Siccità in Australia, le autorità costrette a comprare acqua potabile

Flagellate dalla siccità e dai mutamenti climatici, alcune zone dell’Australia sono a secco e le autorità stanziano milioni di dollari per comprare acqua potabile.
Sono convinta che gli approvvigionamenti di acqua potabile possono essere un punto critico nel futuro non solo nel Sud del mondo, dove già ora amplissime fasce di popolazione non vi hanno accesso, ma anche nei Paesi ricchi.
E così cerco di tenere d’occhio i Paesi costretti a comprare acqua. Dopo la Spagna e Cipro, dicevo, tocca all’Australia.
Per la precisione, le difficoltà riguardano soprattutto lo Stato dell’Australia Meridionale, che ha acquistato 30 miliardi di litri d’acqua potabile dalle risorse che condivide con i vicini Stati di Victoria e del Nuovo Galles del Sud, spendendo 10 milioni di collari.
Servono riserve pari a 201 miliardi di litri per soddisfare le necessità della capitale Adelaide e di tutta quanta la popolazione. E data la mancanza di piogge, non c’è alcuna sicurezza di possederli a partire dal luglio prossimo.
Le piogge cadute in novembre sul bacino del fiume Murray e del suo affluente Darling – che insieme drenano la parte sud occidentale dell’Australia – hanno portato nei corsi d’acqua, si calcola, appena 140 miliardi di litri: il 18% della media. E novembre è stato il 38° mese consecutivo al di sotto della media.
Se continua a non piovere, bisognerà stanziare altri fondi per comprare acqua nel 2010. Anche per questo le tariffe per l’acqua, da luglio, aumenteranno del 20%.
Su The Australian siccità in Australia, le autorità costrette a comprare acqua potabile
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Foto Flickr
da maria
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aprile 22nd, 2009 at 22:53
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