Animali e specie protette

In pochi giorni 40.000 alveari spopolati

ape su fiore

Circa 40.000 alveari spopolati nel giro di pochi giorni nell’Italia nord occidentale. Impressionante.

Per la prima volta è on line una mappa della moria delle api. La sta costruendo e aggiornando l’Unaapi, Unione nazionale associazione apicoltori italiani.

La mappa contiene le segnalazioni certe giunte all’associazione, circa 7.000, da cui l’Unaapi desume il calcolo prudenziale di 40.000 alveari vuoti.

L’Unaapi sottolinea che la quasi totalità delle morie si manifesta in concomitanza con la semina di mais conciato con pesticidi contenenti neonicotinoidi.

Non so se, insieme alle api, muoiono nello stesso modo altri insetti: se anche così fosse, sarebbe possibile accorgercene? Comunque una cosa mi pare indubitabile. Le api sono piccole e delicate, noi uomini grandi e grossi. Però non siamo fatti di ferro neanche noi.

Su Unaapi la mappa della moria delle api

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apr  08
10
alle 11:54
da maria

Ultimo commento:

di andrea il 01/1/70

L CASO. La piaga - denunciano gli allevatori - si è manifestata con virulenza in Franciacorta, m...


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Un Commento to “In pochi giorni 40.000 alveari spopolati”

  1. andrea dice:

    L CASO. La piaga – denunciano gli allevatori – si è manifestata con virulenza in Franciacorta, ma il fenomeno si sta estendendo al Sebino, Garda e Bassa
    Moria di api, il pesticida finisce sotto accusa
    L’ Asl ha incaricato l’Istituto zooprofilattico di eseguire tutte le analisi Gli apicoltori preoccupati

    Centinaia di migliaia di api stanno morendo nella nostra provincia, presumibilmente a causa di un pesticida. Il grido d’allarme giunge dalla Franciacorta, ma si tratterebbe di un fenomeno esteso a tutta la provincia: finora sono una decina i casi registrati in Garda, Bassa e Sebino. Floriano Mazzoldi, apicoltore di Paderno, in pochi giorni ha perso 50 arnie su 55: «tutta colpa di un pesticida utilizzato durante la semina del mais che ha un effetto letale sulle api anche a distanza di diversi chilometri» afferma. Se si dovesse proseguire su questa strada «il 95 per cento delle api bresciane rischia di morire – prosegue Mazzoldi – con gravi conseguenze per tutto l’ambiente». Oltre a produrre miele, le api sono un fondamentale indicatore del livello di benessere ambientale, fungono in sostanza da termometro per testare la vivibilità delle aree in cui vivono. La moria di api si era già verificata proprio in Franciacorta nel corso dell’estate 2005. Allora la colpa ricadde sulla «cicalina» impiegata nel trattamento dei vitigni. Oggi, la responsabilità dell’«eccidio» sarebbe da attribuire ai neonicotinoidi, una classe di insetticidi che agisce a livello del sistema nervoso bloccando il passaggio degli impulsi e causando la morte degli insetti. L’uso di queste sostanze sarebbe sconsigliato vicino ai corsi d’acqua e nel periodo della fioritura per l’effetto letale che hanno proprio sulle api. Gli apicoltori bresciani temono un crack della produzione di miele, mentre l’Asl ha incaricato l’ istituto zooprofilattico di Brescia di esaminare i «cadaveri» delle api intossicate per avere un quadro più preciso sulla moria.F.AP.

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