Cultura del riciclo e del riutilizzo

Il paese che fa la spesa senza borse di plastica

borse di plastica per la spesa

Volete sapere se si può fare la spesa senza le onnipresenti borse di plastica? Si può benissimo, pare.

Un anno fa Modbury, un paesino inglese di 1.600 abitanti, è stato il primo al mondo a vietare le borse di plastica. Ed ora il quotidiani britannico Guardian fa il punto della situazione. I commercianti si sono organizzati, ed ecco in che modo.

A Modbury la proibizione è rispettata con scrupolo. Se chiedi una borsa di plastica ti guardano un po’ male, ti domandano se proprio ne hai bisogno e poi te ne offrono una di bioplastica.

Soprattutto, i commercianti hanno via via spontaneamente bandito la plastica da tutte, o quasi, le confezioni, e cercano zelantemente involucri biodegradabili adatti ad ogni merce.

Ovunque a Modbury ci sono carta e bioplastica tipo materbi: per confezionare un mazzo di fiori, per contenere una porzione di insalata, per avvolgere panini…

Però, aggiungo, la bioplastica è di mais: come i biocarburanti, sottrae cibo ad un mondo sempre più affamato. E la carta? Riciclabile e magari anche riciclata: la fabbricazione richiede comunque acqua ed energia.

Sogno un mondo in cui i detersivi alla spina facciano scuola, sogno un mondo senza imballaggi. Quelli di Modbury si sentiranno di compiere spontameamente anche questo passo?

Sul Guardian Modbury, il paese che fa la spesa senza borse di plastica

Foto Flickr

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apr  08
11
alle 08:51
da maria

Ultimo commento:

di il 01/1/70



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9 Commenti to “Il paese che fa la spesa senza borse di plastica”

  1. Aldo dice:

    La plastica biodegradabile è una truffa. Ho personalmente testato la sua biodegradabilità seppellendone un sacchetto sotto ad un melo (sotto 18-20 cm di foglie ed humus). Al momento della “riesumazione”, cinque anni dopo, il sacchetto in questione era ancora tale e quale, se non per una colorazione un poco più sbiadita. Se non mi credete, provate.

  2. NonSoloZapatero dice:

    Questo post è stato aggregato su NonSoloZapatero.it, l’aggregatore del web sociale e socialista.

  3. Luca M dice:

    @Aldo:
    sapevo che tempo fa la coop era stata “indagata” per il motivo da te detto, ovvero sosteneva che i sacchetti fossero degradabili quando in realtà non lo erano. Se il sacchetto del tuo caso è coop ne capiamo il perchè =)
    Se dovessero essere altri non ti so dire. Da quel poco che vedo la resistenza dei sacchetti col tempo diminuisce e si sfaldano abbastanza facilmente (coop e iper), però non ho mai verificato “sul campo” =)

    Saluti

  4. debborahh dice:

    beh il mater bi funziona.
    negli imballaggi le patatine di mater bi
    le metti in h2o e si sciolgono subito.

  5. Anonimo dice:

    A Debborahh: da questo punto di vista, il mater bi funziona fin troppo.

    Qualche mese fa il “mio” consorzio rifiuti ha distribuito sacchetti in mater bi per metteci l’organico.

    Non sto a dirti quanti si sono squagliati mentre li portavo giù per le scale…

  6. silvana dice:

    5614

  7. debborahh dice:

    beh e’ chiaro che non posso mettere l’organico in un sacchetto di materbi.
    l’organico lo mette direttamente
    nel secchiello.
    eppoi sono matematicamente sicura che
    la differenziata funziona si’,ma non
    con il porta porta.
    prima la nettezza passava nel nostro
    comune 2 volte a settimana,ora tutti
    i giorni.
    e’ meglio ridere per non piangere,quando
    passa il camion per l’organico,si
    ferma e raccoglie questi secchiellini
    mezzi vuoti,consumando gasolio e tutto
    il resto.
    la differenziata va fatta da ditte
    specializzate,visto che ci sono le
    tecnologie per separare tutti i tipi
    di rifiuto.
    risultato porta porta:piu’ personale,
    piu’ veicoli,piu’ inquinamento,
    piu’ consumo.
    differenziata presso ditte:
    meno personale,meno inquinamento,meno
    veicoli,meno consumi.

  8. Aldo dice:

    Tempo fa giunse notizia di un comune ove la differenziata “porta-a-porta” veniva effettuata per mezzo di carri a traino animale anziché per mezzo di autocarri. Viste le velocità ed i carichi in gioco, credo che fosse una soluzione più che razionale.

  9. Anonimo dice:

    Ad Aldo: è Castelbuono che ha arruolato gli asini netturbini, tre dei quali sono morti (poveretti) di indigestione.

    A Debborahh: per quel che so e vedo, la differenziata porta a porta funziona benissimo. Nella piccola città dove abito si fa e viene applicata la tariffa puntuale. Ovvero: paghi in proporzione all’immondizia indifferenziata che butti.

    La raccolta differenziata è quasi al 70%, e non è poco per un centro di 35.000 abitanti. Le bollette comprensive dei costi di trasporto? Beh, se differenzi coscienziosamente paghi meno di prima, garantisco personalmente

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