In Italia crolla il mercato delle auto. E arrivato il momento di cambiare rotta

Non sono solo le vendite dei Suv a crollare, nel mese di novembre il mercato delle auto in Italia ha fatto segnare un -29,46%, ovvero 138.352 unità vendute contro le 196.125 di un anno fa.
Si tratta del maggior calo mensile dal 1993 a oggi, rende noto il ministero dei Trasporti. Pensate che a ottobre il calo era stato del 18,89%.
Secondo quanto riporta Quanteruote nei primi undici mesi dell’anno sono state immatricolate in Italia 2.018.587 automobili rispetto alle 2.330.883 dello stesso periodo del 2007, con una flessione del 13,40%.
I motivi del crollo? Bé, non credo serva essere un economista per comprendere gli effetti della crisi economica in atto sul portafoglio dei cittadini, ma voglio essere positivo e pensare che una parte di questa riduzione provenga da una presa di coscienza da parte di molti.
Di cosa? Del fatto che il nostro modo di concepire la mobilità è al di fuori di ogni logica e che non è accettabile che in tempi di surriscaldamento terrestre, effetto serra ecc. siamo ancora il paese con il più alto numero di auto rispetto al totale degli abitanti.
Infatti in base ai dati 2006 di Eurostat in Italia ci sono 581 auto ogni 1000 abitanti che, se non vado errato, sono poco meno di 33 milioni di autovetture.
E allora mi sentirei di fare una riflessione sulle affermazioni dell’amministratore delegato della Fiat Marchionne, che ha sicuramente i suoi motivi per affermare che c’è bisogno “di interventi sul consumatore, per aiutare la gente a spendere”. Si tratta però di un’affermazione che non posso condividere.
Una ricetta berlusconiana, tanto per banalizzare la cosa, ma che è perfettamente in linea con le idee di una classe politica e dirigenziale incapace di comprendere la realtà dei fatti.
Lo dimostra la miope pervicacia con cui, caso unico in Europa, questo Governo sta ostacolando l’accordo sul pacchetto clima dell’Ue, per non parlare dei recenti tagli agli sgravi fiscali sugli interventi di efficienza energetica.
Bé, è ora di far capire a questi signori che le cose sono cambiate, non siamo più di fronte a una crisi di rottura che con qualche cerottino ci riporterà a fare la nostra bella vita da consumatori indifferenti e spreconi.
No, siamo di fronte a una svolta. Una svolta epocale. Il bivio che abbiamo di fronte indica due strade. Da una parte l’abisso dell’autodistruzione, dall’altra una concreta possibilità di cambiare questa società .
Una possibilità basata sull’economia verde, sulla decrescita, sulla riduzione dei consumi, sul rispetto dell’ambiente e delle persone che ci circondano.
Una nuova idea di società che può aprire prospettive interessanti, non solo dal punto di vista sociale, ma anche e soprattutto sotto l’aspetto economico.
A noi la scelta. Spero che i segnali che stanno arrivando ovunque servano a far luce sulla decisione da prendere.
Crolla il mercato dell’auto in Italia: – 29,46%
Foto Flickr
da emiliano
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di In Australia si vendono più biciclette che automobili | Isolamento Termico il 01/1/70
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dicembre 4th, 2008 at 12:29
Non sarà forse il semplice fatto che il mercato delle auto è SATURO, e che in periodi di pre-recessione, col cavolo che mi posso bruciare un anno di stipendio solo per cambiare la mia vecchia auto, che in realtà va ancora benissimo, e che magari ho appena trasformato a GPL ?
Ma sono tutti completamente idioti ?
L’unica maniera per pompare l’economia dell’auto, è quella di fare un salto tecnologico, forse con le auto ibride o elettriche, qualcosa che stacchi radicalmente con il passato. Credere che uscire l’euro5 invogli la gente a disfarsi di una euro3 o euro4, è davvero una speranza vana.
dicembre 4th, 2008 at 14:35
Vista la vicenda da un altro lato, e nel contempo riprendendo il precendente discorso di Paolo, pare che da parte delle case automobilistiche ci sia la volontà di paragonare le auto ad una maglietta: passata la stagione “devi” cambiarla. Già che ci siamo, potrebbero garantir le carrozzerie sei mesi contro la corrosione
Basta guardare con che frequenza escono nuove versioni dello stesso modello: magari c’è qualche piccolo ritocchino (sviluppare un’auto costa), e nientepiù.
Nel mio caso avevo un veicolo “Euro 3″: all’epoca era il massimo in fatto di pulizia, ed è stato ovvio che quando per ragioni che a nessuno interessa l’ho dovuto cedere, io mi sia orientato su di un veicolo con motore “Euro 4″-conforme.
Mercedes, ad esempio, ha già veicoli d’alta gamma con motorizzazioni rientranti nella categoria “Euro 6″.
Per quanto riguarda gli ibridi, com’è noto, c’è già qualcosa di carino in giro (vedi Toyota/Lexus con Prius ed RX400h).
L’ideale sarebbe un updating tecnologico (vedere il caso della “500″ elettrica, qualche decina di post fa), perché, in fin dei conti, la meccanica dura, se fatta bene.
dicembre 5th, 2008 at 13:45
Finchè non decollerà il telelavoro totale o parziale le auto in circolazione (nuove o vecchie) aumenteranno…ma poichè chi decide se farlo decollare (politici, imprenditori…) non ha problemi di acquisto auto comodose…
marzo 4th, 2009 at 09:41
[...] Prima sono crollate le vendite dei Suv. Poi sono crollate le vendite di automobili in Italia. [...]