Pranzo di Natale? Se non vegetariano almeno attento all’ambiente

E’ Natale per tutti, anche per coloro che credono in scelte di consumo sobrie e lontane dai momenti di spreco festivo.
Qualcuno prediligerà cibi vegetariani, ma altri non vorranno sicuramente sentire ragioni. Il pesce perciò non potrà mancare sulle tavole di questi ultimi, come tradizione natalizia vuole.
Ed è proprio a chi non vuole rinunciare alla tradizione natalizia che dedico questo post, in cui vi consiglio ricette di “pesce povero”, con un impatto ambientale limitato.
L’idea è di Greenpeace, che ha ingaggiato Amelio Fantoni, cuoco di Viareggio, per elaborare ottime ricette nella sezione “Buon appetito…critico!”.
Amelio propone una cena per quattro persone, basata su due “pesci poveri” (sugarello e sciabola) al costo totale di soli 15 euro.
Il sugarello è un “pesce azzurro” mentre la sciabola è un pesce “di fondale”.
Ma perché sono definiti pesci poveri? “Forse perché” scrive Greenpeace “non superano i sei euro al chilo”.
E allora ecco in ordine le cinque portate consigliate dal cuoco toscano: crostini di sugarello, passato di verdure con filetti di sciabola, filetti di sugarello crudi, filetti di sciabola al forno e spaghetti cotti nel brodo – a dir la verità credo che siano sufficienti solo tre di queste portate per alzarsi sazi da tavola.
A chi si chiedesse perché tutto questo, ricordo che alcune specie, come il tonno rosso, sono in via di estinzione e che a causa della pesca intensiva, che privilegia pesce considerato più remunerativo, ogni anno milioni di tonnellate di pesce vengono praticamente buttate.
Per chi si volesse orientare c’è anche la guida del Wwf al pesce sostenibile.
Personalmente sceglierò un menù vegetariano – come per tutto il resto dell’anno d’altronde – e come ogni Natale cercherò di seguire un parametro unico: sobrietà . E soprattutto attenzione agli sprechi.
Per chi volesse provare le ricette di Fantoni, tutti i passi da seguire sono sul sito di Greenpeace
da emiliano
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