Risultati della Ricerca per "\"specie aliene\""
Alluvione del Serchio e lago di Massaciuccoli. Le responsabilità umane in una catastrofe naturale
Un’altra alluvione. Prima il Serchio che rompe gli argini, e ora il lago di Massaciuccoli che rischia di traboccare. Forse accadrà a Capodanno, forse anche prima: tant’è che il sindaco di Lucca ha appena firmato un’ordinanza che impone di non usare già da stasera i piani bassi delle case nell’Oltreserchio, e a tenersi pronti all’evacuazione.
Penso a quella gente, che – piani alti o piani bassi – non dormirà dissicuro. E penso alle responsabilità dell’uomo in questa ennesima catastrofe cosiddetta naturale.
Due punti fondamentali: in quella zona l’assetto naturale delle acque è stato profondamente modificato dall’uomo, e un territorio del genere regge solo se viene manutenuto con cura meticolosa e quotidiana.
E poi, giornate francamente primaverili e piogge abbondanti sono venute dopo abbondanti nevicate. Ditemi che non c’entrano i cambiamenti climatici prodotti – di nuovo – dalle attività umane. Continua a leggere… »
da maria
Sono “aliene”. Invasioni di coccinelle segnalate in tutta l’Italia settentrionale: intervista a un esperto
Sono coccinelle “aliene”. Ho intervistato un esperto per avere lumi sulle invasioni di coccinelle in Italia settentrionale e nel Canton Ticino che per tutto il fine settimana sono state segnalate nei commenti di Blogeko. Molte segnalazioni sono finite sotto un vecchio post dedicato a un’invasione di coccinelle in Colorado.
Mi sono stupita: dal Piemonte al Veneto, tanta gente si è ritrovata la casa letteralmente tappezzata di insetti. Così ho parlato con Gianumberto Accineli, entomologo dell’Università di Bologna. L’ho rintracciato attraverso Eugea, una società formata da ricercatori bolognesi che vende fra l’altro coccinelle da liberare in giardino per combattere gli afidi.
Mi ha detto che queste coccinelle sono “aliene”: una specie asiatica, non italiana, che l’uomo ha diffuso fuori dall’habitat originario. Sì, dice, è normale che si riuniscano: anche se l’entità del fenomeno è un po’ inaspettata. Continua a leggere… »
da maria
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di dilia il 01/11/2009 alle 17:16
Meduse “aliene” nel Mar Ligure
Nel Mar Ligure si stanno combinando insieme due vecchie conoscenze: invasioni di meduse e arrivo di una “specie aliena”, ossia una piccola medusa originaria dei Caraibi che si chiama Mnemiopsis leyidi e che nel nostro mare non ha, ovviamente, nemici naturali: può quindi riprodursi a dismisura.
Invasioni di meduse e arrivo di “specie aliene” sono due sottoprodotti delle attività umane, ovviamente. E ciò che sta succedendo nel Mar Ligure è degno di nota perchè la piccola Mnemiopsis leyidi ha già mandato ko la pesca nel Mar Nero. Continua a leggere… »
da maria
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di elmovittorio il 22/08/2009 alle 10:31
Specie tropicali, mucillagini, alghe assassine. Panoramica sui cambiamenti del Mediterraneo
Povero Mediterraneo fra mucillagini, invasioni di alghe assassine e arrivo di pesci tipici di acque più calde e addirittura tropicali. La foto a fianco ne ritrae uno, la donzella pavonina. Se volete una panoramica sugli effetti che i cambiamenti climatici hanno già avuto sul Mare Nostrum, eccovi serviti.
Il dossier si chiama “Inferno Mare”, e Greenpeace l’ha messo insieme componendo una sorta di mosaico generale attraverso una trentina di pubblicazioni scientifiche settoriali. Continua a leggere… »
da maria
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di Stever il 01/07/2009 alle 15:27
Ischia, il mare “effervescente naturale” illustra l’acidificazione degli oceani

Liscia, gassata o… Come preferite l’acqua del mare?
A Ischia è, diciamo, effervescente naturale, per via del suolo vulcanico. Bolle di anidride carbonica escono dal fondale: come una Jacuzzi di 300 metri, dicono i ricercatori che studiano il fenomeno.
Lo studiano perchè la Jacuzzi di Ischia può aiutare a capire cosa accadrà in seguito ad un fenomeno generale: l’acidificazione degli oceani, dovuta alla crescente quantità di anidride carbonica nell’atmosfera. Continua a leggere… »
da maria
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di federico vannucci il 10/10/2008 alle 15:13
L’Artico si scioglie, gli animali del Pacifico pronti ad invadere l’Atlantico

Lo scioglimento dei ghiacci artici aprirà la strada del Nord Atlantico ad animali che abitano nel Nord del Pacifico, e viceversa.
Capitò per l’ultima volta tre milioni di anni fa. Sarebbe un bello sconquasso per l’ecosistema.
Su Science gli scienziati avvertono: il Polo Nord più tiepido e libero dai ghiacci estivi – cosa che purtroppo capiterà presto, se non quest’anno forse già entro il 2013 – potrebbe rimescolare la distribuzione territoriale di specie che ora abitano esclusivamente nelle acque dell’Atlantico o del Pacifico. Continua a leggere… »
da maria
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di federico vannucci il 13/08/2008 alle 17:06
Record o non record, scioglimento o non scioglimento totale, tutti i...
“Migrazione assistita” di orsi polari per salvarli dai cambiamenti climatici?

L’Artico si scioglie? Spostiamo gli orsi polari al Polo Sud. Science non usa queste parole. Il concetto, comunque, stringi stringi, è tale.
L’idea di organizzare una “migrazione assistita” per gli animali che non hanno scampo di fronte ai cambiamenti climatici causati dall’uomo viene da uno scienziato, Hugh Possingham.
In un articolo appena pubblicato su Science sostiene che ormai i cambiamenti ambientali indotti dall’uomo travolgono senza scampo troppe specie animali. Continua a leggere… »
da maria
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di Flavio il 19/07/2008 alle 11:12
Altra “specie aliena”, i tartufi cinesi trovati in una tartufaia piemontese

Arrivano i tartufi cinesi. Non (solo) nei negozi, venduti al posto dei ben più pregiati nostrani: addirittura in una tartufaia piemontese. Liberi di diffondersi e di provocare guai, come di regola capita con le “specie aliene”.
Un’altra minaccia per i tartufi. Si aggiunge ai cambiamenti climatici che li spingono sempre più a Nord e fanno declinare la produzione.
I tartufi cinesi sono molto simili ai tartufi neri nostrani, ma più robusti. Vengono da un ambiente assai simile a quello delle colline italiane, e sono potenzialmente in grado di colonizzarle ai danni dei “cugini”. Almeno sono buoni? Macchè. Hanno un sapore assolutamente scipito.
Hanno scoperto la presenza dei tartufi cinesi in Piemonte i ricercatori dell’istituto per la Protezione delle piante del Cnr e del dipartimento di Biologia vegetale dell’università di Torino.
In un articolo sul New Phitologist la scoperta dei tartufi cinesi in Piemonte.
Foto Flickr
da maria






