Rifiuti

E se diventasse obbligatorio il vuoto a rendere?

bottiglie di vetro

Il vuoto a rendere pressochè obbligatorio non è poi così male, anche se il mio preferito è il sistema “alla spina”: compri il flacone una volta sola e, quando è vuoto, lo riporti al negozio per riempirlo.

L’idea di (ri)lanciare il vuoto a rendere viene dal ministro inglese dei Rifiuti in risposta ad una campagna anti immondizia lanciata per proteggere la bellezza della campagna inglese. Ecco di cosa si tratta.

Il vuoto a rendere era normale da noi fino ad una trentina di anni fa per il latte, ad esempio: paghi anche la bottiglia di vetro, e ti restituiscono i soldi quando la riporti vuota in negozio.

Le bottiglie vengono igienizzate e poi di nuovo riempite, senza passare per il riciclo del vetro e la fabbricazione di nuovi contenitori.

In Inghilterra pensano di applicare il sistema anche alle lattine per bibite e alle bottiglie di plastica. In effetti, come la vendita “alla spina” anche il vuoto a rendere riduce gli imballaggi inutili che passano dagli scaffali del supermercato alla discarica.

Non male, dicevo il vuoto a rendere: non tutto può essere facilmente venduto “alla spina”, e i due sistemi potrebbero essere complementari. Io sarei anche disposta a riportare al negozio tutti i barattoli e le bottiglie del caso. Voi?

Sul Telegraph l’idea di rendere obbligatorio il vuoto a rendere per bottiglie e lattine

Foto Flickr

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apr  08
18
alle 08:54
da maria

Ultimo commento:

di &raquo Presentata la proposta di legge che prevede incentivi per il vuoto a rendere - Gregambiente il 01/1/70

[...] speriamo, il vuoto a rendere. Ieri alla Camera è stata presentata la proposta di legge che...


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16 Commenti to “E se diventasse obbligatorio il vuoto a rendere?”

  1. Lanfa dice:

    5643

  2. Lanfa dice:

    Ma non esiste già in Germania una cosa del genere? se non sbaglio vale per le bottiglie di vetro e plastica.

  3. Antonio dice:

    Io sono favorevole, così come sono un fautore dei prodotti “alla spina”. In Svezia, dove ho vissuto per qualche tempo, le lattine e le bottiglie possono essere riportate al supermercato, dove ovviamente viene restituito il prezzo del vuoto. Io sarei dell’idea di bandire le bttiglie in plastica, che comunque possono esere dannose alla salute e comunque facilmente danneggiabili.

  4. Anonimo dice:

    già in Svezia, come in Norvegia e in Danimarca
    ottimo sistema
    incentiva la raccolta differenziata e spesso spinge gli extracomunitari a raccogliere i vuoti di chi non ha voglia di differenziare
    mi ricordo sui canali di Copehnagen una cosa del genere
    i ragazzi si ubriacavano mentre giravano volenterosi extracomunitari che riempivano le buste di bottiglie e facevano poi i loro bei soldi

  5. nusit dice:

    è vero, nei paesi del nord il vuoto a rendere è sulle lattine, sulle bottiglie di plastica, se non sbalgio anche le vaschette di plastica dei cibi (anche qui qualche supermercato le ritira, ma senza pagarne il “pegno”).
    quando ero piccola me lo ricordo che si andava al super a rendere le bottiglie di vetro e ti facevano lo scontrino…

  6. Stever dice:

    quando ero piccolo per rimediare i soldi del gelato andavo in spiaggia a cercare le bottiglie di vetro di coca cola e aranciata abbandonate per renderle al bar.

  7. Antonio dice:

    si, una volta si riportavano le bottiglie e ti restituivano i soldi del vuoto, poi misteriosamente questa pratica è scomparsa…chissà perchè…
    basta andare in paesi dove esiste una forte povertà per trovare gente che sopravvive raccogliendo tutto il materiale riciclabile, dalle bottiglie al cartone. Con la nostra associazione sosteniamo l’operato di alcuni ex “cartoneros” argentini che sono passati dalla semplice raccolta delle materie prime al riciclaggio delle stesse, con non poche difficoltà perchè avversati, anche in maniera violenta, dalle società locali (Buenos Aires) di raccolta rifiuti (e che non si preoccupano minimamente del riciclaggio).

  8. Diego dice:

    E se divenisse obbligatorio il vuoto a rendere?
    Sarebbe un mondo leggermente migliore ^_^

  9. roberto dice:

    Chi non sarebbe favorevole? nessuno…
    visto che si parla anche di vaschette di plastica dei cibi, so che lo fa l’esselunga. ma non mi sembrava fosse specificato se le lavano o le riciclano. qualcuno ne sa di più?

  10. Anonimo dice:

    Credi che proprio tutti sarebbero favorevoli, Roberto? Se così fosse, la vecchia abitudine del vuoto a rendere non sarebbe andata praticamente perduta. Non ti pare?

  11. roberto dice:

    Prima c’era qualcuno non favorevole? L’organizzazione c’era, si faceva e basta. E se l’adulto non voleva la “responsabilità” c’era subito il bambino che per divertimento andava a raccoglierne il più possibile, di bottiglie. Si vede che adesso gli usi e consuetudini non bastano, la vita frenetica fa eliminare lo spreco di tempo (quando al supermercato ci si tornerebbe comunque, dov’è il problema?), il consumismo ha fatto il resto (ti guardano storto se provi a riportare una bottiglia al supermercato, i rifiuti sono i sottoprodotti del progresso (?)), bisogna imporle le cose alla gente. Poco male, così come si dovrebbe imporre la raccolta differenziata spinta, lo stesso si può fare con il vuoto. Coca cola e altre bibite colorate, birra, acqua in bottiglia, latte. Tutto in vetro per legge. Il problema è legislativo no? O delle singole aziende? Magari agevolazioni fiscali ai supermercati che hanno macchinette per il latte alla spina.

  12. Anonimo dice:

    Roberto, temo che il problema non sia solo legislativo. Il vuoto a perdere aumenta il Pil, non trovi? Mi riferivo a questo quando, qui sopra, ho scritto che probabilmente non tutti sarebbero favorevoli al vuoto a rendere obbligatorio.

  13. Lanfa dice:

    io sono favorevole, ma penso che le maggiori resistenze si trovino nei venditori e nel problema del ritiro dei vuoti… già non si rispettano le norme basilari,pensate davvero che con una legge si risolva il problema? a Roma per esempio molti negozi nn riciclano gli imballaggi tipo scatoloni,nonostante ci sia una legge che imponga il riciclo. il problema è soprattutto culturale! cmq si può sempre provare…

  14. Stever dice:

    …si, in effetti non so quante fabbriche sarebbero contente del vuoto a rendere. Sarebbero scontenti quelli che oggi recliclano il vetro dei cassonetti blu e quelli che ri-creano le bottiglie ex novo per venderle alle ditte imbottigliatrici. E anche le stesse ditte non sarebbero contente perchè dovrebbero riorganizzare gli impianti. Ricordo 35 anni fa quando andavo a trovare mio zio che lavorava in una ditta di acque minerali romane, mio zio mi faceva vedere gli enormi impianti che lavavano e sterilizzavano (e toglievano le vecchie etichette) alle bottiglie “del vuoto a rendere”, per non parlare che ogni tanto ci andava in mezzo qualcuna di diversa forma (da scartare). Mi raccontava che quando le bottiglie reciclate erano state usate da qualcuno per mettere dentro qualche derivato del petrolio (ad esempio benzina) l’impianto entrava in allarme, la catena di pulizia si fermava e si perdeva un sacco di tempo…
    Però oggi il vuoto a rendere potrebbe avere modalità diverse e meno problematiche (anche se forse meno eco): anzichè tornare alle fabbriche intere almeno potrebbero tornare ai recliclatori generici di vetro ! sarebbe assicurata la raccolta differenziata del vetro!

  15. pier dice:

    In casa propria ciascuno trova l’equilibrio economico e non getta lenzuola e stoviglie … finchè costano. L’abbattimento dei prezzi spesso non porta ad un vero risparmio ma allo spreco dei beni, come avviene con le stoviglie di plastica. Diversamente dalle stoviglie, i vuoti a rendere coinvolgono nel loro percorso diversi soggetti, ed uscendo dalla propria casa è compito di politica ed imprese inventare la convenienza, come già avviene in molti altri campi. Tutto costa anche l’ambiente, la sicurezza, il tempo …
    Es. Il costo di un parcheggio in città, limita e regola i flussi di traffico, dei fumi, crea reddito per i parcheggiatori, crea nuovi parcheggi. Chi non ci sta crea reddito ai trasporti pubblici, ai venditori di motorini e bici, chi si ribella crea reddito a nuovi vigili e ai comuni. Dall’altra parte aumenta la possibilità di parcheggiare la propria auto sotto casa propria e di poter aprire le finestre il mattino.

    I tempi sono davvero cambiati anche per la raccolta dei vuoti. Oggi la selezione dei prodotti è fatta da telecamere intelligenti con rapidità e precisione impossibile per un uomo e inimmaginabile dai sistemi di 30 anni fa. I robot montano le auto avvitando bulloni visti e misurati su tutti i lati da telecamere. Le mele sono selezionate per dimensione colore, macchie, forma omogenea. Una bottiglia anomala per forma, colore scheggiature, liquidi è separabile da apparecchi diffusissimi nell’industria.
    E non c’è molto da inventare. Ho visto a Berlino un supermercato, tipicamente tedesco, in cui la cauzione veniva letta dalla cassa, contestualmente al prezzo del prodotto, nel codice a barre. L’incasso della cauzione non richiedeva perdite di tempo o attenzioni. Il supermercato mantiene una disponibilità di denaro fino alla restituzione del vuoto. Per il supermercato è una specie di prestito costante, senza interessi, rotativo, contro le migliaia di vuoti in circolazione per 1 giorno, settimana, mese… Questo aspetto potrebbe paradossalmente spingere all’aumento di prodotti con vuoto a rendere, che rappresentano una forma di autofinanziamento. I vuoti venivano restituiti infilandoli nel tubo di una macchina (come un distributore di lattine al contrario) che leggeva il codice a barre e restituiva le corrispondenti monete di cauzione. Suppongo che i vuoti finissero in sacchi diversi per tipologia. Nessun intervento manuale per il supermercato.
    Anche un vuoto dimenticato per strada torna sempre al suo posto … con relativo premio per chi lo raccoglie. Come per i carrelli del supermercato che con la cauzione di 1 euro trovano sempre mani interessate o più povere che li ripongono in ordine.
    Le etichette possono cambiare aspetto non più incollate da mastici assurdi ma marchiate sul contenitore + i dati variabili sui tappi. Già lo fanno le birre messicane.
    I camion delle fabbriche che consegnano le bottiglie, fanno sempre ritorno … vuoti. E se le bottiglie non fanno ritorno con quei camion lo faranno con altri destinati alla raccolta dei rifiuti differenziati o no.
    Alcuni marchi hanno mantenuto il vuoto a rendere ed evidentemente la convenienza economica.
    Gli altri vanno incentivati con un meccanismo che crei vantaggi a tutti i soggetti, per alcuni economici e l’ambiente per tutti.

  16. &raquo Presentata la proposta di legge che prevede incentivi per il vuoto a rendere - Gregambiente dice:

    [...] speriamo, il vuoto a rendere. Ieri alla Camera è stata presentata la proposta di legge che prevede incentivi [...]

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