Oste, il tuo vino è buono? Le procedure per l’autorizzazione degli Ogm nell’Unione Europea
Ieri ho cercato di spiegarvi cosa sono gli Ogm, organismi geneticamente modificati. Ora provo ad illustrare la procedura in base alla quale l’Efsa, l’autorità europea per la sicurezza alimentare, autorizza un Ogm. L’autorizzazione può riguardare l’importazione, la coltivazione, il consumo animale, il consumo umano
In estrema sintesi, la procedura europea consiste semplicemente nel chiedere all’oste se il suo vino è buono. Ma cavie (poverette!) nutrite ad Ogm nei laboratori hanno avuto dei problemi.
Mi sono fatta spiegare i vari passaggi intervistando Federica Ferrario, responsabile della campagna Ogm di Greenpeace.
Come avviene l’approvazione degli Ogm in Europa?
“L’azienda biotech che vuole l’autorizzazione per un suo prodotto fa richiesta ad uno Stato membro dell’Unione Europea, che a sua volta la gira all’Efsa, l’autorità europea per la sicurezza alimentare”
E l’Efsa accerterà l’impatto su ambiente e salute…
“Macchè. Nella quasi totalità dei casi legge semplicemente il dossier con cui l’azienda accompagna il prodotto ed esprime il suo parere”.
Cosa contiene il dossier?
“Spesso è povero di informazioni, spesso le informazioni sono in parte coperte da segreto commerciale. C’è scritto comunque cosa è il prodotto e cosa è stato modificato”.
Cosa succede quanto l’Efsa dà parere favorevole?
“La richiesta viene sottoposta ad un comitato di esperti. Ma per approvarla o respingerla è richiesta una maggioranza qualificata pari al 75%: che di regola non viene ottenuta.
Nel qual caso l’autorizzazione viene sottoposta al voto dei ministri degli Stati membri. Il voto di ogni ministro ha un “peso” proporzionale a quello del suo Paese. E’ richiesta di nuovo la maggioranza qualificata del 75%, che di solito non viene raggiunta”.
Quindi niente 75% dei sì, niente Ogm?
“Macchè. La richiesta passa alla Commissione Europea, che di regola la approva in base al parere favorevole dell’Efsa”
Quel parere espresso dopo aver semplicemente letto il dossier dell’azienda?
“Esattamente. Una procedura lunghissima, ma che in sostanza consiste nel chiedere all’oste se il suo vino è buono. E l’approvazione della Commissione Europea può tranquillamente arrivare dopo una bocciatura a maggioranza semplice degli esperti e dei ministri”.
Prima dell’autorizzazione, un Ogm viene testato usandolo per alimentare animali?
“Non necessariamente. Inoltre questi test, quando vengono condotti, sono molto brevi e vengono effettuati dall’azienda che chiede l’autorizzazione: non da un ente indipendente. Sono anche in parte coperti da segreto commerciale, per cui è difficilissimo anche solo prenderne visione”.
Greenpeace però una volta c’è riuscita
“Sì, con il famoso mais Mon 863 autorizzato anche per il consumo umano. I test sui topi condotti dalla Monsanto sono stati rivisti da scienziati indipendenti. Gli scienziati hanno concluso che la Monsanto aveva elaborato i dati in modo inaccurato e che c’erano segni di tossicità sui topi”
Perchè enti indipendenti non ripetono a tappeto i test sugli animali?
I ricercatori che esprimono dubbi sugli Ogm di regola vengono fatti oggetto di attacchi feroci. E poi i test costano molto cari: ci vogliono laboratorio, personale, analisi… Possono effettuarli solo grandi strutture o università ”.
E’ successo in Austria e in Francia, e in tutti e due i casi le cavie hanno mostrato dei problemi
“Esattamente. Senza contare che noi siamo uomini, non cavie. Non è mai stato fatto uno studio epidemiologico sui consumatori degli Usa che mangiano Ogm da ormai 10 anni”
Noi in Europa mangiamo Ogm?
“Se in un prodotto è presente un ingrediente Ogm in misura superiore allo 0,9%, deve essere indicato in etichetta”
E se ce n’è meno, lo mangiamo senza saperlo
“Sì. E mangiano Ogm gli animali da allevamento che poi noi, a nostra volta, mangiamo”.
Foto Flickr
da maria
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