Nel budget 2010 dello Stato raddoppiano i fondi per il nucleare e calano quelli per l’istruzione
La Ragioneria Generale dello Stato ha presentato il budget 2010. Raddoppiano i fondi per il nucleare, diminuiscono quelli per la già disastrata istruzione
E domani il Governo approverà in via definitiva i criteri per la scelta dei siti nucleari. Criteri per la scelta, non siti: quelli saranno resi noti solo dopo le elezioni regionali.
Il ministro per lo Sviluppo Economico Scajola prevede che, dopo l’approvazione definitiva ai criteri per i siti, nel giro di due anni inizieranno i percorsi per autorizzare la costruzione delle centrali nucleari.
Non sarà il Governo a scegliere direttamente dove costruirle. Saranno i privati, che dovranno individuare “i territori per loro più conformi che corrispondono ai criteri di sicurezza”.
Sui siti nucleari è guerra aperta fra Stato e Regioni. Solo due sono disponibili ad accogliere gli impianti. Undici hanno fatto ricorso alla Corte Costituzionale. Ritengono inaccettabile la loro esautorazione della scelta dei siti.
Tre Regioni hanno approvato leggi per impedire impianti nucleari sul loro territorio. Il Governo ha a sua volta impugnato di fronte alla Corte Costituzionale queste leggi regionali.
Ma il ritorno all’atomo a chi giova? Il Governo promette bollette più leggere, dice che l’elettricità costerà 40 euro al megawatt. Balle. Non meno di 70 (contro i 65 attuali) secondo i calcoli di Citigroup.
Perchè allora Governo e imprenditori vogliono così tanto le centrali nucleari? Perchè, che poi funzionino bene o no, prima bisogna intanto costruirle. “Una grande opportunità di business” secondo Emma Margegaglia. Si aspetta che le aziende italiane si spartiscano appalti per una ventina di miliardi almeno.
Pare che il grosso della torta se lo papperanno invece i francesi. E il succo autentico delle cose è che lo Stato taglia i fondi per l’istruzione, e raddoppia quelli per il nucleare.
Su Ansa raddoppiano i fondi per il nucleare
Sul Sole 24 ore domani l’approvazione definitiva del Governo ai criteri per la scelta dei siti nucleari
Su Adn Kronos Emma Marcegaglia e il nucleare
Foto Flickr
da maria
Ultimo commento:
di raimondo il 01/1/70
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febbraio 9th, 2010 at 16:47
Nel 2002 Termini Imerese era a rischio chiusura.
Con soldi pubblici (prepensionamenti e cassa integrazione) fu mantenuta in vita.
Ora la fine è arrivata.
Con un po’ di presunzione scrissi una lettera che fu pubblicata sul Gazzettino in cui sostenevo che solo la riconversione di Termini per la produzione di pannelli solari e auto elettriche avrebbe potuto evitare la chiusura.
Ora con un po di superbia posso dire: l’avevo detto io.
Al momento sembra che proprio l’auto elettica sia la panacea per mantenere l’attività produttiva.
Ebbene secondo me mancheranno i capitali e non si farà nulla.
Immodestamente vorrei indicare la riconversione di Termini:
trasformarlo nel più grande impianto industriale di riconversione di modelli FIAT in elettriche. Prendendo ad esempio il cinquino elettrico si potrebbe riconvertire in elettrico anche le UNO (magari alleggerendole).
Non sarebbe necessaria l’autorizzazione della cassa produttrice
Che ne dite di fare una lettera aperta da inviare ai giornali???
Saluti