Rifiuti

Non sai che la plastica è petrolio?!

bottiglie PET

Questa ricerca condotta da InsightExpress for Telles, mi ha fatto aprire gli occhi. Mi sono detto: ma forse la gente non sa veramente che la plastica viene dal petrolio? Sembra infatti, che il 72% degli americani non ne sia a conoscenza e addirittura il 40% è convinto che, alla lunga, sia biodegradabile.

Inoltre, in media, gli intervistati hanno risposto che, secondo loro, almeno il 38% della plastica viene riciclata – la percentuale reale, secondo l’Epa, l’agenzia ambientale americana, si aggira intorno al 6%. Infine, il 50%, una volta saputo che la plastica non è biodegradabile, si è detto disposto a pagare il 5-10% in più per avere prodotti naturali e in bioplastica.

Se da una parte, questa ricerca mi dà una spinta ulteriore a continuare nel mio lavoro, dall’altra mi sconvolge pensare che stiamo distruggendo il pianeta in cui viviamo per ottimismo e scarsa consapevolezza. Via Good Human. Foto Flickr.

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mag  07
28
alle 07:24
da emiliano

Ultimo commento:

di nyky il 01/1/70

Maria, hai perfettamente ragione. C'è solo un piccolo dettaglio: In quel periodo, gli americani ...


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8 Commenti to “Non sai che la plastica è petrolio?!”

  1. Fabio !!! dice:

    Certo che non è molto incoraggiante pensare che una percentuale così elevata della popolazione non sappia nemmeno che la plastica sia un derivato dal petrolio e non sia biodegradabile.

    Una curiosità: ma oltre agli studi sull’impatto che avrà la carenza di petrolio nei prossimi anni a causa della carenza di energia, qualcuno ha mai svolto uno studio sulle ripercussioni che si avranno sugli oggetti di plastica? Se ci giriamo attorno molti oggetti di uso quotidiano sono composti almeno in parte da derivati del petrolio. Esistono già dei possibili materiali sostitutivi o dovremo aspettarci un blocco derivato oltre che dalla mancanza di energia anche dalla carenza di materie prime?
    Ciao.

  2. Nyky dice:

    Per fortuna quello Americano non è affatto un campione significativo.
    Vi basti sapere che:
    - Le università americane accolgono a braccia aperte gli studenti stranieri perchè, per stessa dichiarazione dei professori universitari USA, i loro studenti sono troppo poco preparati.

    - La maggior pate degli americani, ad un anno dallo scoppio della guerra in Afganistan, ignorava dove fosse il paese in questione (alcuni indicarono sul mappamondo, ad un giornalista di “Report”, addirittura l’Italia)

  3. Anonimo dice:

    Ciao Nyky, mi spiace contraddirti: credi che in una scuola superiore italiana (superiore, non elementare!) i ragazzi abbiano un’idea più chiara a proposito dell’ubicazione dell’Afganistan? Se non hanno imparato a casa l’importanza di sapere e di conoscere per potersi fare un’idea autonoma sulle cose che li circondano, la scuola, te lo assicuro, non si cura di insegnarglielo. Perchè? La mia risposta personale è: perchè ai potenti fanno comodo gli ignoranti. E quindi è perfettamente logico, purtroppo, che siano ignoranti i popoli della superpotenza planetaria e di tutta la sua corte.

  4. Anonimo dice:

    Post scriptum: Niky, le università italiane stanno organizzando lettorati di italiano a beneficio degli studenti italiani che non sanno leggere e scrivere correttamente nella loro lingua.

  5. Federico dice:

    Gli studenti? ed i politici allora?
    Cercate su youtube

    “Le iene 2006 – Politici ignoranti in Parlamento”

    http://www.youtube.com/watch?v=IPSyz5KVSiU

  6. Anonimo dice:

    Sì sì, quelli che scambiano il Darfur con il fast food conteranno anche qualcosa. Ma sei sicuro che siano loro a decidere?

  7. Mark dice:

    Tornando alla plastica, esistono alternative anche biodegrabili dal mais e altri vegetali, ovviamente ancora non ne esistono altrettanti tipi che quelle agli idrocarburi cmq… io ricordo sempre che la FORD T aveva la carrozzeria in canapa.

    tanpo per: http: http://www.novamont.com

  8. nyky dice:

    Maria, hai perfettamente ragione. C’è solo un piccolo dettaglio: In quel periodo, gli americani avevano appena scatenato una guerra in Afganistan. Ne erano artefici, non spettatori o compartecipi come lo siamo stati noi con le nostre truppe.

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