La settimana verde: Agnocasto
In tempi passati, l’agnocasto era un arbusto molto in uso fra i chiostri dei monasteri dei monaci.
Era credenza comune, infatti, che questo arbusto della famiglia delle verbenacee avesse il potere di tenere sotto controllo gli ardori sessuali maschili.
I monaci, oltre ad usarne i fiori per ornare e profumare le veste dei novizi, ne usavano i semi dei frutti come spezia.
Serviva sia per usi gastronomici, pepe del monaco, sia per produrre infusi aromatici e distillati liquorosi.
L’antica credenza è supportata dalla stessa classificazione di Linneo. Il nome scientifico è Vitex Agnus-castus, e derivata dal latino “agnello casto.
Le virtù di questo arbusto sembrano tuttavia più adatte al sesso femminile che a maschi impenitenti. In erboristeria, infatti, è diffusamente riconosciuta come pianta adatta per disturbi legati ai cicli mestruali femminili o alla menopausa.
Sia come sia – l’erborista di fiducia ne saprà senz’altro di più – è una pianta decisamente ornamentale, resistente anche alle basse temperature, di facile coltivazione e, proprio nel pieno dell’estate, produce una godibile fioritura.
Ai fiori, ovviamente, fanno seguito i frutti che contengono quattro semi molto simili ai grani di pepe ma dal sapore leggermente aspro e leggermente aromatico e per niente piccanti.
Ed è forse per questo che l’agnocasto diventò, appunto, il pepe dei monaci.
da mstramazzo
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