Rifiuti

Emergenza rifiuti a Napoli, la raccolta differenziata è solo al 13%

emergenza rifiuti napoli

Non mi capacito. L’immondizia è tornata alla grande nelle strade di Napoli. Mancano i siti di smaltimento, d’accordo, ma la raccolta differenziata fa pena. A marzo era al 13%, appena il 2% in più rispetto ad un anno e mezzo fa.

L’emergenza non ha mosso le acque, insomma, e non ha neanche minimamente ispirato una politica di riduzione dei rifiuti, che pure la gente è pronta a recepire.

Così le uniche boccate d’ossigeno vengono dai treni che portano a caro prezzo i rifiuti in Germania, dove vengono bruciati in termovalorizzatori (alias inceneritori) che sono stati costruiti dalla Fisia Babcock, società controllata da Impregilo. La stessa che, insieme a Bassolino, è sotto processo per l’emergenza rifiuti.

A proposito: il processo è rinviato al 2 luglio. E’ sempre più vicina la prescrizione dell’unico reato ambientale, lo stoccaggio illegale di ecoballe.

Se ridurre i rifiuti è troppo complicato (ma mica tanto, mi pare) si potrebbe cominciare a differenziare. E infatti il decreto con la nomina di De Gennaro a commissario per l’emergenza rifiuti obbligava i Comuni a farlo. La differenziata napoletana però, dicevo, fa pena. Giustifico le mie parole.

L’Asia, la Spa che a Napoli gestisce la nettezza urbana, ha pubblicato i dati di marzo. La differenziata è al 13%, Appena. Anche se hanno l’immondizia alla gola. La media nazionale della differenziata (dati 2005, trend in crescita) è al 24%; al Nord al 40%.

I buoni risultati, dove si ottengono, sono garantiti dal metodo porta-a-porta, che praticamente obbliga a differenziare. Posso personalmente testimoniare che col porta-a-porta nelle piccole città la differenziata arriva al 70%.

A Napoli no. A Napoli mettono i cassoni in mezzo alla strada. E non solo. Spesso sono vicini ai contenitori dell’immondizia comune: e quando questi ultimi traboccano, vengono sommersi. Alla faccia di chi si sforza di differenziare.

Eppure in Cina hanno inventato la macchinetta per riciclare i rifiuti. Inghiotte i vuoti e ti dà anche un soldino. Non costa neanche tanto, mi pare.

Ma soprattutto bisognerebbe produrre meno rifiuti, ad esempio vendendo prodotti alla spina. In Campania di questi punti vendita non ce n’è neanche uno. Speravo che in questi mesi aprissero. Invece niente: se qualcuno può smentirmi ne sarò felice.

La gente, dicevo, è pronta a recepire una politica di riduzione dei rifiuti. C’è addirittura una petizione che chiede detersivi alla spina in Campania. Per favore, non lasciamola cadere.

Su Napoli Blogolandia in Germania i rifiuti di Napoli bruciano in termovalorizzatori costruiti da una società interamente controllata da Impregilo

Rinviato il processo per i rifiuti in Campania, il comunicato stampa del Wwf

I risultati della raccolta differenziata a Napoli nel marzo 2008

La mappa dei prodotti alla spina in Italia

Foto Flickr

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mag  08
15
alle 11:54
da maria

Ultimo commento:

di Lorenzo il 01/1/70

Penso che l'inquinamenti sia una cosa ingiusta e Napoli dovrebbe migliorare le proprie condizioni...


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2 Commenti to “Emergenza rifiuti a Napoli, la raccolta differenziata è solo al 13%”

  1. roberto dice:

    Non per dare un’opinione generalista e semplicistica ma se c’è da tirare sassate ai carabinieri o bruciare campi nomadi a napoli non si tirano mai indietro. Ma in pochi alzano un dito per la spazzatura. Nemmeno se costretti dalle malattie e dai topi che questa porta.
    La macchinetta cinese che ti da il soldino se ricicli, lì verrebbe saccheggiata, e le monetine rubate. C’è speranza? boh. In tutta l’italia la furbizia ha la meglio sull’intelligenza e figuriamoci a napoli, non vorrei mettermi nei panni di un napoletano con buone intenzioni. Però qualcuno deve darsela una svegliata.

  2. Lorenzo dice:

    Penso che l’inquinamenti sia una cosa ingiusta e Napoli dovrebbe migliorare le proprie condizioni di vita

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