigando a partire di qui. Se invece vuoi andare subito al nocciolo del problema (che non è solo di costi, ma soprattutto di sicurezza), clicca qui.
agosto 14th, 2009 at 18:31
Maria: ma l’Italia non è un paese altamente sismico?E che dire di questi reattori:2°-3°-4°…ehmm…8°-9°-10°… generazione,bhe lasciamo perdere, il nucleare in Italia e paleontolitico,non risolve niente è aumenta i problemi,basti pensare ai costi del carburante (uranio,plutonio,trizio,ecc.),e, ci vogliono 3000 centrifughe per raffinarlo:altre assurde spese a carico dei contribuenti,poi una volta accesa un centrale non la si può + spegnerla per migliaia di anni,perché l’energia non la si può conservare,è quindi la si deve inevitabilmente consumare per forza di cose,i suoi reattori sono attivi anché dopo averla spenta è i costi saranno molto molto di +.Abbiamo conosciuto questo è provato sulla nostra pelle,né abbiamo 4 tutte accese è ci costano una fortuna ogni anno dobbiamo pagare alla sogin solo per il suo spegnimento è la manutenzione.E che dire di quelle persone che vivono vicino alle centrali quasi tutti malati di leucemie,patologie collegate a forti esposizioni radiottive,e le terre non più idonee per migliaia di anni tutte inutilizzabili per secoli,e,l’acqua ci vuole tanta acqua per raffredare i reattori,naturalmente quella ritorna radiottiva.Poi ci sono le scorie o rifiuti o come li vogliamo chiamare fà lo stesso questi sono i + pericolosi,dove li mettiamo,abbiamo quelle vecchie è non sappiamo dove metterle,figuriamoci quelle nuove.E poi per ultimo secondo té, i paesi del medioriente loro non vogliono questi tipi di centrali vedendo che c’è l’hanno tutti,non pensi che questa tecnologia la vogliono anche loro per usi civili e militari;e poi dovrai controllare parecchi paesi con terribili armi.Non oso pensare sé per qualche oscuro motivo la si usa di sicuro scatenerà una reazione a catena.
agosto 17th, 2009 at 07:17
nello1,
Non scrivo per esprimermi pro e contro il nucleare. Ma il tuo intervento contiene diversi errori, e tutti piuttosto grossolani.
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Innanzitutto stiamo parlando di reattori prevalentemente di 2° generazione, mentre quelli che dovrebbero essere installati in Italia sarebbero di 3° generazione (pochissimi reattori operativi attualmente): non sono sostanzialmente differenti da quelli di 2° gen, mentre un approccio completamente diverso è costituito dalla 4° generazione, in sviluppo per ridurre le scorie, aumentare l’efficienza dell’uso del combustibile e, in alcuni progetti, abbinare la produzione di energia elettrica a quella di idrogeno.
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Il carburante comprende Uranio per il quale esiste un mercato. Il trizio NON è un combustibile nucleare. Il Plutonio viene prodotto nel processo di fissione, NON segue il processo di arricchimento dell’uranio ma una separazione da esso, a seconda che il paese decida o no di optare di usare questo elemento come combustibile (scelta storicamente disincentivata dagli Stati Uniti che temevano appunto una proliferazione nucleare: questo avrebbe ritardato lo sviluppo di reattori veloci, più efficienti nell’utilizzo del combustibile).
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Quella della centrale che non si può spegnere per migliaia di anni è davvero bella. Se davvero producesse energia termica per il tempo che hai indicato, il problema energetico avrebbe trovato facile soluzione. Di fatto sono solo le barre di combustibile esausto che devono raffreddare per una decina d’anni entro apposite piscine, prima di essere riprocessate (riciclo del combustibile o deposito definitivo). Il decommissioning, ovvero la decontaminazione e lo smantellamento dell’impianto, può procedere invece immediatamente dopo l’arresto dell’esercizio (orientamento prevalente in Giappone, dove il terreno scarseggia e deve essere immediatamente recuperato) oppure differito di alcuni anni: si tratta di scelte prevalentemente politiche, piuttosto che tecniche.
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Nei reattori PWR l’acqua usata come termovettore è su un circuito separato da quella proveniente dal nocciolo, proprio per evitare la contaminazione radioattiva dell’acqua e della turbina in cui essa si espande.
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Il “quasi tutti malatidi leucemie” i sembra perlomeno una espressione forte e piuttosto inverosimile. Non si negano i fatti, ma devono essere supportati. Questa affermazione non lo è.
agosto 17th, 2009 at 08:59
Ho letto la tua stesura è devo dire che sei abbastanza informato,mi compiaccio con tè per le tue ardite considerazioni,ti faccio presente che l’Italia ha gia scelto nel lontano 1987 il suo destino in termini di energia,e, riparlarne in questo momento penso che è tutto un tabù,innanzitutto alcuni quesiti che ho proposto non ho avuto risposte,i reattori per loro natura non possono essere spenti quando lo si vuole (magari fosse così) in Spagna hanno dovuto fermare l’eolico a causa del surplus energetico che stava dando problemi in termini di efficienza,e per non fermare i reattori.L’altro quesito è la sicurezza: non è solo la sicurezza di per sé nelle nostre centrali,ma guardare lontano cosa credi che i paesi mediorientali non aspettano altro per far pressioni sui G-8, G-12,G-20,ed altro a confermare l’intenzione di adottarlo pure in quei paesi con aeree destabilizzanti precursori dell’idioma di sé c’è l’hai té anche io lo voglio,e immaginiamo che in quei paesi scoppia una querra civile cosa può succedere,che cosa sarà delle centrali nucleari? Quelli lo useranno per scopi bellici o militari,e non oso immaginare che cosa può succedere.La voglia di nucleare e tanta è ogni paese lo vuole,per la difesa in ambito militare (vedi Pakistan),L’Iran è l’esempio onnipresente.In ultima analisi ci sono le scorie,quelle non sappiamo ancora depositare quelle vecchie figuriamoci di quelle nuove anche come dici che si dovrebbero diminuire.I quesiti troveranno risposte? E allora perché continuare con questa assurda politica del timore del nucleare,e, immergendo il popolo con altrettante falsità che credo che questo governo non lo fara mai.
agosto 17th, 2009 at 11:01
nello1,
Non ho capito del tutto il senso del tuo post. Tralascio le considerazioni geopolitiche per le quali non sono preparato nè riescono ad appassionarmi. Mi limito ad osservare che la presenza o meno dell’Italia nel club nucleare difficilmente cambierà gli scenari in atto, visto che questi impianti sono già presenti nel 5 continenti con l’eccezione dell’Oceania e un forte impulso nel settore è attivo in Asia (estremo oriente).
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Non ho scritto alcuna ardita considerazione, ma riportato semplicemente quello che si può trovare su qualsiasi testo introduttivo (ahimè, assai pochi e nemmeno troppo accattivanti) sul tema.
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E’ vero che i reattori non possono essere portati a potenza nè spenti in un batter di ciglio. Sull’esempio della Spagna che riporti però non ho fonti ed anche qui mi riserbo di non commentare.
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Le scorie sono indubbiamente il problema principale, per quale sono in sviluppo i reattori di 4° gen. e le tecniche di trasmutazione (un obiettivo sembra ancora lontano). Non significa tuttavia che non sia possibile trattarle. In Svezia (Forsmark) è stato possibile individuare il primo deposito definitivo per scorie a lunga vita al mondo (con l’eccezione di Yucca Mountain in USA). Per ottenere l’accettazione da parte delle comunità locali è stato instaurato un dialogo durato anni, con campagne di informazione e coinvolgimento e continui rovesciamenti di fronte prima di arrivare all’individuazione del sito definitivo. Mettiamoci anche che il livello di preparazione tecnico-scientifica di uno svedese medie sia un pochino superiore a quello dell’italiano medio, e che i primi non hanno mai abbandonato la fonte nucleare e sono pertanto psicologicamente più “pronti” per questo tipo di impianti. L’Italia sembra avere scelto un approccio completamente diverso rispetto al paradigmatico esempio Svedese, vedremo se questo pagherà .
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Sulla questione referendum è opportuno sottolineare che quel responso non sancisce assolutamente alcun divieto di produrre energia nucleare nel nostro paese, ma blocca solo alcuni mezzi (finanziamenti, ruolo del CIPE, partecipazione dell’allora statale ENEL a progetti internazionali) per farlo. Nulla vieterebbe ad una maggioranza di governo che abbia il consenso e i mezzi necessari di reimportare il nucleare nel nostro paese.
agosto 17th, 2009 at 11:22
Ciao Vagabond, negli archivi di Blogeko trovi sia la bocciatura del deposito di scorie a Yucca Mountains (non è più considerato un luogo sicuro) sia il fatto che la Spagna ha dovuto staccare le turbine eoliche dalla rete elettrica a causa del calo dei consumi. I reattori nucleari, appunto, non si spengono in un amen…
agosto 17th, 2009 at 11:59
Ciao Maria,
Sono a conoscenza dei problemi di Yucca Mountain e per questo ho citato l’esempio svedese.
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Le proprietà di erogazione potenza dei reattori nucleari sono bene conosciute tanto da essere proprio uno degli argomenti addotti dai “nuclearisti”: garantiscono la potenza base necessaria alla domanda di un paese, con o senza il sole e il vento. Non sembra un caso che i paesi europei più “spregiudicati” nell’uso delle rinnovabili siano anche potenze nucleari – con programmi di disimpegno diversificati.
Riguardo alla Spagna, paese che riesce a far convivere laicamente rinnovabili e nucleare, sto cercando di recuperare un grafo che fornisca, giorno per giorno, il contributo dell’eolico alla produzione elettrica nazionale.
agosto 17th, 2009 at 21:11
E nel mondo abbiamo 450 centrali nucleari è il solo posto per mettere le scorie risulta solo la Svezia?E pragmatismo dell’occidente o siamo in presenza di una sconfitta blasonante occidentalizzata,è,come costruire il palazzo senza le fondamenta (immagino che i sapientoni filo-nucleare hanno messo questo in cantiere),al mio post le risposte che cercavo non le ho ricevute aspetto che qualcuno faccia luce sui miei dubbi:(sicurezza,sicurezza…,scorie come trattarle),e credo anche che un insigne emerito scienziato come il nostro prof.Rubbia abbia detto davvero che la via totale di perseguire l’indipendenza energetica e quella delle rinnovabili,il sole,vento,geotermia,maree,..ecc.tutte messe insieme danno il surplus per emancipazione nazionale,e poi per ultimo “risparmio risparmio,efficienza.
agosto 18th, 2009 at 13:31
Nello1,
Per rispondere ai tuoi dubbi non ti rimane che studiare. Non è facile perchè sono pochissimi i testi disponibili e accessibili ai non-tecnici, e soprattutto non orientati pro o contro il nucleare. Ti posso segnalare “Introduzione all’energia nucleare” di Lombardo e Pedrocchi, ti premetto che è un testo pro-nucleare ma se sorvoli questo fattore è l’unico che fornisca una cospicua parte tecnica su cui le chiacchere stanno a zero.
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Sulla sicurezza: come non ho titolo per darti rassicurazioni assolute, ti posso anche garantire che un disastro quale Chernobyl non è realizzabile: l’RBMK (la tipologia di reattore di Chernobyl) non ha le caratteristiche intrinseche di sicurezza (cioè: acqua usata sia come moderatore che come termovettore) dei reattori occidentali delle famiglie BWR e PWR. A questo aggiungi che l’incidente avvenne durante una prova condotta con totale incoscienza e impreparazione da parte del personale preposto alla conduzione della centrale (pensa solo che il direttore aveva esperienza solo nelle centrali a combustibile fossile).
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Sulle scorie: per certi versi non si è voluto adottare soluzioni definitive per due motivi: attendere di sviluppare tecnologie che si dimostreranno più efficaci per lo smaltimento; evitare uno smaltimento definitivo nella prospettiva di riciclare il combustibile esausto che le compone.
agosto 18th, 2009 at 19:10
vagabond, io non vorrei mai comprare il libro che mi hai segnalato del semplice fatto che poco m’interessa,sapere sé è di 2°-3° generazione cosa vuoi che mi importa, m’interessa solo sapere sé sono sicure oppure no,sè possono dare malattie terribili per le esposizioni alle persone che abitano nelle distanze vicine, a quante né so il problema di sicurezza non è ancora risolto da nessun governo.Non è solo l’incidente di Cernobyl che coinvolge questa tecnologia bensi ci sono ancora parecchi incidenti irrisolti.(Kystyn,Three Mila Island,tricastern sud Francia)che aspettano ancora risposte. Per la sicurezza delle scorie la questione è ancora aperta è non si riesce a venire a capo,il problema da risolvere dove metterle,dove ci sono comunità pronte ad accoglierle,è un impasse molto complicato.Io sono per il no nucleare per tanti ovvi motivi.
agosto 18th, 2009 at 21:02
Nello1,
Questo è un ragionamento profondamente sbagliato, di chi non ha voglia di approfondire con la propria testa ma aspetta il vate di turno che, a questo punto creda il tuo caso, lo conforti confermandogli le sue paure. Di nucleare sai assai poco (io poco più di te, non credere), non ti offendere, dici che vuoi risposte ma un sacco di aspetti dici che non ti interessano, vuoi arrivare al sodo ma tutto lascia pensare che la tua idea te la sia già fatta a prescindere.
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L’atteggiamento è molto diffuso ed interessa ambientalisti e anti-ambientalisti.
agosto 18th, 2009 at 23:33
profondamente sbagliato..
agosto 19th, 2009 at 00:29
The Vagabond nel tuo intervento 18.08.09 h.13:31 hai affermato che a capo della centrale, (c’era il direttore aveva solo esperienza nelle centrali a combustibile fossile) allora mi domando come si vogliono nascondere i fatti quando della sicurezza nessuno ne parla,e mettendo a capo di una centrale gente che non sono all’altezza,con poca esperienza,l’opinione pubblica che cosa può inevitabilmente pensare,può stare immobile davanti a questi tragici eventi.Pensare che nel mondo abbiamo + di 450 centrali,sé nel esempio di Cernobyl ci sono gravi errori del genere di mettere personale specializzato,figuriamoci che cosa combinano nelle altre centrali?La sicurezza signori miei e un’arma a doppio taglio,prima o poi ti si rivolge contro.Ti chiedo perche ancora scomettere su questa tecnologia obsoleta,insicura,instabile come il nuclare,invece di investire nelle energie alternative molto più promettenti,sicure è totalmente riciclabili,consegnare alle future generazioni il know how delle rinnovabili, di sicuro ringrazieranno.
agosto 19th, 2009 at 09:23
Il nucleare senza incentivi non vive,senza un opportuno ed un’investimento magico che viene dalla bacchetta di un filo-nuclearista come il governo attuale,non ha ragione di vita.Io considero altre forme di energia + efficienti:1° risparmio energetico, 2°eolico di tutte le specie che spazia dal magnetico al eolico alta quota,geotermia,biomasse,energia dalle maree,ecc.Ho un concetto mio che sono sviluppate queste alternative energetiche perché i sapientoni-energetici hanno capito che il nucleare non è + vantaggioso dal fatto che a capo devi mettere sempre personale esperto,e i costi:costruzioni,carburante,scorie,smantellamento,bonificazioni dei suoli,ecc.non sono più economicamente sostenibili dalla comunità .E i costi lieviteranno sempre di +.
agosto 19th, 2009 at 09:37
Si auspica che il personale giusto sia sempre piazzato al posto giusto, vale anche per le rinnovabili: persone competenti nella localizzazione, installazione, etc.
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Three Miles Islands non fu una Chernobyl proprio perchè vi era alla conduzione personale specializzato e non di nomina politica, pratica abbastanza comune nell’allora Unione Sovietica.
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Io ti rinnovo l’invito a studiare.