La settimana verde: Piante e frutti dimenticati
Se pensate che i nostri contadini non abbiano avuto e non abbiano responsabilità su gran parte del degrado ambientale siete in errore.
Basta tornare con la memoria al paesaggio offerto dalle nostre campagne qualche decennio fa, e il riferimento è chiaro.
Alberi in quantità tale da formare estese macchie boschive, campi segnati da filari di grandi olmi, querce e pioppi alternati agli alberi da frutto, come l’ormai introvabile noce, fossi e canali ben curati e arginati da salici e prati punteggiati da decine di altre specie botaniche. Appunto si tratta ormai solo di ricordi.
Tutto sacrificato alla coltura intensiva e ad una meccanizzazione dell’agricoltura sempre più affamata di spazi dove macchine gigantesche possano muoversi senza intralci e produrre di più.
Una sorta di deforestazione, forse non grave come quelle compiute nei paesi tropicali o nel sud del mondo, ma non meno insidiosa.
Soprattutto, per la scomparsa di specie e varietà delle quali gli stessi agricoltori stanno perdendone la memoria, e noi con loro.
Per questo, da qui in avanti, La settimana verde di Blogeko si occuperà di quelle che si possono definire piante e frutti dimenticati.
Seguiteci, e se vorrete inviare le vostre segnalazioni saranno graditissime. Sicuramente non mancheranno le sorprese.
da mstramazzo
Ultimo commento:
di il 01/1/70
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settembre 1st, 2008 at 14:08
Bèh, comunque non mi sembra che nemmeno nei cascinali abitati da “cittadini trapiantati”, ci sia tutto questo … tripudio delle essenze da te citate o che andrai a citare!
Anzi, direi che sono proprio i cascinali (e/o baite montane) “rimessi a nuovo” (sempre dai suddetti cittadini!), che nemmeno lontanamente somigliano a quello che questi stessi cascinali hanno rappresentato in passato in termini di biodiversità …
settembre 1st, 2008 at 15:32
Infatti . E se può dar ragione alla tua tesi io non sono fra quei cittadini ma solo un osservatore di come e quanto di male per il pianeta si stia facendo. Tutti !