Al Gore, il premio Nobel è uno sgambetto
Mi fa scaturire pensieri opposti la notizia che il Nobel per la pace è andato ad Al Gore, l’ex vicepresidente Usa che si è dato al cinema con il film sul global warming “Una scomoda verità”, e all’Ipcc, il gruppo di scienziati che fa capo all’Onu e che studia i cambiamenti climatici. Primo pensiero: menomale, non c’è pace senza giustizia – l’idea non è mia, peraltro – e la giustizia climatica è un concetto un po’ troppo trascurato. Secondo pensiero: il premio Nobel taglia definitivamente fuori, credo, Gore dalla corsa 2008 alla Casa Bianca. Chi ha vinto un Nobel per la Pace diventa una sorta di disincarnato portatore di indiscutibili ideali: viene collocato in un empireo dal quale è ben difficile scendere per tuffarsi nell’agone politica in cui, per definizione, tutto o quasi è opinabile e negoziabile. Non condivido più di tanto le posizioni di Gore, e anzi lo giudico un “ambientalista debole” esattamente come il governatore della California Shwartzenegger. Però l’avrei trovato preferibile, come Imperatore d’Occidente, alla madama Clinton. Promoveatur ut amoveatur, si suol dire: venga promosso affinchè venga rimosso. La commissione che assegna i Nobel, secondo me, ha fatto un gran favore a Hillary… Foto Flickr.
da maria
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di Redazione Step1 il 01/1/70
Antonio Martino 'Con Pancevo ra...
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ottobre 12th, 2007 at 16:52
Nobel per la Pace ad Al Gore… triste leggere la notizia.
Una sorta di VIP che da qualche anno va in giro a riportare informazioni sui cambiamenti climatici come un qualunque altro attivista, Blogeko, per fare un esempio, ne avrebbe avuto piu’ diritto.
ottobre 13th, 2007 at 09:06
Pensierino del sabato mattina: qualsiasi ambientalista che non ponga in primo piano la questione demografica globale (intesa come somma delle singole realtà locali da trattarsi in modo indipendente) è un ambientalista debole. La questione demografica è la questione ambientale. Se non si considera quell’aspetto, tutto il resto è fuffa.
ottobre 13th, 2007 at 11:49
Aldo: un oratore (non credo si possa definire propriamente un ambientalista Al Gore) che parla alle masse, al mondo, se vuole essere ascoltato e non mandato a quel paese non può tirare fuori dal cappello la questione demografica.
non deve parlare a gente che sul sovrappopolamento sa tutto a menadito..quelli sono già convinti di loro.
E’ talmente radicato pure il diritto allo spreco (lampadine a incandescenza, condizionatori nei supermercati con le porte aperte, auto da 4000cc per fare 500 m e centinaia di altre piccole e grandi cose) che è già tanto se si riescisse a convincere la gente a tenere a bada i consumi. Se poi oltre a questo tiri fuori (anche senza metterla in primo piano) la questione demografica ti rideranno tutti in faccia. E come potrebbero fare diversamente le masse, rincoglionite fin dalla nascita da genitori a loro volta abbindolati? sentendosi poi avvalorate le loro tesi da economisti conservatori avvezzi alla loro crescita infinita.. si rischia solo che chiunque parli poi di riduzione degli sprechi venga preso per lo scemo del villaggio.
la soluzione? non è di certo di nostra competenza, il petrolio ha dato e il petrolio presto toglierà. a questo punto mi domando se conviene ridurre i consumi, perchè non farebbe altro che aumentare (o meglio far calare molto lentamente) le riserve di petrolio..
ottobre 13th, 2007 at 13:56
Luca, le tue sono sicuramente considerazioni disincantate e concrete. Ritengo però che non inficino le mie altrettanto concrete e disincantate valutazioni.
ottobre 13th, 2007 at 16:17
allora siamo d’accordo. è maria che deve smettere di chiamare ambientalista debole chi ambientalista non è. stop.
ottobre 13th, 2007 at 16:57
Mi è difficile non chiamare Al Gore “ambientalista debole”. Non so se avete seguito seguito i link, Luca e Aldo: lui ha dissicuro il merito di porsi – e porre – il problema dell’emergenza climatica. Cosa che, con i tempi che corrono, non è da tutti, soprattutto negli Stati Uniti. Poi non va assolutamente alla radice dei problemi, e a furia di biocarburante e bistecche (è figlio di un allevatore di bestiame, se non ricordo male) non potrà certo risolverli. Anzi, con ogni probabilità la sua ricetta li aggraverebbe. Però non riesco a dire dei politici, nel suo caso e in altri, “questo e quello per me pari sono”, anche se su questo non escludo di sbagliarmi. E ogni tanto infatti dubito di sbagliare. Magari ci tornerò su.
ottobre 16th, 2007 at 15:29
sono d’accordo sull’idea che l’attribuzione del nobel ad al gore in qualche modo segni la sua esclusione alla corsa per la prossima presidenziale, ma, anche se riconosco una certa leggerezza nel suo modo di affrontare il problema ambientale, ne riconosco l’enorme importanza di divulgazione di massa in un paese, gli stati uniti, dove regna una grande ignoranza e dove più che altrove, l’informazione si fa tramite la televisione e il cinema: centomila volte meglio “una scomoda verità” che i film di mel gibson!!!
e se con il suo documentario ha potuto avvicinare anche solo un centinaio di persone alle problematiche ambientali, instillando agli americani il desiderio di approfondire la ricerca in questo ambito, il suo premio è del tutto meritato!!!
ottobre 19th, 2007 at 17:42
“Al Gore (neo premio nobel per la pace) fece bombardare le fabbriche chimiche di Pancevo”. Quese le parole di Antonio Martino, regista indipendente italiano, dopo la proiezione al festival di Cinemambiente del suo documentario sulla ecatombe ecologica/umanitaria della località industriale di Pancevo non lontano da Belgrado. Antonio Martino ha ricordato che Al Gore, che ha appena ricevuto il premio nobel per la pace per il suo impegno per l’ambiente, è responsabile di aver dato l’ordine di distruggere la raffineria di Pancevo dando origine ad una delle peggiori tragedie ecologico/sanitarie del secolo scorso.
La storia che Antonio Martino ci ha presentato nel suo documentario è allucinante: Pancevo, cittadina industriale a pochi chilometri da Belgrado, ha sempre sofferto gravi problemi di inquinamento, sin dal giorno in cui (50 anni fa) si decise di costruire una gigantesca raffineria di petrolio e altri stabilimenti chimici, nei territori (troppo) limitrofi al centro abitato. La vera tragedia è arrivata alle porte del nuovo secolo, quando in piena guerra dei Balcani, la Nato, nella persona di (Al Gore) diede ordine di bombardare in modo fin troppo meticoloso ogni cisterna dei vari impianti. Una nube tossica 16000 volte il limite considerato critico dagli standard europei si è levata sulla città di Pancevo e tonnellate di rifiuti altrettanto tossici si sono riversati nei fiumi e nei campi limitrofi: una ecatombe. Fortunatamente la popolazione fu evacuata nei giorni della tragedia (perché il bombardamento è durato molto tempo), ma l’ecosistema della città ne è rimasto contaminato. Finita la guerra, gli impianti semidistrutti sono stati “rattoppati” e rimessi in funzione un po’ “alla meno peggio”. Da allora questi impianti hanno riversato nell’aria alte quantità di sostanze tossiche con picchi (molto frequenti durante la settimana) superiori a 160 volte il limite considerato letale dagli standard internazionali.
Pancevo ha il triste e “letale” primato di città più inquinata d’Europa, con mortalità altissima tra i giovani e meno giovani per cancro ai polmoni, ospedali pieni di bambini con problemi “gravi” alle vie respiratore (asma, bronchite,…) e buona parte della popolazione con l’apparato respiratorio compromesso. Oggi, malgrado le innumerevoli proteste, con inesorabile consuetudine si sente suonare in paese la sirena di “alto rischio di contaminazione” (la famosa soglia superata 160 volte), del dispositivo di monitoraggio regalato alla città di Pancevo da una cordata di comuni italiani.
Lo stato Serbo, insensibile alle proteste, ovviamente non si sogna minimamente di intervenire per bloccare il lavoro della raffineria, mentre alle nazioni unite pare si siano dimenticati dell’esistenza di questa città lasciandola in balia del proprio destino e dei fumi tossici.
Contatti del regista:
Martinoantonio77@libero.it
vitaminik@hotmail.com
+39 3497149342
settembre 21st, 2008 at 23:04
A proposito di Pancevo, forse potrà interessarvi questo video:
Antonio Martino ‘Con Pancevo racconto
la mia verità sui Balcani’
http://www.step1.it/index.php?sez=articolo&id=4529