Manipolare il clima, lo fanno sul serio

Modificare artificialmente il clima del pianeta. Parlavo di un’eventualità analoga proprio stamattina, ma ho scoperto che questi hanno comincato sul serio, e vorrei tanto sapere se il diritto internazionale consente loro di combinare affari giocando al “Piccolo chimico” con gli oceani. La nave Weather Bird II della società Plankton sta navigando verso destinazione ignota per scaricare in mare un centinaio di tonnellate di ematite. Plankton sostiene che l’ematite causerà una “fioritura” di fitoplancton, il quale contribuirà ad assorbire l’anidride carbonica, il gas dell’effetto serra che abbiamo pompato nell’atmosfera. Alcuni scienziati pensano che l’esperimento possa avere l’effetto esattamente opposto, ma ci arriverò poi. Il bello – o il brutto, fate voi – è che la Plankton finanzia la spedizione con i soldi che società e imprese le versano per compensare gli effetti delle loro attività sul riscaldamento globale.
La rotta della Weather Bird II e la destinazione precisa della sua ematite è tenuta segreta: già in estate Plankton aveva provato ad avviare alle Galapagos questo esperimento di portata planetaria, e non credo proprio di aver usato un vocabolo esagerato. L’associazione ambientalista Sea Shepherd – la stessa che l’anno scorso ha innaffiato di puzzolente acido butirrico le navi baleniere giapponesi – aveva dal canto suo annunciato che si sarebbe opposta con tutti i mezzi. Poi la Plankton ha deciso di rimandare. Ora però la Weather Bird II è salpata, e da domenica si trova in acque internazionali.

Secondo Plankton, l’atmosfera è sempre più affollata di anidride carbonica anche perchè i venti portano agli oceani sempre meno sabbia ferrosa, dalla quale dipende lo sviluppo del fitoplancton, ossia delle alghe unicellulari che, esattamente come gli alberi, assorbono anidride carbonica dall’atmosfera. Donde l’idea della ciclopica iniezione di ferro nei mari. Però, dicevo, non tutti gli studiosi sono convinti della bontà della cura. Può darsi che l’anidride carbonica assorbita dal fitoplancton finisca per tornare semplicemente e rapidamente nell’atmosfera; o può darsi che vita e morte del fitoplancton inneschino delle reazioni che portano al rilascio nell’atmosfera di protossido di azoto, un gas serra molto più potente dell’anidride carbonica. E poi, quali effetti causerà la fioritura di fitoplancton sulla catena alimentare degli oceani? Nessuno lo sa, ammoniva già tempo fa l’Organizzazione marittima internazionale. E comunque, il gioco del “Piccolo chimico” è iniziato. Dicevo prima che sarei curiosa di sapere cosa ha da dire in proposito il diritto internazionale, ma un paio di cose vorrei dirle anch’io. Primo: per giocare al “Piccolo chimico”, bisognerebbe innanzitutto chiedere il permesso ai padroni di casa, ossia ai sei miliardi di uomini e a tutti gli altri esseri viventi che popolano il pianeta Terra: e non mi risulta che la Planktos l’abbia fatto. Secondo: usano gli oceani come se fossero una provetta. Ma se l’esperimento va male, non hanno – non abbiamo – una provetta di riserva.
da maria
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