Profughi climatici in Alaska. Crollano i villaggi costruiti sul permafrost

Anche gli Stati Uniti cominciano ad avere i loro profughi climatici. Non più solo gli atolli che chiedono l’evacuazione perchè minacciati dall’innalzarsi del livello del mare.
Il Guardian dedica un servizio ad un villaggio in Alaska costretto a traslocare in blocco a causa dell’aumento della temperatura. Sta letteralmente crollando. E’ costruito sul permafrost che si sgela, le case sono già tutte sbilenche.
Newtok è un paesino di 320 anime sulla costa sud occidentale. La sua situazione è particolarmente grave, ma comune, in sostanza, a molti altri.
Il permafrost è sottosuolo perennemente ghiacciato, fatta eccezione per un sottile strato superficiale soggetto a gelo e disgelo. Ora sta sciogliendosi in profondità : e diventa molle e spugnoso come un babà inzuppato di rum.
Le fondazioni delle vecchie case di Newtok, scrive il Guardian, arrivavano a due metri e mezzo circa di profondità . Ora si spingono ad oltre tre metri e mezzo, ma non basta ancora per trovare una base solida.
Ed inutili si dimostrano i martinetti idraulici cui si ricorre per raddrizzare gli edifici, o i puntelli che sostengono il lato Sud.
Il viottolo fra le case di Newtok è tutto gobbe, come peraltro la maggioranza delle poche strade esistenti in Alaska. Non cattiva manutenzione: di nuovo, il permafrost che sgela.
Inoltre il terreno una volta ghiacciato e solido ed ora diventato molle e fangoso viene inghiottito a grandi bocconi dai fiumi e dal mare.
Newtok è in cima, per urgenza, alla lista di sei villaggi dell’Alaska che occorre traslocare rapidamente a causa dello scioglimento del permafrost: è già iniziata la costruzione di nuove case in un posto che si ritiene sicuro per molto, molto tempo a venire.
In Alaska, scrive il Guardian, 90.000 persone vivono in case costruite sul permafrost. Dei 213 villaggi abitati da nativi, 184 risentono dello scioglimento.
Sul Guardian profughi climatici in Alaska. Crollano i villaggi costruiti sul permafrost
Leggi Altra minaccia per il clima. L’Artico si scioglie e rilascia tonnellate di metano
da maria
Ultimo commento:
di Flavio il 01/1/70
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settembre 29th, 2008 at 15:00
a volte sembra che la Natura, nel riprendersi il suo territorio ci stia spingendo come tonni verso la mattanza: quando saremo stipati ben bene inizierà ad arpionarci e a lasciarci agonizzare sulla banchina.
settembre 29th, 2008 at 15:28
Un plauso a Mimmo per la bella similitudine.
Riguardo la stabilità degli edifici, basterebbe cambiare tecniche di costruzione: ad esempio, ricorrendo ai plinti nelle fondazioni qui da noi si costruisce su terreni sprofondabilissimi senza troppi problemi. Certo, i costi cambiano e servono parecchie accortezze in più…
Plinto:edil., blocco, spec. in forma di piramide tronca, per fondazioni superficiali o di pilastri isolati di cemento armato oppure per allargare la base d’appoggio di una struttura verticale | elemento di appoggio di strutture portanti su piloni. ( http://www.demauroparavia.it/83909 )
settembre 30th, 2008 at 09:28
Sarah Palin è la colpevole di tutto ciò, la Feroce Dama Bianca. Se li americani la voteranno la Natura li eradicherà come fecero loro con i lupi.
Bounty programme verso li umani che gioia infinita……..