Archivi della categoria ‘La settimana verde’
La settimana verde: Cotogno
Le piante e i frutti caduti nel dimenticatoio per colpa di nuovi stili di vita sono moltissime.
Alcune poi sono diventate vere e proprie rarità sia per quanto riguarda la loro coltivazione, affatto remunerativa, sia per il loro consumo, che non sempre può essere immediato.
Vuoi perchè questi frutti hanno bisogno di un processo di maturazione particolare, vuoi perchè le loro caratteristiche organolettiche fanno sì che sapore e gusto, risaltino solo dopo averli lavorati in cucina.
E’ il caso dei frutti del cotogno, pianta della famiglia delle Rosaceae come il melo e il pero.
da mstramazzo
La settimana verde: Prugnolo

Il prunus spinosus, oltre ad essere pianta comare – indica che nelle sue vicinanze si può scovare qualche tartufo – è quell’arbusto spinoso, conosciuto anche come prugnolo, susino selvatico, pruno o prugnolaro, dal quale, un tempo, più che oggi, si raccoglievano le prugnole.
Frutti tondeggianti grandi più o meno come una nocciola che oltre ad essere consumati per le più svariate preparazioni della tradizione enogastronomicha italiana, come confetture, gelatine, preparazione di frutta in agrodolce o per liquori vari, venivano impiegati anche per le loro proprietà salutistiche. Sia come tonificanti che antinfiammatori e perfino come cosmetici.
da mstramazzo
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di stefano il 01/1/70
La settimana verde: Olivello spinoso
L’olivello spinoso, le cui foglie ricordano quelle dell’olivo, è una pianta rustica e autoctona, ben conosciuta ai tempi dei cavalli.
Non quelli sotto il cofano delle macchine, ma proprio quelli a quattro zampe il cui mantello veniva lucidato con i frutti dell’olivello, da qui, il nome botanico Hyppophae rhamnoides.
Non solo, ma sempre a quei tempi, quando non c’erano i parcheggi dei supermercati e si consumavano tutti i tipi di frutta e non quelle poche varietà omologate dalla grande distribuzione, le drupe dell’olivello, questo il nome dei frutti giallo-rossi, venivano consumati per il loro alto contenuto di vitamina C o per la vitamina E.
da mstramazzo
La settimana verde: Melograno
Frutto che va scomparendo, forse per colpa della fretta da fast food, la melagrana nasce da una pianta della famiglia delle punicacee con il nome scientifico di Punica granatum.
Non è un vero albero ma, più propriamente, un arbusto arborescente che tuttavia può raggiungere anche i sette metri di altezza.
La scuola botanica americana lo vorrebbe come pianta della famiglia delle Lytracee, per via di alcune affinità fra le cortecce, da dove si estraggono sostanze coloranti. Continua a leggere… »
da mstramazzo
La settimana verde: Gelso
Di gelsi, piante molto in voga fino alla metà del ‘900 per via dell’allevamento del baco da seta, ne esistono due tipi.
Il gelso bianco, morus alba, che veniva coltivato, appunto, per nutrire i bachi da seta – prima che le fibre sintetiche prendessero il sopravvento nel mondo dei tessuti – e quello che invece prende il nome dal colore più scuro dei suoi frutti: morus nigra o gelso nero.
da mstramazzo
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di simone il 01/1/70
La Settimana verde: Festa dei frutti dimenticati
Se siete interessati a conoscere i frutti e le piante che ormai non trovano più spazio nella nostra quotidianità , dovete segnare in agenda le date del prossimo 18 e 19 ottobre e fare un salto in Romagna.
Più precisamente a Casola Valsenio, dove, di frutti e piante dimenticate, potrete vederne dal vivo una quantità decisamente soddisfacente e… gustosa!
Infatti, nel paese ravennate, che si è definito paese delle erbe e frutti dimenticati, oltre ad acquistare direttamente dagli agricoltori casolani potrete aproffittare anche degli stand gastronomici allestiti per la grande festa.
da mstramazzo
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di Proloco Casola Valsenio il 01/1/70
http://proloco-casolavalsenio.blogspot.com/
Sperando di far...
La settimana verde: Azzeruoli

Quelli gialli, sono stati raccolti già in agosto, ma ora, dalla seconda decade di settembre in poi, tocca a quelli rossi e bianchi.
Sono gli azzeruoli e sono i frutti di una pianta rustica che pur non avendo problemi di clima o di terreno, nel nostro paese non è particolarmente diffusa, se non in Liguria, Piemonte, Toscana, Emilia Romagna e Sicilia.
Ultime regioni, dov’è ancora possibile trovare chi coltiva questa pomacea minore appartenente alla famiglia delle rosaceae, che oltre a gratificare la vista con il suo portamento ornamentale, produce, appunto, gli azzeruoli.
da mstramazzo
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di strami il 01/1/70
La settimana verde: Maciarone
In tema di frutti e piante ormai dimenticate, non siamo solo noi, uomini del secondo millennio, ad aver escluso dai nostri usi quotidiani piante e frutti che per secoli avevano fornito cibo o materiale per svariati usi.
Con la scoperta dell’America, l’arrivo di una numerosa varietà di piante dal nuovo mondo e la loro forza nel determinare nuove consuetudini alimentari, anche i nostri avi non persero tempo nel relegare nel dimenticatoio molti vegetali.
Uno di questi fu il maciarone, conosciuto anche come corinoli comune e noto fin prima dell’età romana.
da mstramazzo






