Rifkin e l’idrogeno che non c’è

Approfitto per tornare sull’argomento idrogeno dopo aver ascoltato ieri sera il “servizievole” Fabio Fazio, nel corso della sua trasmissione Che tempo che fa, intervistare Jeremy Rifkin il quale, come sua abitudine, ci ha illuminato sulla nuova rivoluzione energetica che verrà: quella legata all’idrogeno appunto. Ma su quali basi l’economista americano crede sia possibile una rivoluzione del genere?
Rifkin è solito non chiarirlo, visto il carattere estremamente divulgativo delle sue parole, che siano esse parte di libri o di conferenze. Quello che viene da chiedersi ogni volta che lo si ascolta parlare è: conosce forse qualche tecnologia alla quale nessuno di noi ha accesso? Oppure crede sarà fattibile, nell’immediato futuro, importare l’idrogeno da Saturno? Già, perché i luoghi più vicini dove è possibile reperire idrogeno libero sono Saturno e la superficie del Sole. Sulla terra invece, l’unico modo per ottenerlo è “fabbricarlo”. E il problema è che questa fabbricazione richiede più energia di quanta se ne possa ottenere in cambio.
Quello che va chiarito innanzitutto è che l’idrogeno non è una fonte di energia, bensì un vettore. E a quanto pare un vettore neanche tanto conveniente, visti i problemi di stoccaggio, distribuzione e conversione. Ma facciamo un passo per volta. Un articolo di Robert Zubrin, The Hydrogen hoax, ci illustra perfettamente l’assurdità del sistema idrogeno.
Allo stato attuale l’idrogeno è ottenuto principalmente attraverso la decomposizione di idrocarburi mentre solo il 4% proviene dall’acqua, in quanto il processo di elettrolisi è estremamente costoso. Direi di non soffermarsi neanche sul confronto metano-idrogeno fatto da Zubrin perché è chiaro che a parità di anidride carbonica emessa, con l’idrogeno si ottiene molta meno energia.
Per coloro invece, che sostengono la possibilità di produrre idrogeno attraverso elettrolisi direttamente nelle stazioni di servizio, andrebbe fatto leggere il confronto realizzato da Zubrin. Mettere in piedi una stazione di servizio del genere costerebbe a un imprenditore circa 6 mila dollari al giorno, per vendere appena 200 dollari di idrogeno a cinquanta persone disposte a pagare il triplo per il proprio carburante.
Altro aspetto interessante toccato da Zubrin è il costo delle eventuali autovetture a idrogeno, che abbiano prestazioni simili a quelle attualmente in circolazione: circa un milione di dollari. Se a questo aggiungiamo il costo delle infrastrutture, per far circolare 700 mila vetture a idrogeno negli Stati Uniti (circa lo 0,4% del loro parco auto) ci vorrebbero pressappoco 1000 miliardi di dollari. Una cifra estremamente “conveniente” sulla quale mi sarebbe piaciuto interrogare il saggio Rifkin.
Quello che poi non condivido assolutamente con Zubrin sono le sue conclusioni, perché lo scienziato americano ricerca la sua personale soluzione nei biocarburanti, come via allo sviluppo per i paesi poveri – quando in realtà, eventi molti recenti hanno dimostrato l’incompatibilità di un sistema del genere con le prioritarie esigenze alimentari di questi paesi – ma vi consiglio vivamente di dedicare un po’ di tempo alla lettura del suo articolo. Leggi anche La facile religione dell’idrogeno. Via Aspo Italia.
da emiliano
Ultimo commento:
di » Bmw e Volksvagen fermano la sperimentazione delle auto ad idrogeno - Gregambiente il 01/1/70
Visualizza / Lascia un commento







maggio 14th, 2007 at 14:34
E’ che sono tutti in cerca de “LA Soluzione” e non riescono a pensare al fatto che esistono solo “LE soluzioni”. E poi Rifkin non è altro che un economista che crede (ma lo crede?) di aver scoperto il santo Graal, come molti altri suoi colleghi prima di lui.
maggio 14th, 2007 at 19:37
è che ormai la gente pensa che l’idrogeno sarà il nostro futuro… l’idea più sbagliata che esiste… e pensare che pure molta gente che si “spaccia” per ecologista crede in ’sta roba…
maggio 16th, 2007 at 14:35
Vero è poco proponibile oggi,
ma è pur vero che qualcuno ha detto le stesse cose anche per i computer..
.. o perlomeno, io spero sia così..
maggio 16th, 2007 at 14:46
è vero quello che dici, ma per il computer si è espresso qualche idiota senza motivazioni plausibili, vedi colui che ha ereditato il lavoro del grande Olivetti, mentre per l’idrogeno è tutta un’altra storia
non solo allo stato attuale mancano le fondamenta, ma semplicemente il terreno su cui si sta cercando di costruire è “idrogeologicamente” pericoloso
costruiresti mai una casa su una zona a rischio idrogeologico?
marzo 14th, 2008 at 10:06
fotosintesi uguale a scissione a freddo : Avete osservato gli stomi sono delle sfere rotonfe con un
polo positivo ed uno negativo al suo interno passa vapore di acqua cioè h2o ,
in questo piccolo spazio per supermagnetismo la molecola di h2o si scinde in idrogeno e ossigeno .
Spero che i governi mondiali capicascano l’importaza di questi combustibili cioè idrogeno ed ossigeno
che si trovano in ogni parte del Pianeta e sono praticamente inesauribili .
Spero i ricercatori possano inventare uno speciale filtro supermagnetico con milioni di fori
dove passi la corrente che produca un campo magnetico da scindere l’ossigeno dall’idrogeno .
Il vapore creato da microonde sull’acqua passa da questo filtro per creare ossigeno ed idrogeno .
Questo modo per produrre idrogeno e ossigeno è facile e conveniente mentre il nucleare od i combustibili
per estrazione hanno un elevatissimo costo in denaro salute ed inflazione del denaro di tutto il Pianeta .
scritto da g213@libero.it
dicembre 9th, 2009 at 14:15
[...] seguendo le orme di Volkswagen. Non la considero una brutta notizia. E’ sostanzialmente un mito tutto il gran parlare che si è fatto (e che si fa) dell’idrogeno e dei motori puliti [...]