Rifiuti

Il Governo assegna fondi Cip6 agli inceneritori per tutto il 2009

inceneritore

Finanziamenti Cip6 agli inceneritori, ancora e ancora. In teoria i fondi Cip6 sono destinati alle energie rinnovabili. In pratica, gli inceneritori dei rifiuti avranno tempo fino al 31 dicembre 2009 per accedervi.

Così prevede un emendamento al disegno di legge 1441-ter per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese. Lo ha presentato il ministro dell’Ambiente Prestigiacomo e ieri è stato approvato.

Lo stesso disegno di legge contiene la possibilità che il Governo imponga le centrali nucleari usando la forza pubblica. Ma torniamo ai Cip6.

Quelli del Cip6 sono soldi nostri, prelevati attraverso le bollette dell’elettricità. Una stortura tutta italiana vuole che essi vadano anche agli inceneritori, dato che essi, bruciando rifiuti, producono elettricità.

Ma bruciare la monnezza è un’operazione un po’ diversa che ricavare energia dal vento e dal sole, le autentiche fonti rinnovabili: non vi pare?

Però, lo disse anche Bertolaso, senza gli incentivi Cip6 gli inceneritori sono antieconomici. Il Governo che fa, percorre un’altra strada? Punta sulla raccolta differenziata e della riduzione dei rifiuti? Macchè.

Già alcuni mesi fa un inciucio Pd-Pdl aveva esteso i fondi Cip6 agli inceneritori della Campania. Un modo per uscire dall’emergenza rifiuti, si disse.

Ora è arrivato l’emendamento che prevede una proroga per concedere il Cip6 anche gli altri impianti costruiti, o in costruzione, delle zone a rischio emergenza rifiuti.

Pare che il provvedimento sia pensato soprattutto per gli inceneritori della Sicilia. Ma chissà quante emergenze potranno crearsi in futuro, visto che chi le gestirà accederà ai fondi Cip6…

Su Eco delle città il Governo assegna fonti Cip6 agli inceneritori per tutto il 2009

Leggi Tornano i Cip6 per gli inceneritori. Ma solo in caso di emergenza…

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ott  08
30
alle 07:50
da maria

Ultimo commento:

di almir il 01/1/70

Vi aspetto ad APRE a Firenze, dal 22 al 24 aprile !!! Per iscrizioni e partecipare come esposi...


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6 Commenti to “Il Governo assegna fondi Cip6 agli inceneritori per tutto il 2009”

  1. Mimmo dice:

    Ma l’Europa che fa, ci lascia fare queste porcate? Ci dovrebbero cacciare a calci nel culo! O mgari ci arriverà una mega multa più cara degli inceneritori stessi.

  2. Mimmo dice:

    …certo che se questo è il nostro ministero dell’ambiente…

  3. federico vannucci dice:

    Ma, scusate un po’: l’energia ricavata dagli inceneritori non sarebbe conveniente senza i contributi pubblici?

    Ma perchè, eolico e solare sarebbero forse convenienti, senza i contributi pubblici?!!

    Senza considerare che, bruciare per bruciare, non è forse più conveniente bruciare monnezza piuttosto che bruciare petrolio?!!

  4. Claudio Goli dice:

    Ma, scusa un po’: pensa a tutto il petrolio (importato, tra l’altro) utilizzato per produrli, i rifiuti!

    E’ incredibile come ci sia gente convinta che siano una FONTE di energia, dopo che per fabbricarli ne e’ stata usata diverse volte di piu’ di quella ottenuta dalla loro “termovalorizzazione”, sempre bruciando petrolio, si intende.
    Gli inceneritori sono solo la pezza appiccicata sopra il problema dello smaltimento dei rifiuti, pratica sulla quale la lobby dei politicanti-palazzinari intende lucrare costruendo tali strutture, a vantaggio naturalmente di loro stessi e dei relativi impresari collusi.
    Per questo tutto cio’ viene ampiamente foraggiato con soldi pubblici.

    Per quanto riguarda le energie alternative, siamo alle solite: le tecnologie per sfruttarle sono costose, quindi economicamente poco convenienti, perche’ completamente diverse da quelle che tutti stanno usando per ricavare energia dalla combustione di idrocarburi.

    In sostanza, se la metti sul piano della convenienza: non e’ meglio bruciare monnezza perche’ per produrla hai consumato chissa’ quanto petrolio in piu’ di quello che useresti per ricavare la stessa quantita’ di energia.

  5. Andrea Quaranta dice:

    A volte ritornano.
    In certi casi per fatalità; in altri, per più o meno strane (o volute?) coincidenze; in altri ancora, anche per necessità.
    Ma quando quel “a volte” si ripete un po’ troppo spesso (per non dire: sempre), allora il “ritorno” è dovuto ad un motivo solo: per convenienza, mascherata da ineluttabile necessità.
    Sto parlando del “famoso” CIP6: un giusto e importante incentivo, funzionale ad una specifica politica energetica (favorire le fonti di energia rinnovabili), trasformato, di fatto, in un’iniqua sovvenzione ai “soliti noti”.
    In sostanza, non si incentivano solo le fonti rinnovabili, ma anche quelle “assimilate” – per diktat (legislativo) politico – alle rinnovabili…
    Convenienza, dicevo.
    Per qualcuno.
    Ma presa in giro per tutti gli altri, ambiente e consumatori in prima linea…

    Ci(p) 6, ce la fai, sei connessa?, viene da chiedere alla nostra “classe” dirigente, anche se la risposta mi sembra scontata…

    http://naturagiuridica.blogspot.com/2008/12/cip-6-ce-la-fai-sei-connesso.html

  6. almir dice:

    Vi aspetto ad APRE a Firenze, dal 22 al 24 aprile !!!

    Per iscrizioni e partecipare come espositori inviare una mail a : info@popcafe.net

    Obama: «Sarà lotta con le lobby
    per far passare il mio piano economico»

    Lo sviluppo delle rinnovabili anche da noi da almeno 30 anni trova gravi resistenze che noi da 15 anni cerchiamo di superare con APRE dando visibilità all’industria sostenibile.

    Questo è un invito tutti coloro che fanno parte del settore delle enegie rinnovabili, del risparmio energetico e dell’abitare naturale per fare la loro parte nell’interesse delle loro aziende e del ben comune.

    APRE the fair of architecture for saving energy 10th edition
    presenta Il Manifesto: sviluppiamo il sostenibile per l’architettura e per l’energia

    Uno sviluppo sostenibile è attento alle capacità di carico di ogni ecosistema cioè alla capacità di mantenere se stesso in equilibrio nel tempo. I cambiamenti climatici hanno accelerato un processo già in atto e le novità legislative sono nella giusta direzione per trasformare il nostro paese in una nazione al passo con l’Europa.
    Il settore dell’edilizia è ancora poco attento al territorio e fa fatica a riconvertire il processo produttivo tradizionale in un edilizia eco-compatibile di “qualita”. Sono state emanate e sono in continua evoluzione una serie di normative nazionali, in ottemperanza a direttive europee, volte ad indirizzare l’edilizia e la gestione del territorio verso comportamenti virtuosi ed ecologicamente orientati. Si è più attenti al nord Italia e al centro rispetto al sud. Le differenze climatiche tra le tre macro regioni sono molto evidenti. Dopo 100 anni il petrolio, risorsa in esaurimento, siamo ormai obbligati alla ricerca di fonti energetiche alternative. Alcuni Enti pubblici italiani hanno redatto linee guida e regolamenti edilizi senza un coordinamento centrale per studiare le formule migliori applicabili su vasta scala. Un edilizia eco-compatibile, attenta al clima dei luoghi, rispettosa della storia e della tradizione di ogni territorio può essere sintetizzata in pochi punti essenziali.

    recuperare modi di costruire “sostenibili” utilizzando materiali naturali, biocompatibili, e autoctoni per la tutela del paesaggio e dell’ identità dei luoghi. Tale norma vale per ogni tipologia di edificio, sia esistente che di nuova edificazione, anche in zone vincolate.
    la tecnologia deve risultare di ausilio ad una corretta progettazione bioclimatica e molti nuovi interventi dovrebbero risultare come prodotto di concorsi seri, commissioni super-partes, composte di critici d’arte, sovrintendenti alle belle arti, architetti attenti all’estetica, all’armonia delle forme, e alla qualità ambientale dell’ intervento.

    Abbiamo dato il nostro contributo alla Commissione Ministeriale sul solare per la parte Edilizia con proposte di norme redatte assieme alla collega Patrizia Mazzoni, architetto di grande professionalità ed esperienza, da sempre attenta alla BioArchitettura. Nell’ultimo mese abbiamo, con alcune considerazioni nostre e dei colleghi, dato un contributo al salvataggio del ContoEnergia con la proroga della detrazione Irpef del 55%.

    Per sviluppare il sostenibile per l’architettura e per l’energia
    Incentivare l’uso del verde per i tetti e per riparare dal freddo invernale o dal caldo estivo (senza dimenticare soluzioni come gli stagni fotovoltaici per esempio dato il costo del silicio)
    per rispondere al caldo, al freddo, a livello tipologico, a livello morfologico, si deve poter applicare la tecnologia necessaria a costi di mercato
    Recuperare i materiali da costruzione come i mattoni di case coloniche e non solo possono abbassare i costi in situazioni particolari
    Nelle ristrutturazioni deve essere incentivata ogni novità capace di risparmiare energia, con relativa certificazione
    Occorre dare Agevolazioni per l’ autocostruzione sostenibile snellendo la burocrazia esistente
    Incremento della riconversione del debito estero dall’Italia per l’edificazione eco-compatibile di infrastrutture necessarie allo sviluppo economico del terzo mondo
    Considerare i costi sanitari dell’edilizia tradizionale interagendo con il Ministero della Sanità – Incrementare il verde nell’arredo urbano
    Un approccio sostenibile alla progettazione turistica per la sostituzione degli eco-mostri
    Corsi di Formazione per gli addetti e i tecnici delle pubbliche amministrazioni; occorre, inoltre, agevolare il processo partecipativo, tipo Agenda 21, e quindi di coinvolgimento della base anche nella strutturazione delle norme stesse
    Studi di fattibilità per l’urbanistica e la mobilità
    Fondi per la ricerca tecnologica del settore- Recuperare in tempi
    brevi il ritardo normativo e culturale italiano
    Stanziamento di risorse finanziarie
    I comuni devono rispettare le leggi dello Stato e i Sindaci devono essere perseguibili quando non attuano e non fanno rispettare le leggi nazionali.

    Per info : aprefiera@gmail.comhttp://www.ruotati.com/apre


    arch. Almir de Leo
    vicePresidente POP point of presence

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