Il picco del petrolio applicato al tonno: scioperano i pescatori europei

I pescatori in sciopero infiammano l’Europa. Bloccano porti e strade, non si limitano a protestare. L’epicentro è in Inghilterra e in Francia, ma anche in Italia, da venerdì 30, comincerà l’agitazione.
Ce l’hanno col gasolio troppo caro – i rincari seguono il petrolio – e con le quote pesca dell’Unione Europea. Dicono che non riescono più a campare.
Chi incrocia le braccia perchè non arriva a fine mese merita solidarietà . La merita per principio, direi quasi. Ma – umana comprensione a parte – i pescatori hanno torto, torto marcio a protestare.
Ormai siamo al picco del petrolio, il il quantitativo prodotto è quel che è, il prezzo continuerà – pare – a rincarare: sta finendo l’era dell’energia a buon mercato. Nessuno ci può far nulla, è doloroso ma ci dobbiamo adattare.
Quanto alle quote pesca 2008 – un aspetto della protesta sentito più che altro nell’Inghilterra che va a fish and chips – anche anche a me paiono scandalose. Ma in senso diametralmente opposto a quelle dei pescatori, che le giudicano restrittive.
Gli oceani, dice la Fao, stanno svuotandosi di pesce; il 66% degli stock ittici d’alto mare sono sfruttati in eccesso o fortemente depauperati.
Così nel 2008 l’Unione Europea ha tagliato del 17% le quote pesca di merluzzo, così malridotto ormai che la Commissione Europea aveva chiesto un taglio del 25%.
Il tonno rosso del Mediterraneo, ormai a rischio di estinzione? Se ne potrà pescare il 3,4% in meno.
I pescatori dicono che, col prezzo del gasolio raddoppiato in un anno, se non riceveranno sussidi dovranno raddoppiare il prezzo del pesce.
Se capiterà , ci renderemo finalmente conto di quanto petrolio è “incorporato” in una sogliola e in un trancio di tonno. Di come il petrolio, avviato ad essere sempre più costoso, imbeve anche aspetti a prima vista insospettabili della nostra vita.
Il cibo abbondante e a buon mercato è (era) legato alla disponibilità di petrolio a poco prezzo: è una delle cause della crisi alimentare.
Immagino che, dopo qualche giorno di blocchi in porti e strade, Governi ed Unione Europea correranno in soccorso ai pescatori. Limeranno una tassa qua e un’accisa là .
Non credo siano questi i provvedimenti che ci servono. Ritengo sia necessario invece investire per metterci in grado di mangiare anche con meno petrolio. L’agricoltura biologica, il cibo che viaggia poco, per dire.
Ecco, è per questo che i pescatori hanno torto a protestare.
Lo sciopero dei pescatori in Francia su Tendenzeonline; in Inghilterra sull’Independent; in Italia sul Resto del Carlino
L’ultimo rapporto della Fao sullo stato degli stock ittici
Foto Tendenzeonline
da maria
Ultimo commento:
di debborahh il 01/1/70
ma speriamo, cosi' io non lo c...
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maggio 28th, 2008 at 15:28
Ottimo post.
E’ difficile prendere posizione quando davanti ci si trova la classica famigliola che dice di non poter arrivare a fine mese.
La verità è che però fino a quel momento si è cercato di arraffare più possibile grazie agli Stati compiacenti che chiudevano tutte e due gli occhi.
Ora però si va ad invocare lo sconto gasolio.
Si potrebbe dire che è il mercato, baby, se non fosse che senza i sussidi alla pesca (o anche all’agricoltura) faremmo tutti la spesa più coscenziosamente e con più spirito critico.
maggio 28th, 2008 at 22:58
“…riceveranno sussidi dovranno raddoppiare il prezzo del pesce.”
ma speriamo, cosi’ io non lo comprero’ piu’ e
loro diminuendo la richiesta non pescheranno
piu’,cosi’ i pesci avranno una “boccata di ossigeno” per tornare a proliferare come un tempo.
che bello.
cosa faranno ’sti pescatori?forse potrebbero allevare il pesce in mare aperto.