Living planet report 2008, l’impronta ecologica dell’Italia è al 24° posto

Ci comportiamo come se avessimo una Terra di riserva: consumiamo acqua, terreno fertile e le altre risorse naturali molto più in fretta rispetto al tempo che loro occorre per rigenerarsi.
L’aggiornamento 2008 del bilancio ecologico planetario è nel “Living planet report”, redatto dal Wwf e pubblicato ieri.
In particolare l’Italia ha un’ “impronta ecologica” molto pesante: è al 24° posto nel mondo.
In generale, l’umanità potrebbe consumare risorse al ritmo attuale senza intaccarne le capacità di rigenerazione solo se la Terra fosse molto più grande di quella che in realtà è.
Così come uno spendere sconsiderato sta causando la recessione, dice il Wwf, i consumi eccessivi stanno dando fondo al capitale naturale del Pianeta al punto tale da mettere a rischio il nostro benessere futuro.
Il “Living planet report” calcola l’impronta ecologica globale dell’umanità e dei singoli Paesi. Per “impronta ecologica” si intende la superficie necessaria per la produzione delle risorse utilizzate e per lo smaltimento dei relativi rifiuti.
Ebbene, l’impronta ecologica di un astratto “uomo medio” dei giorni nostri è pari a 2,7 ettari. Disgrazia vuole che il terreno produttivo si limiti a 2,1 ettari a testa.
L’ “uomo medio”, dicevo, è un’astrazione. Il livello di consumi, e di terreno produttivo necessario a sostenerli, varia da Paese a Paese. In cima alla classifica ci sono gli Stati Uniti: a ciascun abitante servono 9,4 ettari.
All’italiano medio servono invece 4,8 ettari .
Ancor più pesante l’impronta ecologica dell’Italia nel campo dell’acqua. Siamo al quarto posto nel mondo. Tenendo conto anche dei consumi d’acqua relativi alla produzione dei beni importati, ne usiamo 2.332 metri cubi pro capite all’anno. Peggio di noi solo Usa, Grecia e Malesia.
Il “Living planet report 2008″ del Wwf
Foto Flickr
da maria
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