Orti urbani sponsorizzati dal municipio, l’idea di Città del Messico

Città del Messico sta realizzando un sistema di orti urbani per offrire sicurezza alimentare ai suoi abitanti.
Del resto, già facevano più o meno la stessa cosa gli Atzechi, diverse centinaia di anni fa.
L’agricoltura urbana è sulla cresta dell’onda, poichè i prezzi del cibo aumentano e i rifornimenti dipendono dal carburante sempre più costoso.
In Italia secondo me se ne parla troppo poco. E’ il caso di dare un’occhiata alle idee di Città del Messico.
Il piano di Città del Messico è rivolto soprattutto a coloro che, fra i 20 milioni di abitanti dell’area metropolitana, hanno lavori precari o comunque faticano a sbarcare il lunario. In Messico, nell’ultimo anno, il prezzo del cibo è aumentato del 17%.
Sono già stati realizzati 20 orti, alcuni sul sito di vecchie discariche, e altrettanti ne nasceranno.
Quando c’è un terreno disponibile e gente disposta a coltivarlo, il municipio fornisce sementi, attrezzi e l’assistenza di un agronomo, che insegna fra l’altro a ricavare concime biologico.
Secondo me anche i nostri sindaci potrebbero prendere spunto. Ultimamente, fra l’altro, l’agricoltura urbana sta guadagnando numerosi seguaci negli Stati Uniti.
Là esistono associazioni no profit che ricavano dai terreni abbandonati orti per i poveri, e imprese che trasformano i giardini dei ricchi in orti biologici, per così dire, chiavi in mano.
Su Reuters orti urbani sponsorizzati dal municipio, l’idea di Città del Messico
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da maria
Ultimo commento:
di Stever il 01/1/70
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agosto 1st, 2008 at 10:37
Bèh, basterebbe che i Sindaci rompessero meno le scatole a chi si “ingegna” per farsi l’orto!
Ed, al limite, mettessero a disposizione un sistema di acque agricole/industriali, invece di potabilizzare tutto, e mettere poi i più fantasiosi divieti all’utilizzo stesso dell’acqua pubblica!
Dalle mie parti, ad es., c’era il letto di un fiume che era letteralmente costellato di piccoli orti curati per lo più dai pensionati (oggi probabilmente non sarebbero stati più i soli!).
Ebbene, sono poi arrivati in Consiglio gli animal-ambientalisti di città e le loro moderne “mode”, ed hanno “pensato bene” di mandare le ruspe a spianare tutto: ora c’è un letto del fiume privo di orti e di “antiestetici” baracchini, che è vero che somiglia ad un giardino, ma dove un territorio che prima era produttivo, oggi è solo un costo per la Società !!!
Certo, adesso ai pensionati è subentrata la Lipu ed altre Associazioni ambientaliste che in quegli stessi posti hanno fatto, con i finanziamenti pubblici, dei bei “percorsi paesaggio”: sono esattamente le stesse (il)logiche di città che hanno “partorito” la Parcomania dei divieti e dei balzelli, veri e propri centri di potere e voragini di pubblici denari per l’ipocrita ed opportunista “tutela della Natura”…
agosto 1st, 2008 at 11:01
Riguardo il testo dell’articolo, diamo invece un’occhiata a questi “strani” numeri:
1) Gli Atzechi c’erano altro che qualche centinaio di anni fa!
2) fa ‘vaini con 20 orti (o 40!) a fronte di 20 milioni di persone…
Insomma, Piva, occhio ai numeri…
P.S.: per il concime biologico, rinnovo il consiglio per una bella conigliera… Sempre che, certe Associazioni Animaliste a vocazione vegetariana (tipo la LAV!), non ottengano una legislazione ad hoc per… impedire la detenzione a scopi alimentari anche di questi animali!!!
agosto 1st, 2008 at 11:27
non per fare il pignolo, ma anche sì.
Tenochtitlán, la grande capitale azteca è stata rasa al suolo nel 1521 ed è in pratica la fine degli aztechi. il che vuol dire meno di cinquecento anni fa, il che vuol dire, che lei ha ragione e tu, caro federico, torto
agosto 1st, 2008 at 12:04
vicino a firenze il comune aveva dato ai pensionati dei piccoli pezzi di terra da coltivare…. adesso in quel posto ci stanno facendo la rifiuteria dell’inceneritore(per il quale si sta’discutendo un ammodernamento estetico da affidare ad un architetto di grido…costo 2 milioni e non di lire,di ammodernamento dal punto di vista ambientale non se ne parla nemmeno!!!)i pensionati che curavano gli orti sono stati dirottati verso l’associazione anziani a fare i volontari…peccato che l’azienda che fa’ i mezzi (che e’ la stessa che fa le ambulanze)
sia un’ associazione a delinquere(non per dire ma per fare…ha un fatturato da non credere)
uno che veniva in vacanza dalla sorella ,che abitava da queste parti un giorno disse:- CI SONO DUE COSE INFINITE…L’UNIVERSO E LA STUPIDITA’ UMANA…..MA DELLA PRIMA NON NE SONO SICURO!!!!!!!!!!! ALBERT EINSTEIN!!!!!!
agosto 1st, 2008 at 15:10
In Emilia è una pratica vissuta e condivisa da anni. Nel Comune in cui vivo (Carpi) ci sono ben due orti pubblici con singoli appezzamenti affidati a pensionati, che passano le giornate a curare e “pettinare” l’orto. La terra è molto fertile e ci cresce di tutto. Con il compost recuperato dalla raccolta differenziata si fa il concime, redistribuito alla popolazione.
Da toscano dico che l’Emilia sotto il profilo sociale-politico è davvero tutto un altro mondo. C’è una concretezza che si ritrova difficilmente in altre parti d’Europa. Forse ce n’è anche troppa e si pensa sempre all’utile. Personalmente preferirei tornarmene in Toscana a a coltivarmi un pezzo di terra sassosa e a lamentarmi dell’ignoranza dei governanti. Ma esportare il modello sarebbe bello…
agosto 2nd, 2008 at 10:37
Magari assegnassero terreni-orto ai pensionati (e non solo) a Roma lungo l’Aniene (nord) o nelle vicine sponde del Tevere(nord), si eviterebbe il degrado e la sporcizia che oggi fa da padrone…riqualificherebbero il territorio a Nord della capitale e con la vicina pista ciclabile (che è non un posto proprio tranquilissimo) si eviterebbe questo:
http://www.romapedala.splinder.com/post/4570313
o questo:
http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/cronaca/morto-ciclista-aggredito/morto-ciclista-aggredito/morto-ciclista-aggredito.html
o forse pure questo:
http://www.romanotizie.it/spip.php?article4227