Energie

Rapporto dell’Iea: la produzione di petrolio è in calo del 9,1% all’anno

piattaforma petrolifera

Aggiornamento. L’Iea ha smentito le notizie pubblicate dall’autorevolissimo Financial Times.

La produzione di petrolio è in calo del 9,1% all’anno. Lo dice la Iea, International energy agency: la stessa che fino a qualche mese fa prevedeva aumenti dell’estrazione a tutto spiano.

L’Iea ha avviato un’indagine sull’effettiva consistenza delle riserve petrolifere mondiali alla fine della primavera, quando – ricordate? – il petrolio sfiorava i 150 dollari al barile.

Poi il prezzo è sceso a rotta di collo. Ora è sui 67 dollari, ma di recente ha avuto un rialzo. Segno che tutti i discorsi sulla fine del petrolio facile erano campati in aria? No, stando a quello che dice l’Iea.

Il Financial Times dà conto della bozza dell’indagine Iea sull’effettiva consistenza delle riserve mondiali di greggio.

Dice che se senza ulteriori investimenti per aumentare la produzione, la produzione dei maggiori giacimenti ha un tasso di diminuzione pari al 9,1% l’anno.

Peraltro in Occidente è in diminuzione anche il consumo di petrolio. Ma per cercare di andare incontro alle richieste di Cina, India e altri Paesi in via di sviluppo ci vorrebbero investimenti pari a 360 miliardi di dollari annui fino al 2030.

E comunque, anche effettuando gli investimenti, il tasso annuo di declino della produzione sarebbe pari al 6,4%.

Gli effetti di questo declino non si faranno necessariamente sentire nell’immediato, dice l’Iea: c’è recessione, la domanda di petrolio è in calo.

Diciamocelo: qualche mese fa ci si aspettava semmai il petrolio a 200 dollari al barile. Non certo a 60 dollari come qualche giorno fa.

Ma in borsa e sui mercati sta crollando tutto, compreso il prezzo del petrolio.

Il rapporto dell’Iea indica che dietro al basso prezzo non c’è una disponibilità abbondante. Anzi!

Il mondo è diventato così come oggi lo conosciamo grazie alla grande disponibilità di petrolio e delle altre energie fossili. Sarà il caso di non farci più tanto conto, in futuro.

Sarà il caso di chiederci piuttosto cosa possiamo fare con meno energia, con meno petrolio: e affidarci alle energie rinnovabili. Non al nucleare: a parte tutti gli altri discorsi, visto il calo della disponibilità di uranio sarebbe come passare dalla padella alla brace.

Sul Financial Times rapporto dell’Iea: la produzione di petrolio è in calo del 9,1% all’anno. Per leggere l’articolo è necessaria la sottoscrizione, che è gratuita

La smentita dell’Iea

Leggi Liberi dalle fonti fossili entro il 2090

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ott  08
30
alle 12:48
da maria

Ultimo commento:

di Claudio Goli il 01/1/70

Infatti, come potrebbe un invasato adoratore della Moneta come te anche solo pensare che (riveren...


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3 Commenti to “Rapporto dell’Iea: la produzione di petrolio è in calo del 9,1% all’anno”

  1. Luigi Lucato dice:

    con la attuale crisi economica e il prezzo basso del barile la situazione può diventare
    anche più critica visto che molti pozzi e tutti i futuri non saranno economicamente sfruttabili se non con costi nettamente maggiori.
    Quindi il calo per motivi economici potrebbe essere anche più veloce.

  2. federico vannucci dice:

    Debbo osservare che, ultimamente, Maria è letteralmente scatenata.

    Sarà forse che, con tutta quest’acqua ed umidità (e per fortuna che l’aumento delle temperature doveva far diminuire le pioggie: a proposito, bisogna perlomeno riconoscere questa teoria quale assolutamente inedita, una vera e propria “prima mondiale”…), gli si dev’esser scombussolato qualcosa riguardo quelle “desertificazioni” ed “esaurimento della risorsa acqua” che ogni 3×2 vengono paventate dagli adepti della “Fede”…

    Ma ora Maria è “scatenata” al punto che, nonostante le sue PREVISIONI dessero il petrolio a 200 dollari a fine anno (in effetti, mai dire mai, ma al momento totalmente sconfessate essendo ora ad una sessantina), nonostante questo fatto, dicevo, … oggettivo(!) è riuscita a propinarci questa diminuzione in maniera da confermare la Sua Teoria. In maniera così perentoria, chè nemmeno fosse arrivato a 300, anzichè a 200, di dollari!

    Vabbèh: l’importante, come ben insegna “il nano”, è dimostrare di aver sempre ragione… E tu, Maria, hai sicuramente ragione!!!

  3. Claudio Goli dice:

    Infatti, come potrebbe un invasato adoratore della Moneta come te anche solo pensare che (riverenza) l’Andamento Dei Prezzi NON rispecchi le reali disponibilita’ di un bene ma sia frutto di operazioni di altro genere?

    Per te cio’ che ci propina l’universo economico (ops! dimenticavo di scrivere Sacro) e’ addirittura OGGETTIVO:

    prezzo che si abbassa = bene in abbondanza
    prezzo che si alza = bene che scarseggia

    Genuflettiamoci davanti alle Tavole Della Legge dell’Economia Divina!
    Cosi’ sia.

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