Vanuatu: il paese più felice del mondo
La NEF è un gruppo indipendente londinese che si occupa di economia, ambiente e temi sociali mettendo in discussione i diversi indicatori economici fin qui adotatti a livello mondiale. Parametri, secondo il NEF, obsoleti e che non tengono conto in modo adeguato dei veri concetti di ricchezza e povertà con i quali si misurano nazioni e popoli. Da qui, un nuovo indice internazionale, l’Happy Planet Index, che prendendo a campione 178 paesi ha originato una classifica focalizzata sull’impatto ambientale e sul benessere che mostra come cambino le cose quando a guardarle ci siano occhi diversi da quelli dei potenti della terra.
Gli Stati Uniti, per esempio, occupano la 150esima posizione della classifica, l’Italia il 66esimo posto, e gli altri “potenti” ancora più sotto. Quei paesi cioè che si troveranno al G8 di San Pietroburgo e che probabilmente non sanno che al primo posto della nuova classifica NEF c’è Vanuatu – magari qualcuno non sa neanche dov’è sulla cartina geografica. Una piccola nazione con meno di 200 mila abitanti, felici nonostante su di loro incombano le giganti e anomale onde di marea provocate dal riscaldamento globale del pianeta. Sicuramente non dipendenti dalla loro volontà .
da mstramazzo
Ultimo commento:
di janis il 01/1/70
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luglio 24th, 2006 at 00:53
ciao sono colombiano e abito in italia guarda che non ho pregiudizzi ma in colombia si è piu felici que qua parlo en generale perche ce anche del brutto non lo dico perche non mi trovi bene qua ma lo dico per voi ho visto la vostra tristeza e siete diventati gente amara e poco gentile chiusi e tanto altro pero tanto siete i migliori fra i piu ricchi e questo e quelllo che conta se voi siete cosi imaginiamoci gli altri
luglio 14th, 2006 at 01:55
ti sbagli, la politica è un argomento pertinente a Blogeko
dal mio punto di vista non si può pensare l’ecologia senza politica, forse perché intendo la politica in modo leggermente più partecipativo rispetto alle idee dei nostri cari governanti
sono d’accordo sul fatto che una società abbia bisogno di una buona dose di socialismo per affrontare la transizione post petrolifera
peccato che questo non sia ben chiaro all’attuale governo di sinistra
abbiamo al potere una classe politica che, fatta eccezione per alcuni interessanti soggetti, rappresenta semplicemente la parte “geograficamente” a sinistra di quell’essere bigotto e cattolico tipicamente italiano
e fa ancora più tristezza perché questo termine “sinistra” lascia sempre aperta qualche speranza, insomma ci si aspetta qualcosa da loro e forse proprio per questo si rimane sistematicamente delusi
il meno-meno peggio in azione
e noi lì a sperare che qualcosa cambi…
luglio 13th, 2006 at 22:18
Uhm, ovviamente, anche se potrei aver dato l’impressione del contrario, non è Blogeko la sede adatta per discussioni di politica…
luglio 14th, 2006 at 11:22
Va beh, ho messo le mani avanti inutilmente…
Comunque, concordo con te su tutto.
luglio 13th, 2006 at 20:49
Bellissima questa classifica. Me la voglio studiare con calma, ma intanto vorrei rimarcare, e spero che non ti dia fastidio, che Cuba occupa la sesta posizione, ovvero è quasi in cima alla classifica. Il che ha una valenza politica, ma anche un altro significato, visto che causa embargo e crollo dell’URSS si tratta del primo paese che ha effettuato una transizione ad una situazione simile a quella che vivrà il mondo dopo che supereremo il picco dell’offerta petrolifera. Transizione che, e questa è una mia opinione personale, può essere affrontata con successo solo da una società dotata di un certo grado di socialismo. Come la storia dimostrerà .
luglio 17th, 2006 at 21:27
E il secondo posto della Colombia? Forse il modello Uribe è più valido del modello Castro? o c’è un errore nella classifica? Mi sono guardato formule e formulette e… ho raggiunto una conclusione (che ho postato sul blog)
Saluti, Doppiafila