Clima

L’Europa considera l’ipotesi di tassare le importazioni in base alle emissioni di gas serra

Co2L’Unione Europea sta esaminando l’ipotesi di tassare le importazioni in base alle emissioni di anidride carbonica – il principale gas dell’effetto serra – legate alla produzione delle merci.

Va tenuto presente che negli ultimi decenni l’Europa, in realtà, non ha affatto diminuito le sue emissioni di gas serra. Le ha semplicemente trasferite, insieme alle fabbriche, nei Paesi cosiddetti emergenti.

Non c’è ancora il benchè minimo accordo sul dazio ambientale europeo. Ma anche solo l’ipotesi mi sembra una novità significativa in questa nostra era in cui (quasi) nessuno si azzarda a contestare i (dubbi) benefici di un mercato globale libero da qualsiasi barriera.

La notizia di un possibile dazio ambientale europeo viene da How To Be Green. Scrive che i leader europei stanno cominciando a parlarne ma sono divisi. Il presidente francese Nicolas Sarkozy appoggia apertamente l’idea: secondo lui è un antidoto al fallimento del vertice sul clima di Copenaghen.

Secondo altre e non meglio precisate nazioni, la tassa potrebbe essere considerata come una misura protezionistica: definizione che, per i sostenitori del liberismo, equivale in pratica ad una bestemmia.

Contrario anche il cancelliere austriaco Werner Faymann. Sostiene che la tassa “non sarebbe una buona tattica di negoziazione” per costringere Paesi come la Cina e l’India a prendere una posizione chiara sulle tematiche ambientali.

Però considerate la situazione da un altro punto di vista. L‘Europa fa la prima della classe in materia di riduzione delle emissioni di gas serra con l’obiettivo 20-20-20, ma in realtà, dicevo, ha spostato buona parte delle emissioni legate si suoi consumi – insieme alle fabbriche – nei Paesi dove le leggi sull’ambiente sono meno severe. E dove la manodopera costa poco e non ha diritti.

Se si tiene conto delle merci d’importazione, le emissioni dei Paesi europei più ricchi sono del 20-50% superiori a quelle ufficialmente conteggiate. Il problema esiste anche per gli Usa, ma in misura minore.

Se le merci venissero sottoposte a dazio ambientale all’ingresso nell’Unione Europea, i consumatori – certo, ahimè – dovrebbero pagarle di più.

Ma se il dazio fosse sufficientemente alto e fosse anche studiato in modo efficace, potrebbe diventare meno conveniente delocalizzare la produzione nei Paesi emergenti. Le manifatture (con annessi posti di lavoro) magari sarebbero spinte a tornare nella cara, vecchia Europa.

Soprattutto, pare che il mondo attuale sia in grado di ridurre l’inquinamento solo attribuendogli un prezzo, e trovando qualcuno cui farlo pagare. Il dazio sulle importazioni di gas serra servirebbe appunto a questo. In attesa di un miglior approccio alla questione.

Su How To Be Green l‘Unione Europea considera l’ipotesi di tassare le importazioni in base alle emissioni di gas serra

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mar  10
30
alle 08:04
da maria


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