Il Ghana contaminato dai nostri rifiuti elettronici

Il Ghana contaminato dalla e-monnezza proveniente dalle nostre parti. Non è una novità , almeno in senso generale.
I nostri rifiuti elettronici finiscono in siti di smantellamento e di riciclaggio illegale in Cina, India, Africa e così via.
Così come avviene per le emissioni gas serra, decentriamo inquinamento e malefatte varie. Una sorta di deresponsabilizzazione globale che forse fa vivere sonno tranquilli a qualcuno, ma è un po’ come buttare l’immondizia sotto il letto, alla fine se ne avvertono i miasmi.
La contaminazioane del Ghana è una di queste risultanze. Lo ha accertato uno studio di Greenpeace condotto presso il mercato di Agboblogshie, nella capitale Accra, e nella città di Korforidua.
Nei campioni prelevati risultano quantità di piombo anche 100 volte superiori rispetto alla norma, ma anche flatati e diossine clorurate.
La nostra e-monnezza arriva in questi luoghi dove la necessità e l’indigenza spingono giovani lavoratori a ricicli grossolani quanto pericolosi.
Lo scopo è ricavare rame e alluminio dalle parti metalliche di monitor, TV e computer da rivendere nel mercato locale per la misera cifra di 2 dollari ogni 5 chili.
Container pieni della nostra tecnologia di scarto che finisce in questi paesi come “beni di seconda mano”, ma che finisce solo per avvelenare i Paesi più poveri del mondo.
Leggi Ghana contamination il rapporto di Greenpeace in inglese
La sintesi del rapporto in italiano
Foto e via Greenpeace
da emiliano
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di concreto il 01/1/70
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agosto 6th, 2008 at 12:11
questa è la nuova era, quello che noi tutti ci stiamo creando, ma la cosa più triste è quello che stiamo lasciando in eredità ai nostri figli…. bisognerebbe fermarsi e chiederci se ne vale la pena….