Clima

L’Unione Europea rincorre il mito del carbone pulito con 10 miliardi di euro

carbone

L’Unione Europea accarezza l’idea di spendere vagonate di soldi in 12 impianti, almeno dimostrativi, per la cattura e il sequestro di anidride carbonica in centrali a carbone. Il cosiddetto carbone pulito o Ccs, carbon capture and storage.

Devono pur averlo letto anche loro che il carbone pulito non esiste. O meglio: abbattere le emissioni di gas serra dagli impianti a carbone – il più inquinante fra i combustibili fossili – costa moltissimo e riduce moltissimo la resa energetica.

Senza contare che l’anidride carbonica in fondo al mare o sottoterra non è una gran bella eredità da lasciare ai posteri. Allora, perchè lo fanno?

Reuters scrive che si parla di investire in questo 10 miliardi di euro.

Li immaginate 10 miliardi di euro spesi invece per migliorare l’efficienza energetica e ridurre (meglio: eliminare) i consumi superflui o francamente inutili?

Sembra che il mondo della politica e dell’economia sia allergico ai verbi “ridurre” ed “eliminare”.

Tutti lì a darsi un gran daffare per tenere alto il Pil – anche costruire gli impianti per catturare e sequestrare l’anidride carbonica contribuisce ad aumentare il Pil – al di là di qualsiasi altra considerazione.

Comunque sembra che la Commissione Europea sia intenzionata ad appoggiare il progetto da 10 miliardi di euro. I 12 impianti dovrebbero entrare in funzione per il 2015. Saranno impianti dimostrativi, appunto. Immaginate il costo degli impianti veri…

Su Reuters l’Unione Europea rincorre il mito del carbone pulito con 10 miliardi di euro

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nov  08
11
alle 10:37
da maria

Ultimo commento:

di &raquo Sequestro dell’anidride carbonica nel sottosuolo, la gente si ribella. Il caso di Barendrecht in Olanda - Gregambiente il 01/1/70

[...] carbonica (conosciuto anche come carbone pulito o Ccs, Carbon capture and storage) è una d...


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7 Commenti to “L’Unione Europea rincorre il mito del carbone pulito con 10 miliardi di euro”

  1. federico vannucci dice:

    D’accordo, Maria.

    Però io penso che non va mai dimenticato che un alto PIL permette anche a tutta quella variopinta schiatta di verdi, ambientalisti da salotto o da parco, insomma dai Pecorai ai Pratesi ai Ripa di Meana, di sinistra radicale in senso lato, comprendendo pure i gestori di simpatici Blog internet, di poter agevolmente “sbarcare il lunario” limitandosi a propinare Ideologia e Demagogia, piuttosto che rivoltar delle belle zolle di nuda terra…

    P.S.: ma sarà mai possibile che qualunque soluzione pur ecologica, ma che non preveda una buona dose di autoflagellazione, proprio non riesca ad incontrare i gusti di voi ambientalisti vegetariani per motivi etici?!!

  2. Mimmo dice:

    A me sembra che stiamo facendo la fine di quelle mosche che si ostinano a rimbalzare cocciutamente contro un vetro, fino allo stremo, quando l’uscita è appena appena poco più in là.
    Se solo chi la pensa diversamente potesse non subire certe imposizioni!

  3. Nicola dice:

    Pur coindividendo le linee di base dell’articolo mi domando: in che modo il biochar e le emergenti tecnologie legate allo studio della Terra Preta rientrano in questo schema? Non riesco a capire se è di questo che si sta parlando… se si, non è anidride carbonica quella che viene sepolta ma semplicemente carbonio a cui viene impedito di riconquistare forma gassosa… ed in linea di massima (se fatto su scala sostenibile ossia senza deforestare l’universo) potrebbe aumentare la fertilità di suoli impoveriti e limitare molto le emissioni di gas serra prodotte dall’agricoltura.
    Saluti!

  4. Anonimo dice:

    Ciao Nicola, per quel che so Terra Preta e biochar sono suoli arricchiti con sostanze organiche, che sono a base di carbonio, e perdonami se ho proprio tagliato la definizione con l’accetta.

    Il Ccs, Carbon capture and storage, è tutt’altra cosa.

    Si tratta di impianti che catturano, appunto, l’anidride carbonica prodotta dalla combustione del carbone (o di altri combustibili fossili) nelle centrali. Poi si tratta si iniettarla nel sottosuolo (un pozzo di petrolio ormai svuotato, ad esempio) nella speranza che non torni più su.

    Un procedimento decisamente complicato e costoso. Comporta fra l’altro la liquificazione e il trasporto dell’anidride carbonica fino alla sua “tomba” sotterranea.

    Bisognerebbe organizzare processioni di autobotti, o costruire “carbondotti” (tipo metanodotti, insomma).

    E in più se la “tomba” dell’anidride carbonica sarà provvisoria o definitiva in realtà non lo sa nessuno.

  5. simone dice:

    ho sentito anche dire che la co2 catturata in giacimenti, in caso si creassero fratture nella crosta terrestre, dopo anni, secoli, potrebbe sfuggire.. e liberarsi nell’atmosfera in grandi quantità, tali da intossicare, uccidere, chiunque si trovi entro un certo raggio

  6. Nicola dice:

    Grazie della risposta!… e di una nuova simpatica inquietudine con cui convivere ;)

  7. &raquo Sequestro dell’anidride carbonica nel sottosuolo, la gente si ribella. Il caso di Barendrecht in Olanda - Gregambiente dice:

    [...] carbonica (conosciuto anche come carbone pulito o Ccs, Carbon capture and storage) è una delle vie battute dall’Unione Europea per diminuire le emissioni di gas serra nell’atmosfera. In Italia il sequestro [...]

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