Gas serra e Usa, la novità di Bali

Forse la spiegazione di tutto sta nell’arte della trattativa: puntare a 50, chiedere 100. Sta di fatto che alla conferenza sul clima di Bali all’ultimo momento si è raggiunto un compromesso. Niente limiti vincolanti alle emissioni di Co2 – l’anidride carbonica, il gas del’effetto serra – ma appuntamento in aprile per definire un trattato post-Kyoto da firmare nel 2009. Accettando questo compromesso, mi pare, gli Stati Uniti hanno accettato anche il principio che le emissioni vanno contingentate. Il che è una novità .
Resta da capire cosa ha provocato il dietrofront degli Stati Uniti che, oltre a non volere alcun limite alle emissioni, affermavano di voler spostare i negoziati sul clima verso un futuro nebuloso e indistinto. Forse le ragioni della scienza, ormai impossibili da ignorare. In ogni caso, mi pare di poter cogliere – molto in embrione! – nelle conclusioni di Bali l’idea, finalmente accettata anche dagli Usa, che l’economia non è la divinità cui tutto deve inchinarsi. Che, in nome del bene comune, esiste qualcosa al di sopra della libertà di bruciare energie fossili, cioè di produrre e consumare. Se è così, lascio da parte il rammarico per il fatto che non si è fissato subito un tetto per le emissioni di gas serra e brindo alle conclusioni di Bali. Con la speranza di non dovermi ricredere. Un approfondimento sul meccanismo del Protocollo di Kyoto e sulla situazione dell’Italia. Foto: rielaborazione da Flickr.
da maria
Ultimo commento:
di SanzoGhenzo il 01/1/70
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dicembre 15th, 2007 at 14:04
Un’altra conferenza inutile, come al solito si dice che bisogna fare qualcosa e si rimandano i termini in un futuro prossimo… Probabilmente neanche ad aprile gli USA frimeranno alcun trattato.
rimango profondamente scettico!