Altra minaccia per il clima. L’Artico si scioglie e rilascia tonnellate di metano

L’effetto serra alimenta se stesso. Il metano dal fondo dell’oceano Artico gorgoglia verso la superficie. Gli scienziati hanno visto la risalita delle bolle, e hanno rilevato concentrazioni molto elevate di metano nell’atmosfera.
Il metano è un gas serra molto potente. Ha una capacità di trattenere il calore nell’atmosfera 23 volte maggiore dell’anidride carbonica.
Deriva dalla decomposizione di antichissimi resti organici, ed era intrappolato dal ghiaccio. Ma le temperature si alzano, il ghiaccio si scioglie. E il metano che si libera nell’atmosfera contribuisce a farne sciogliere dell’altro.
Del metano finora intrappolato sotto i fondali dell’Artico che si fa strada verso la superficie parla l’Independent, riferendo in esclusiva i risultati preliminari cui è giunto uno scienziato svedese, Orjan Gustafsson dell’Università di Stoccolma.
Egli è ora imbarcato su una nave da ricerca russa, la Jacob Smirnitskyi, che sta navigando lungo la costa settentrionale siberiana.
Si calcola che sotto l’Artico sia immagazzinata una quantità di metano superiore al carbonio incorporato nelle riserve globali di carbone. Per questo l’Independent definisce “una bomba ad orologeria” la faccenda del metano artico che si libera nell’atmosfera, e dà un grande risalto alla questione.
Il metano, si ritiene, è stato finora trattenuto dagli strati sottomarini di permafrost: in sostanza, sottosuolo gelato. Il permafrost ora si sarebbe “bucato”: e dai fori esce il metano che si libera verso la superficie.
Orjan Gustafsson ha riferito all’Independent che in alcune zone al largo della Siberia si è scoperta una concentrazione di metano nell’atmosfera anche 100 volte superiore a quella normale.
Più in generale, su decine di migliaia di chilometri quadrati di superficie si riscontrano elevate concentrazioni di metano nell’atmosfera, legate, si suppone, al rilascio di milioni di tonnellate di metano.
In ultimo, gli scienziati hanno addirittura documentato, in determinati punti, la risalita dal fondo del mare verso la superficie di bolle di metano, un po’ come se fossero delle ciminiere. Segno, dicono, del rilascio di una quantità di metano così elevata che non fa neanche in tempo a sciogliersi in mare.
Sull’Independent altra minaccia per il clima. L’Artico si scioglie e rilascia milioni di tonnellate di metano
Leggi Il 2008 non detiene il record negativo di estensione dei ghiacci al Polo Nord
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da maria
Ultimo commento:
di Azzurra il 01/1/70
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settembre 24th, 2008 at 14:54
Quindi e’ confermato ?!
Avevo letto un bellissimo libro (si fa per dire), “Fine corsa” di Jeremy Leggett che parlava di fine petrolio e cambiamenti climatici.
Parlando di cambiamenti climatici parlava dei, come li chiamava lui, “Giganti dormienti” enormi effetti devastanti che potrebbero attivarsi in caso di innalzamento della temperatura, tra questi c’era la liberazione del metano dai gacci artici, non ricordo bene i dati, ricordo solo che erano inquietanti.
settembre 25th, 2008 at 11:43
In effetti, per quel che ne so, la quantità di metano che potrebbe liberarsi in atmosfera a seguito dello scioglimento dei ghiacci del comparto artico è tale da far impallidire quello proveniente da decine di migliaia di anni di allevamento bovino mondiale…
settembre 26th, 2008 at 09:20
immagino l’acqua che casca da qui, ammesso e non concesso che la terra è tonda è quello l’effetto che fa
una spremuta di ghiaccio dal nord al sud contro la siccitÃ