Innalzamento dei mari, le Maldive acquistano una seconda patria

Anche le Maldive. Ultimamente grandinano le notizie su come le piccole isole si preparano a fronteggiare l’innalzamento del livello dei mari che è dovuti ai cambiamenti climatici e di cui già cominciano a sperimentare gli effetti.
Mentre le isole Carteret predispongono l’evacuazione, alle Maldive il primo presidente democraticamente eletto, Mohamed Nasheed, ha reso noto l’intenzione di creare un fondo sovrano per investire parte dei proventi del turismo nell’acquisto di una seconda patria sulla terraferma, al riparo dagli allagamenti.
Le Maldive comprendono circa 1200 isole nell’Oceano Indiano. In media arrivano ad elevarsi di un metro e mezzo sul livello del mare.
L’Ipcc, il gruppo di scienziati che lavora ai cambiamenti climatici sotto l’egida dell’Onu, ritiene che il livello dei mari si alzerà in questo secolo di 28-59 centimetri. Una stima poi ritenuta troppo ottimista: entro il 2100 l’innalzamento sarà forse pari a un metro.
I 380.000 abitanti delle Maldive, ragiona il presidente Mohamed Nasheed, non possono far nulla per arrestare i cambiamenti climatici causati dalle abitudini di vita dei Paesi ricchi. Però non possono neanche restare a guardare con le mani in mano.
Dunque i dollari che vengono a generarsi importando turisti – testuale – saranno in parte spesi per acquistare terreni in India e a Sri Lanka, più simili per clima, cultura, cucina, e forse anche nella semispopolata Australia.
E’ come una polizza d’assicurazione in vista delle peggiori eventualità , ha detto.
Sul Guardian innalzamento dei mari, le Maldive acquistano una seconda patria
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Foto Flickr
da maria
Ultimo commento:
di Ermange il 01/1/70
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novembre 10th, 2008 at 17:18
Certo che per questi è davvero il massimo della sfiga (sarà come al solito portata dai… soliti noti?!!): non solo vedranno i loro mari vieppiù aumentare il contenuto salino e finanche l’acidità (con tutte le nefaste conseguenze che ne derivano), ma li vedranno addirittura aumentare di un metro!
Insomma, per ’sti disgraziati, i cambiamenti climatici produrranno effetti che, pur “strani” e finanche contraddittori che siano, comunque vada non lasceranno loro via di scampo!
novembre 11th, 2008 at 10:22
Ok, le popolazioni indigene si salveranno, ma poi di cosa vivranno? Dubito che il turismo (che immagino essere la fonte primaria se non unica di sostentamento) non subisca una brusca diminuzione in seguito allo spostamento! Il fascino delle Maldive deriva dal fatto di essere persi su un atollo nel bel mezzo dell’oceano e se si trasferiscono sulla terra ferma…
novembre 11th, 2008 at 16:00
bhè la palestina nel ‘44 era ritenuta zona arida semi desertica ed oggi le tecnolgie israeliane lo rendono produttivo per l’agricoltura, magari i maliani si scoprono agricoltori…
novembre 11th, 2008 at 17:40
Vero e speriamo avvenga anche per loro. Però bisognerebbe evitare che queste cose accadano non metterci una toppa…